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Di porto e di mare. Di termalismo e di ZTL. Di water front e di Partito Democratico: parla Pannullo

Scritto da Mauro Malafronte Il . Inserito in Succede a Napoli

elezioni castellammare

Non abbiamo chiesto della villa comunale, dei fondi persi, dei tempi tecnici. Spero ci perdonerete, compatrioti stabiesi.  Si è tentato di fare altro, però.  Abbiamo provato a ragionare, con Antonio Pannullo, candidato  sindaco del Pd a Castellammare, del cosiddetto sistema del doppio binario, andando oltre l’ordinaria gestione dell’emergenza.

 

Partiamo dalla viabilità ed il tema, ovviamente, è quello della ZTL.  Che sia auspicabile un “centro” a misura di pedone, crediamo sia piuttosto scontato. Intendiamoci, però, sulle aree di riferimento : Corso Garibaldi e Corso Vittorio Emanuele?
Pannullo: “ Si, la nostra idea è che Castellammare, soprattutto nel centro cittadino, sia un vero e proprio centro commerciale all’aperto. In sinergia con l’Ascom,  ovviamente, intendiamo individuare un’area di Ztl al centro della città.”

E’ ovvio che per rendere il tutto possibile e funzionale, un ruolo chiave lo assumono le aree di sosta e la presenza di parcheggi in zone strategiche…
Pannullo: “ Sul punto voglio essere chiaro, perché il nostro compito è di parlare di cose che concretamente, ed in tempi ragionevoli, siano fattibili.  Sono previsti ( fattibilità prossima) il parcheggio interrato alla circumvesuviana centrale (sotto il piazzale, ndr) ed un altro parcheggio presso lo snodo della nuova stazione di Via Nocera, all’ingresso della città. “

E’ necessaria, a questo punto, una considerazione preliminare: il recupero del mare, per una città come la nostra, è una improcrastinabile necessità. In un certo senso, la “questione balneabilità” è suddivisibile in due macro-aree: rivo San Marco-Vernotico per l’area est, e, per l’area ovest, i vari rivi che nascono nella parte alta della città. Quali sono concretamente le prospettive che abbiamo davanti per il recupero del mare e della balneabilità?
P: “ Ho avuto delle rassicurazioni dal Governo regionale e dal gruppo dirigente regionale del Pd che, entro la scadenza del mandato, senza fare voli e salti pindarici, restituiremo a Castellammare la balneabilità.  Di concerto anche con gli organi preposti (Arpac-Gori), abbiamo avuto  le dovute rassicurazioni: sia  i collettori di Gragnano, sia quelli che afferiscono al depuratore entreranno in azione a pieno regime.”

Inscindibilmente legato al tema della balneabilità, c’è quello dell’arenile.  Gli ultimi rilievi tecnici effettuati dimostrano che la gran parte dei rifiuti presenti lungo la spiaggia sono portati dal  mare stesso. Il recupero dell’arenile è, dunque,  tecnicamente possibile ed anche in tempi ragionevoli. Per di più, senza spese folli.  E per il dopo? Ritiene valida la strategia  della lottizzazione seguita qualche anno fa?
P: “ Ritengo, innanzitutto, che vada assicurata la fruizione libera ai cittadini per gran parte del litorale stabiese. Una porzione cospicua, intendiamoci. Ciò detto, non disdegno l’idea che parte,  e ripeto parte, dell’arenile abbia una sua lottizzazione a favore di  imprenditori privati.  Naturalmente a patto che quest’ultima sia ben disciplinata: mi riferisco, ad esempio, ai lidi attrezzati.”

Proviamo a chiudere il cerchio sulla fascia costiera e sulle sue possibilità di sviluppo: l’eterno tema è quello del water front.  Tutto quello che è stato detto, tutto quello che si può programmare ha in realtà un evidente contraltare: il rapporto con i privati. Altri candidati hanno fatto riferimento, forse in modo anacronistico, allo spostamento e alla riduzione delle volumetrie all’interno. Quale è la Sua posizione sul punto?
P: “ Noi abbiamo cominciato ad avere un rapporto serrato con gli imprenditori di Castellammare est. A loro abbiamo assicurato che non avremo una posizione frontista, come è avvenuto in passato. Unitamente alla tutela dei loro legittimi interessi, abbiamo chiesto che loro diano un apporto alla città.”

-Di che tipologia di apporto parliamo?
P: “ La nostra idea è di inquadrare questo rapporto con i privati in una logica perequativa: loro hanno la possibilità di incidere sul territorio, ma nello stesso tempo avremmo piacere che dessero qualcosa alla città, in termini di infrastrutture, di un teatro comunale,  di un palazzetto dello sport, etc.  Questa è la logica perequativa che intendo portare avanti.”

Censendo quelle proprietà, dall’edificio attualmente sede dell’Asl fino a Marina di Stabia, ci siamo resi conto immediatamente di profonde diversità:alcuni di questi proprietari potrebbero mostrare interesse verso un discorso di questo tipo. Altri, tuttavia, in questi anni hanno investito in quelle aree. Insomma, smuoverli sembra durissima…
P: “ Infatti, anche rispetto a loro , noi saremo in una posizione di interlocuzione. Ribadisco: non seguiremo una logica frontista. Il frontismo è di coloro i quali dicono che “qui rimarrà tutto com’è”, e non è questo quello che intendo fare. Castellammare deve avere come volano di sviluppo economico la parte est del suo territorio: troveremo modo e maniera, rispettando la Legge Regionale varata lo scorso anno, per garantire tale sviluppo  nell’unica  area che rimane intonsa da tanti anni.”

Per quanto riguarda la situazione cantieristica, la creazione del Bacino di Costruzione (e non di carenaggio), indicata come priorità nel programma del Pd, è plausibile? Quali sono i rapporti, se ci sono stati,  con Fincantieri?  
P: “ Noi non molliamo sulla introduzione del Bacino di Costruzione, perché vogliamo salvaguardare il sito produttivo e renderlo competitivo. Anche De Luca si è  espresso chiaramente in tal senso, come gli ultimi fatti di cronaca hanno dimostrato. E’ necessario tutelare commesse e realtà occupazionali. E’ questo un obiettivo sia mio, sia della Regione Campania.”

Non c’è rischio, dunque, di una chiusura progressiva, più o meno indolore?
P: “Assolutamente no. Saremo fermamente contrari a soluzioni di tal tipo.”

-E’ notizia recente: Salerno ha inaugurato la Stazione Marittima.  E’ ovvio che tutto va incastonato in una cornice amministrativa virtuosa che dura da circa un ventennio. E noi? Quali sono, se esistono, le prospettive per Castellammare? La capacità di ricezione di megayacht, piuttosto che di navi da crociera di media e piccola dimensione, si limita a “Stabia Main Port?”
P: “ No, ma queste realtà vanno salvaguardate, perché sono state precursori di un successivo rapporto della città, del porto in particolare, con tutte le realtà che la circondano. Abbiamo immaginato Castellammare come una Hub di servizi: la nostra città può essere certamente il porto di Pompei e dei tanti siti archeologici che vi sono in zona; può essere, ancora, il porto di quella filiera enogastronomica che,  lungo i monti Lattari, sta trovando sempre più un suo target. Insomma, intendiamo la centralità di Castellammare e del suo porto come vero fulcro dal quale fare partire itinerari turistici sia sul fronte archeologico sia sul fronte enogastronomico.”

Attualmente, però, il molo di sottoflutto è in concessione.  All’epoca, non vi fu bando.  La concessione scadrà nel 2017 ed il consorzio assegnatario è privo di certificazione antimafia. Quale è la Sua idea sul punto? Si opterà per un bando? O si rinnova? In sintesi: dati gli itinerari da Lei indicati, faremo attraccare sempre milionari e megayacht o punteremo ad attirare la classe media e creare un indotto vero per la città?
P: “ Riguardo le attività specifiche, non voglio ancora entrare nel merito della vicenda, lo farò un minuto dopo essere diventato Sindaco. Voglio, però, sottolineare che salvaguarderemo tutte le attività produttive messe in campo fino ad adesso. Naturalmente  tutto questo avverrà nei crismi della legalità. Detto questo, tuttavia, è necessario trovare un mezzo di carattere strutturale per il porto, che consenta non ad una ma a tante realtà produttive di poter essere operative per la ricezione sia dei megayacht, sia navi di dimensioni intermedie, proprio in relazione ai percorsi turistici di cui abbiamo parlato in precedenza.”

Per concludere, in riferimento all’area portuale, che succederà ai Sylos? E’pensabile una loro riqualificazione o è, finalmente, arrivato il momento di abbatterli?
P: “La mia idea è quella di recuperare anche in quella zona il cosiddetto “fronte mare.”  Tuttavia quella può essere anche concepita come area di parcheggio: ci sono alcuni progetti che stiamo vagliando in tal senso.”

Entriamo, ora, nella complessa conformazione della macchina comunale e delle società partecipate. Al netto di dissesti e fallimenti, come pensa di muoversi?
P: “ Per quanto riguarda la Multiservizi, ci muoveremo sulla scia del bando europeo per l’affido dei rifiuti. Per quanto riguarda le Terme, dopo il fallimento di Terme Spa, voglio evitare la vendita dell’albergo, in modo da salvaguardare l’asset   immobiliare. Ho intenzione, inoltre, di riaprire il parco idropinico delle nuove Terme, mentre quello del vecchio impianto termale aprirà già a breve.”

Crede ancora in un termalismo di tipo prettamente medico- riabilitativo? Nel programma del Pd si fa riferimento alla necessità di una evoluzione…
P: “ Un certo tipo di termalismo è morto in tutte le realtà, non solo da noi. In ragione delle proposte dei privati, è naturale che quel termalismo acquisirà un suo sapore ed un sua caratterizzazione. Potrà essere un termalismo sanitario, riabilitativo o di elite (centro benessere). Saranno le offerte private che mi consentiranno di valutare, attraverso un bando, quale sarà l’offerta migliore per la città e anche per la tutela delle maestranze.”

Altro aspetto strategico, anche se poco discusso in campagna elettorale, è quello della macchina comunale: i 250 pensionamenti nei prossimi anni implicano la possibilità di ridisegnare completamente gli uffici tecnici. Una partita fondamentale…
P: “ Certamente si, senza una macchina comunale seria ed efficiente non si va da nessuna parte.  Mi recherò personalmente presso il Ministero della funzione Pubblica: è fondamentale individuare tutti i sistemi attraverso cui il Sindaco possa attingere, nelle varie forme, alle diverse categorie di profili per i dipendenti comunali. Ovviamente mi interessa attingere a giovani motivati, con una visione anche economica della città. A questi, tuttavia, è necessario affiancare dirigenti esperti che possano essere l’interfaccia con il governo cittadino per portare avanti il programma per l’intera consiliatura.”

L’urbanistica è il punto nevralgico del Suo programma: Puc e rimodulazione del vincolo archeologico e di destinazione. Atteso quanto detto prima per l’area est della città, come si va a ridisegnare Castellammare con un programma di questo tipo?
P: “ Innanzitutto riteniamo sia necessario un intervento strutturale per il centro antico e, ottenuti i fondi per il rischio idrogeologico, metteremo in sicurezza la parte storica della città.  Naturalmente ci muoveremo anche con l’Asi per valutare se sono rimuovibili i vincoli che incombono su alcune zone di Castellammare, anche le più interne.”

Nel programma  si fa riferimento esplicito al condono: si farà?
P: “Laddove ci siano le possibilità di legge, l’opportunità della sanatoria sarà valutata con estrema attenzione.”

-La complessità dei problemi che abbiamo davanti impone una riflessione più ampia, perché la politica stabiese ha il gravoso compito di uscire dall’isolamento cui è stata relegata negli ultimi anni. Lei ha parlato spesso della filiera istituzionale-verticale che legherebbe Castellammare al governo regionale. Basta il colore politico?
P: “Noi abbiamo in animo un progetto politico più ambizioso: non basterà sfruttare la filiera verticale, ma anche quella orizzontale con i sindaci del comprensorio. È nata nelle scorse settimane l’idea di uno sportello dell’europrogettazione, su suggerimento dell’On. Pittella: mettere a sistema esigenze e progetti riguardanti l’intero comprensorio è fondamentale per poter intercettare la totalità dei fondi europei a disposizione.”

Chiudiamo con una battuta sul Pd di Castellammare. L’ex sindaco Nicola Cuomo e il suo gruppo, poco più di una settimana fa, è stato molto duro nei Suoi confronti. Quali sono le Sue idee sulla tenuta del Pd e come commenta quelle dichiarazioni?
P: “Partiamo dalla mia candidatura, mettendo ordine. Credo che in relazione al ruolo di candidato sindaco del Pd, c’erano in campo le legittime ambizioni di dirigenti e personalità del partito.  Il Pd ha deciso di puntare su di me, senza che da ciò debbano generarsi vincitori e vinti: non è un caso che ,coloro i quali hanno concorso con me alla carica di aspirante sindaco, oggi sono al servizio della città. A loro, dunque, va il mio ringraziamento per la serietà che hanno dimostrato.”

-E su Cuomo?
P: “ Beh, oggi la polemica rispetto  al sindaco mi sembra stucchevole e sterile. Una polemica che appartiene al passato. Non ho risposto, finora, perché credo che le persone non ne possano più della diatriba tra me e Nicola Cuomo. Questa querelle appartiene esclusivamente ad un ceto politico che si parla addosso, che non rappresenta se non il 2% della città: il restante 98% pensa alle cose che si debbono fare. Io rispondo a loro, non al ristretto ceto politico che, ancora una volta, si limita a parlarsi addosso.”