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Intervista del Direttore di QDN ad Antonella Ciaramella Consigliere regionale PD

Scritto da La Redazione Il . Inserito in A gamba tesa

antonella ciaramella

Amministrative in un clima rovente. A Casoria PD contro PD.

Densità opache e toni alti hanno caratterizzando sin dall’inizio il percorso politico regionale e provinciale delle prossime amministrative. Indubbiamente il contesto è arduo, i numeri del prossimo appuntamento elettorale rafforzano in prospettiva il peso specifico della Campania in vista del referendum costituzionale di ottobre ma ancora più in seno ai partiti e alle candidature per le prossime elezioni politiche.

 

A Napoli, a cinque giorni dal termine di chiusura delle liste per le amministrative del Comune di Napoli, l’aria inizia a surriscaldarsi, episodi di teppismo e lancio di uova contro le sede del comitato di Valeria Valente – ricordiamo che già lo scorso 25 aprile, l'ex assessore della giunta Iervolino, fu contestata in occasione del corteo per celebrare la Liberazione - si parla già di un “clima di violenza” che si sta abbattendo sulla campagna elettorale di Napoli.

In provincia di Napoli, divisioni, rese dei conti con alleati vecchi e nuovi, diaspore e prove muscolari ci consegnano scenari a tinte forti. Ci saranno duelli tra 17 sindaci, sfide tra 260 consiglieri, la red line al 5 giungo trascinerà i testa a testa dei ballottaggi nel caldo estivo. In più i voti di 17 comuni (nove sono sotto i 15.000 abitanti) della provincia di Napoli ricalibreranno al milligrammo il peso dei big che dovranno presidiare l’assetto micro-politico dei territori governati dal PD. Ecco dunque che sono scesi in campo direttamente i pezzi da novanta, capigruppo, ex assessori regionali, parlamentari e sottosegretari, per marcare e riscattare i propri confini e in molti casi sconfinamenti un metro alla volta, ecco dunque come si presentano i comuni di Castellammare, Vico Equenze, Camposano, Teano, Villaricca, Gragnano e Casoria per citare i casi più eclatanti.

Casoria in particolare riflette in modo amplificato la fotografia di un PD appesantito da vecchie malattie in ambito provinciale e non ancora in grado di puntare a cure innovative, l’esito di Casoria potrebbe fornire una chiave di lettura che bisognerà avere la freddezza e l’onestà di osservare, per ora il primo dato è il duello fratricida, come il film di Robert Benton “Kramer vs Kramer”, PD contro PD, tra i due candidati Pasquale Fuccio e Giuseppe Santillo.

Direttore QDN: Antonella Ciaramella giovane consigliere regionale del PD e casoriana da generazioni, racconta ai lettori di QDN la microfisica del caso Casoria. Cosa è successo?

A. Ciaramella: La vita di un circolo cittadino, scandisce per tutti gli attivisti i tempi del proprio impegno politico, si parte da lì come da una radice. A dicembre del 2015 assistiamo stupiti ad un’improvvisa decisione del circolo Pd di Casoria di convocare l’ assemblea degli iscritti del solo anno 2014 per designare il candidato sindaco per le amministrative 2016. Le perplessità da parte dei tesserati e della sottoscritta che invece invocavano le primarie portano la vicenda sul tavolo della Segreteria regionale, era chiaro che ci si trovava di fronte ad un goffo tentativo di colpo di mano.

A dicembre 2015 la Segreteria Regionale diffida il Circolo di Casoria dal tenere l’Assemblea degli iscritti per la designazione del Candidato Sindaco, in quanto sprovvista di una Anagrafe degli Iscritti regolarmente approvata. Nonostante ciò, l’Assemblea viene tenuta alla presenza del Segretario Provinciale e viene indicato il Candidato Sindaco, stabilendo unilateralmente con atto sottoscritto da sole 6 persone che imponevano il superamento delle primarie. In pieno spregio delle regole, dato che il Regolamento del PD prevede che lo strumento fondativo possa essere deciso solo dalla coalizione a meno che il partito non decida di andare da solo.

Direttore QDN: La decisione di non dialogare con tutti è stata resa nota agli iscritti?

Ciaramella: garantire le regole e non escludere l’ho ripetuto come un mantra. 6 persone non possono decidere su 250. Ma già il fatto che il tesseramento del 2015 sia iniziato e chiuso in sole due settimane nel 2016 la dice lunga sul grado di partecipazione consentito. Il tesseramento è sicuramente una fase politica fondamentale, invece nel caso di Casoria a gennaio 2016 si è proceduto al tesseramento senza comunicare le date di apertura del Circolo e quando è stato fatto, e in enorme ritardo, il Circolo è stato aperto solo 2 volte a settimana per 3 ore e con un solo addetto al rilascio delle ricevute della richiesta di tesseramento. Una mortificazione per chi crede fermamente in un percorso che parla il linguaggio delle regole democratiche. Con questi comportamenti la prima sconfitta è la credibilità politica.

Direttore QDN: A quanto pare gli esiti sono stati alquanto tesi. Come mai si è verificato l’annullamento del voto con cui era stato individuato il candidato sindaco sulla base di questa torbida fase di tesseramento?

Ciaramella: Non c’è stata nessuna consultazione della nuova assemblea 2015 legittimante costituita. II voto cui si fa riferimento per il circolo rimaneva quello del 2014. La Commissione di garanzia provinciale ha sancito con un verbale che fosse illegittimo in quanto in aperta violazione dell’art.18 dello Statuto. Nonostante questo si è cercato di superare la burocrazia con la politica ma vani sono stati i tentativi di composizione e di dialogo . Il ricorso alla mediazione, il confronto sano, sono stati sempre disattesi, estremizzati in sterili polemiche. Alla fine la Commissione di Garanzia provinciale ha deciso per annullare l’esito dell’Assemblea di Circolo che designava il candidato Sindaco. Dopo poi è seguita la decisione dal regionale, in seguito ad altri motivi di mancato verso rispetto verso la Commissione, decidendo anche per la sospensione del segretario cittadino. E infine di chiedere il commissariamento del Circolo di Casoria, giudicando immotivato il rifiuto del Circolo di tesserare alcuni richiedenti. Una situazione non proprio brillante per Casoria che è uno dei comuni più grandi a nord di Napoli con i suoi 90.000 abitanti, una storia significativa sia politica sia nel tessuto imprenditoriale ed industriale. Gli anziani ricordano che vi era la classe operaia più aristocratica nelle fabbriche RESIT, nella Rodhiatoce, e in altre ed il solco di un’identità tra le più rappresentative della provincia di Napoli dove oggi il PD doveva contribuire al percorso di ricostruzione di un’identità importante, ma nemmeno i Santi li hanno fermati.

Direttore QDN: lei pensava ad un intervento molto in “Alto”?

Ciaramella: ho voluto ironizzare sulla miopia di chi ha gestito questa vicenda in modo ottuso, mi riferisco alle opportunità solo da cogliere insieme, facendoci trovare forti ed uniti al prossimo appuntamento elettorale. Invece si è assistito ad un esercizio di egocentrismo che non dialoga con tutta la città, che ne mortifica la sua identità di comunità aperta, accogliente, plurale fin dall’antichità, mi riferisco al protagonismo religioso e sociale di Casoria, con le sue numerose opere pie e tre Santi, tra i più noti del nostro Paese. Un’occasione di valorizzazione e non di spartizione da parte della solita cricca. Paghiamo da troppo tempo l’immobilismo della macchina amministrativa che nella mia città non ha dato soluzione a problemi incancreniti: palazzi degradati e chiese del 600 di valore incomparabile, abbandonate, periferie prive di toponomastica, campi rom e in mezzo generazioni di giovani lasciati a dissanguarsi di illusioni. Tutto è dovuto a un schema già conosciuto che si sacrifica solo la città nello scontro sacrificato della lotta tra guelfi e ghibellini. Prevaricazione di un gruppo sull’altro, senza risolvere nulla.

Direttore QDN: a memoria il caso di Casoria ha diversi precedenti, uno recente a Melito, anni fa il candidato a sindaco Carpentieri, oggi segretario provinciale del PD, si vide costretto a presentare la lista elettorale fuori dal PD per le pressioni e le tensioni interne al suo circolo, dunque è un problema di cura della base da parte del partito? O di singole anomalie sui territori?

Ciaramella: I provvedimenti indicati dal regionale a Casoria non hanno trovato mai applicazione, resi vani dai costanti rinvii e dalla presenza del segretario metropolitano a tutti gli incontri pubblici e di circolo a supporto dell'illegittima designazione. Ciò ha comportato l'aggravarsi della confusione e della spaccatura sul territorio in cui a marzo 2016 ancora nessun incontro era stato formalmente convocato e istituzionalizzato con alcuna coalizione di centro sinistra. L’anomalia è proprio questa l’assenza di mediazione e di sintesi sul territorio. Lo scollegamento con l’autorevolezza che si riflette nel partito.

Direttore QDN: lei si è battuta in prima linea, e con lei il Vicepresidente del Consiglio Regionale di Campania Libera Tommaso Casillo anche lui di Casoria.

Ciaramella: Io stessa ho presentato una mozione nel direttivo casoriano, di cui faccio parte già prima di essere eletta in Consiglio regionale, in cui ho chiesto al segretario cittadino insieme a quello metropolitano e regionale la convocazione di un tavolo di centrosinistra al fine di avviare il confronto sulle amministrative alle porte. L’unico appello che mi è stato

fatto è quello di fare mia una decisione di 6 persone su una platea di 250 iscritti, il famoso 83%. E che io non mi dovevo occupare della gestione e dell’ evoluzione ma solo fare “mia” una decisione preconfezionata da altri, in più sono stata invitata a tenermi fuori dalle vicende locali e comunali. Alla fine la mozione è stata bocciata dal direttivo. Ma solo il 18 marzo la segreteria regionale ha convocato presso la propria sede il tavolo di centrosinistra formato da tutti gli esponenti delle sigle di centrosinistra presenti sul territorio più i due consiglieri regionali di Casoria. Lavoro di concerto con Tommaso Casillo, il nostro obiettivo era stigmatizzare l’assenza di pregiudizi verso la candidatura in essere ma nello stesso tempo anche di consentire agli alleati di sondare il gradimento della stessa e di altri, parimenti consentire proposte nuove con l'impegno di rivedersi in secondo incontro organizzato a Casoria per discutere del metodo di scelta del candidato e la presenza di ulteriori proposte sul tavolo nonché la scelta condivisa di un'eventuale allargamento della coalizione. Un altro muro: Tale riunione sancisce invece solo l'atto finale di rottura. All’ultima riunione, comunicata agli alleati singolarmente, ci si è ritrovati dinnanzi alla presenza di almeno altri cinque soggetti politici, per lo più di estrazione di centro destra.

Direttore di QDN: il simbolo del PD a Casoria era stato sospeso dalla direzione regionale a maggioranza con 5 voti per il congelamento, su 3 voti invece favorevoli, cosa è accaduto, ora il PD si presenta dunque contro il PD?

Ciaramella: separati in casa e con una memoria corta, quella del segretario provinciale Carpentieri, lo ha ricordato anche Lei prima. A Melito nelle elezioni del 2012/13 fu costretto a presentarsi e a vincere con una lista fuori dal PD. Pertanto a giugno a Casoria il PD si presenterà agli elettori con due effettivi candidati Pasquale Fuccio contro Giuseppe Santillo due casoriani, un duello fratricida. Questo deve prepararci ad una seria e sana riflessione politica, qualunque sia l’esito delle urne.

Direttore QDN: forse non tutti i mali vengono per nuocere, nel senso che quando una situazione trova soluzione solo nella rottura, mostra la sua naturale evoluzione da lì poi bisogna dimostrare che si era nel verso giusto, lei cosa pensa del candidato Giuseppe Santillo?

Ciaramella: ho una visione sempre positiva della politica, nella sua accezione più elevata, ossia quella di produrre essa stessa i meccanismi di autoriparazione, i suoi anticorpi. Il prof. Santillo è un “giovane degli anni’70” ex-docente di storia e filosofia, nativo di Casoria, ma ha maturato una significativa esperienza politica ed amministrativa a Venezia, dove è stato consigliere comunale e provinciale, poi assessore e vicesindaco delle due giunte di Massimo Cacciari. Ha ricoperto una delega calda, quella all’emergenza abitativa e al patrimonio, in anni significativi per opposizione politica e per le emergenze sociali rappresentate dai movimenti. Penso, visti i suoi risultati documentati a Venezia, che Santillo possa rappresentare un grande valore aggiunto per la nostra città di Casoria, confido nella sua biografia politica trasparente, dopo la pensione da docente è ritornato anni fa a Casoria ha comprato casa e vi ha stabilito la sua residenza. Confido nella linea che ha caratterizzato il suo percorso amministrativo e politico e che ha voluto esprimere sempre con visione e realismo che è poi il binomio dell’agire politico a cui tutti noi che abbiamo scelto questo difficile percorso aspiriamo.