fbpx

L’associazione Madre: una vita per la Madonna

Scritto da Gabriele Esposito Il . Inserito in Succede a Napoli

madonna

Vivere il culto della Madonna, non è ascrivibile ad un determinato tempo o spazio. Essere un fujente, rappresenta uno status symbol che non è determinato, esclusivamente, dall’uscita della paranza nelle settimane di Pasqua, ma è un modus operandi di una vita intera.

 

L’essere associazione è, come ci spiega Paolo Mattiello, discendente di uno dei fondatori dell’Associazione Madre, un percorso tout court. La struttura della Madonna dell’arco di San Giovanni e Paolo, rappresenta un luogo d’incontro, di programmazione delle attività che cerca di tenere insieme la comunità anche con attività ludico-ricreative i suoi iscritti. Inoltre, attraverso l’organizzazione di gite e pellegrinaggi si cerca di tener viva la coesione del gruppo e il percorso di fede, che comunque viene seguito, dai singoli componenti durante la vita pastorale nelle parrocchie di provenienza.
Dall’organizzazione del tosello, nel mese di ottobre e novembre, dalla realizzazione delle bandiere votive, ai sacrifici economici a cui va incontro questa comunità, si comprende quanto grande sia il senso d’appartenenza e di fede che animano questi uomini e donne.
Domenica 29 maggio alle 18,30 vi sarà la conclusione del mese mariano per l’Associazione Madre che, in processione, per il quartiere saluterà le varie edicole della Madonna presenti sul territorio, per concludere la sua passeggiata alla sede di via Sant’Eframo, tra canti, fuochi e dolci.
Questa manifestazione, come d’altronde tutto il cerimoniere che oggi vediamo durante le domeniche di Pasqua, ci racconta Attilio Testaverde “rappresenta un percorso di modernizzazione che è utile per coinvolgere i giovani, che manifestano la loro fede attraverso le danze delle bandiere. Ma la nostra rappresentazione si mantiene in forme di “spettacolarizzazioni” sempre molto vicine ed attente alla tradizione”. Non solo, ma il ricordo vola agli anni passati, in cui Padre Ermanno Giardini (domenicano) era responsabile delle associazioni del santuario e come forma di rispetto “ appena giunti a Madonna dell’Arco, chiedeva alle altre associazioni di far entrare la Madre di tutte le associazioni per prima, come forma di rispetto.”  
La tradizione che descrive questa associazione, rappresenta un secolo di storia del territorio, che ha visto tanti cambiamenti e che tante storie potrebbe raccontare, nonostante le tante problematiche e che nel 2018 compirà cento anni. Un racconto che varrebbe la pena continuare a scrivere, con le nuove generazioni, per altri duecento anni.