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Dal buongustaio ho capito perché Berlusconi inganna i sondaggisti

Scritto da Giuseppe Pedersoli Il . Inserito in La Bufala

Prima dell’inizio dello spoglio le facce degli smacchiatori di giaguaro erano raggianti e i pidiellini tutti mosci. Aperte le urne, lo stesso Quaglariello non credeva ai suoi occhi: la rimonta di Silvio Berlusconi è la novità di un pelo meno interessante rispetto all’exploit di Beppe Grillo. I sondaggisti devono cambiare mestiere? Qual è il motivo per il quale tutte le previsioni elettorali si sono dimostrate errate? Essendo presuntuoso, anche se secondo me in maniera moderata, ho sempre una spiegazione. Fino all’altro ieri, però, sul punto non riuscivo ad elaborare una teoria.

Ho visto la luce e qualche chiarimento in una trattoria della Pignasecca, per la precisione in via Basilio Puoti 8: la Taverna del Buongustaio. Non più di trenta coperti, Gaetano in cucina e Sasà tra i tavoli, ottimamente recensito da trip advisor a cui vi rimando perché vorrei parlare di politica e non di genovese, polpette, friarielli, zucchine alla scapece (o come le chiamo io “alla Scipione Capece n. 3/1”, dimora napoletana di Diego Armando Maradona). Tovaglie a quadri e frequentazioni (mi pare) di discreto livello fatta eccezione per il sottoscritto, naturalmente, dal Buongustaio si tentava di spiegare l’inspiegabile: professionisti dei sondaggi e delle previsioni, come potevano avere clamorosamente “toppato” sulla rimonta di Silvio Berlusconi? Si parlava di 5-8 punti di differenza rispetto alla coalizione di centrosinistra, il risultato effettivo ha invece conclamato una “forchetta” (godo a scrivere “forchetta” citando una trattoria) con Bersani & C. Il buon Sasà, spigliato e simpaticissimo, si è infilato a gamba tesa nella discussione: “Dottò, permettete”? E si è rivolto, a voce alta, ai circa trenta presenti: “Attenzione, attenzione, è importante, statemi a sentire”. Si sono fermate pure le mandibole. “E’ un sondaggio – ha continuato Sasà – chi di voi ha votato per il partito di Berlusconi”? Silenzio assoluto. Nessuno ha alzato la mano. Nessuno. La cultura della strada di Sasà ha chiosato: “Avete visto, dottò? Nisciuno parla. Eppure una persona su tre lo vota. ‘O votano ma se metteno scuorno ‘e dicere che l’hanno vutato, a Berlusconi”. Renato Mannheimer, se leggesse, prontamente interverrebbe: “Il campione statistico non è significativo”. Che pure è vero. Se però escludiamo l’ipotesi che chi vota Berlusconi mediamente non pranza in trattoria, delle due l’una: o è stato davvero un caso, oppure (sempre mediamente) ci sono tantissimi elettori che si vergognano di ammettere di avere votato per Berlusconi. Essendo il sottoscritto pubblicamente schierato, è disposto ad accettare che “si vergognano” può essere sostituito da espressione alternativa. Ditemi voi quale. Io non lo so.