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Viaggio in Cumana sulla carrozzella: da Montesanto a Bagnoli tra disagi e incertezze

Scritto da Fabio Di Nunno Il . Inserito in Succede a Napoli

De Vincentiis disabilità cumana

Ammirare i luoghi di Napoli è una delle passioni di Gianluca De Vincentiis. Così, decide di andare da Montesanto a Bagnoli, per gustarsi la bellezza e le contraddizioni di un quartiere che è sulla ribalta per gli stanziamenti promessi dall’attuale Governo.

Gianluca, però, vive una forma di disabilità che lo costringe a muoversi su una sedia a rotelle che si sposta elettronicamente e decide di fare ciò che non ha mai ancora fatto in vita sua: prendere la Cumana.

Così, secondo quanto ha sentito dire in giro, è necessario telefonare preventivamente alla Direzione dell’EAV per comunicare il proprio viaggio, in modo da sapere a che ora avrebbe trovato il convoglio che prevede la possibilità di accesso per i disabili in carrozzella. Al telefono, l’operatore interloquisce con incertezza e, forse, incredulità, comunicando degli orari ma dicendo che non vi può essere certezza nè delgi orari nè dei convogli disponibili a quegli orari. Gianluca non si scoraggia e, con un congruo anticipo, si reca alla stazione EAV di Montesanto. Dopo aver comprato il biglietto, raggiunge il piano dei binari mediante l’ascensore. Nessuna indicazione, nessun percorso guidato per facilitare l’accesso al treno. Qualcuno gli indica una stanza in cui si trova un omone che gli dà qualche blanda spiegazione. «È facile, raggiunga il binario 1, la aiuteremo a salire». Gianluca fa presente che nella linea 1 della Metropolitana vi è un dislivello non superabile se non con l’aiuto del macchinista e di qualche viaggiatore. «Non si preoccupi», replica il dipendente EAV assiso sulla sua seggiola, «la faremo salire». Recatosi al binario, Gianluca trova l’amara sorpresa: il dislivello tra la banchina ed il piano della carrozza è così alto che il capotreno, una donna con problemi fisici, da sola è impossibilitata a far salire sul convoglio Gianluca con la sua carrozzina elettronica. Panico; cosa si fa? Per fortuna un altro addetto in borghese, più scaltro, e un passeggero fanno inclinare la carrozzina e con notevoli sforzi riescono a superare l’ostacolo. Dopo circa venti minuti, il treno giunge a Bagnoli. Lì, sorgono nuovi problemi. Esce dal vagone sempre con l’aiuto di un altro capotreno e, questa volta, anche di un amico incontrato durante il tragitto. Gianluca vorrebbe uscire in strada da solo, ma non è possibile, perchè, arrivato al varco di ingresso della stazione, trova un gradino e, poi, anche un marciapiede senza scivolo per disabili. Ancora una volta, il buon amico lo aiuta a superare questi ostacoli: ma, comunque, se i gradini fossero stati più di uno, Gianluca sarebbe rimasto bloccato all’interno della stazione senza che l’addetto alla stazione di Montesanto che il personale di bordo gli avessero prospettato la situazione. Gianluca deve arrivare però a viale Campi Flegrei, da lalto opposto della stazione rispetto a dove è arrivato. Quindi, armato di buona volontà, percorre la strada che costeggia la linea ferrata, fino a giungere al passaggio a livello di via Enea, passaggio a livello che le persone normodotate trovano tavolta arduo attraversare, figurarsi una persona in carrozzella. Ebbene, cammina cammina, Gianluca arriva all’ingresso della stazione su via Maiuri, dove avrebbe incontrato un altro amico. Lì, fortunatamente, il marciapiede ha uno scivolo che gli permette di attraversare agilmente la strada sulle strisce pedonali ed arrivare alla parte opposta, dove vi è un altro scivolo. Gianluca trascorre così qualche ora a Bagnoli, tra una passeggiata, un caffè, una visita alla chiesa di Maria SS. Desolata, questa sì dotata di scivoli che permettono agilmente ed in autonomia l’accesso. Si è fatto tardi, sarebbe stato troppo faticoso arrivare al mare, e Gianluca decide di rientrare. Ecco

di nuovo gli ostacoli. Un’auto è parcheggiata sulle strisce pedonali, davanti allo scivolo e, dopo avere invano atteso il proprietario, Gianluca cerca un percorso fino ad arrivare all’ingresso della stazione della Cumana. Qui, riesce ad arrivare alla banchina in direzione Montesanto grazie ad un cancello che dà sul marciapiede che aveva fatto aprire poco prima dall’edicolante. Ebbene, incredibilmente il cancello si apre su un dislivello: per arrivare alla banchina Gianluca deve scendere un gradino e si domanda: «che senso ha?». Gianluca vorrebbe obliterare il biglietto, ma si accorge che l’obliteratrice è posta vicino ad un varco al quale si accede con un gradino: per lui è inaccessibile. Allora Gianluca nota uno scivolo dalla parte opposta, verso la quale si avvia, ma può entrare nell’atrio della stazione solo facendosi aprire il portoncino, mezzo chiuso, dall’edicolante. Arrivato all’obliteratrice, con non poche difficoltà riesce ad inserirvi il bglietto, perchè la macchinetta è posta troppo in alto. Si sente il fischio della Cumana in arrivo, Gianluca ritorna rapidamente sulla banchina e spera che il treno sia uno di quelli attezzati per l’accesso delle carrozzelle: macché, anche questa volta ha bisogno dell’aiuto del capotreno e del suo affettuoso amico per salire a bordo. Il treno riparte verso Montesanto, Gianluca è stanco per le numerose peripezie incontrate, ma soddisfatto per essere arrivato a Bagnoli. Al mare, ci andrà un’altra volta.