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Quando getterà la maschera la nuova destra? Una riflessione sul ballottaggio del 19 giugno

Il . Inserito in Il Palazzo

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A giudicare dalle gaffe del neoassessore Andrea Lo Cicero della giunta di Virginia Raggi a Roma, sembra di trovarsi di fronte alla nuova destra che avanza. Non bastavano i leghisti. Ora, anche il M5S-MSI se la prende con i ROM. Però, per molti elettori di sinistra il M5S-MSI è più di sinistra del PD. Contenti loro…

 

La mia sensazione è che la televisione, i media e tutta la stampa sono alla ricerca dell'audience e invece di discutere le riforme del governo è più facile giocare al torello con il Presidente del consiglio di turno. Ora è stato il turno di Matteo Renzi. È lui la causa di tutti i mali dell'Itaglia. Il M5S-MSI è la salvezza, la soluzione al disastro causato da Renzi. Credo, però, che presto si scaglieranno anche contro il M5S-MSI.

Il problema vero è che si rinuncia ad analizzare i mali del paese e le possibili soluzioni alternative. Si preferisce la narrazione per immagini, all’analisi economica e politica seria. E in questo modo non si va da nessuna parte. Per ciò anche serve una legge elettorale che dia stabilità al governo. Negli ultimi 20 anni nessun governo ha potuto lavorare in pace per tutta la legislatura senza avere intoppi continui. Anche Silvio Berlusconi con le maggioranze bulgare che ottenne nel 2001 e nel 2008 non ha potuto governare senza continui attacchi. Forse nel 2008-‘11 è stato un bene che andasse via, ma là non sono stati gli oppositori interni a farlo dimettere, ma i mercati, spaventati del continuo aumento del debito dal 103 al 124% del PIL in 3 anni.

Però, i risultati dell'azione di qualunque governo ci mettono un po' ad evidenziarsi. Un governo deve poter scegliere anche soluzioni di politica economica di lungo periodo, non solo quelle che piacciono immediatamente all'elettorato, anche se un po' di illusione finanziaria in più Renzi dovrebbe alimentarla. Non dimentichi che il risultato delle europee è stato molto legato agli 80 euro. La gente ha apprezzato quella misura di redistribuzione a favore dei redditi più bassi.

Il governo ha fatto tantissime riforme molto importanti, ma come diceva ieri Sabrina Ferilli al programma di Giovanni Floris, di Martedì, in modo molto convincente, la gente non vede l'effetto dei provvedimenti del governo sul piatto che deve portare a tavola. Chi deve sbarcare il lunario giorno per giorno è poco interessato a riforme costituzionali, leggi elettorali, referendum, leggi sulla disciplina del lavoro e altre simili amenità.

In verità, il governo ha fatto tanto, forse troppo, senza che la gente si sia ancora resa conto di cosa e quanto abbia fatto. Fossi in Renzi, farei qualche riforma in meno e spenderei più tempo a spiegare le riforme fatte alla gente in TV. Perciò forse sarebbe utile avere un vice-segretario che si dedichi a queste due cose: diffondere informazioni sulle riforme fatte dal governo e riorganizzazione del partito sui territori.

Però, se una politica si deve giudicare poi dalle lenticchie che porta sul tavolo dei più poveri in questo momento, rischia di essere inefficace nel lungo periodo e lasciare la gente a barcamenarsi anche in futuro. L'idea del governo era aiutare a creare più lavoro, dare la canna da pesca, in modo che aumentassero le occasioni per tutti. Ha seriamente combattuto il precariato del lavoro in tutte le forme: il lavoro temporaneo si è ridotto a favore del lavoro a tempo indeterminato, anche se a costo di ridurre i firing cost delle imprese, toccando l’art. 18. Molti precari (non tutti) sono stati finalmente assunti a tempo indeterminato, circa 450mila nell’ultimo anno, e non sono affatto pochi. Ha assunto 160mila precari della scuola, eliminata l'IRAP sul lavoro a tempo indeterminato e tante altre cose che a lungo andare dovrebbero portare più lavoro e quindi un’occasione in più per tutti di portare il piatto in tavola.

Ogni provvedimento aveva i suoi contro, però, e la gente ha finito per guardare più ai contro che ai pro, almeno a breve. La perdita di garanzie con la riforma dell’articolo 18 invece che l’accresciuto incentivo ad assumere a tempo indeterminato. La perdita della titolarità sulla cattedra e delle occasioni di reddito assicurate dalle supplenze, piuttosto che le nuove assunzioni.

Si è anche battuto a Bruxelles per ottenere un po’ di flessibilità in più sulla spesa pubblica, anche se è sembrata poca cosa rispetto ai bisogni del paese. Sul capitolo Bruxelles, bisognerebbe affrontare il tema di ricontrattare i termini dell’adesione all’UE. Ma qua il discorso si fa lungo.

Il punto è che tutto quanto fatto dal governo in questi due anni non è bastato ancora. Con le condizioni di finanza pubblica attuali era forse difficile fare di più. Non sono mancati, però, gli errori, legati per lo più al tentativo, non riuscito di intercettare gli ex-elettori di Berlusconi in uscita da FI-PDL. Questi tentativi hanno

non solo impedito di trovare le risorse per altri fini più interessanti per la gente, ma anche hanno snaturato l’immagine del PD di partito di sinistra.

Forse, Renzi l'IMU poteva lasciarla stare e quei soldi usarli per aiutare i pensionamenti anticipati. Almeno si potevano pagare gli interessi e finanziare l’assicurazione sul debito che i pensionati dovrebbero accendere per anticipare la pensione. Forse, si poteva evitare di eliminare la TASI e realizzare, con quei soldi, la proposta di Boeri di un reddito di cittadinanza per gli ultra-55enni. Forse, si poteva fare di più per aumentare le pensioni minime e detassare ulteriormente i redditi da lavoro. Forse si poteva pensare ad un reddito di base, anche di proporzioni minime, simboliche, magari solo in natura. Una proposta potrebbe essere di fornire buoni per l’acquisto della frutta e verdura o per il pagamento dei servizi di prima necessità (acqua, luce, gas etc.). Forse, si potrebbe aumentare la no tax area. Forse, si può sviluppare un meccanismo di spending review dal basso, da parte dei cittadini, come in Inghilterra, per ridurre gli sprechi e raggranellare un po’ di risorse da impiegare per i tanti scopi che lo richiedono. Forse si può fare di più sui privilegi ed i costi della politica, le pensioni d'oro, etc etc.

Insomma, speriamo che prima di ottobre, ma ormai siamo quasi in estate, il governo riesca a fare qualcosa per i ceti più deboli. Non solo leggi sul lavoro, leggi elettorali, referendum e altre amenità, ma aiuti concreti, sostegno al diritto, sostegno allo studio. Anche questo è un problema, considerando il crollo delle iscrizioni all’università. Anche ci metterei l’obiettivo di dare qualcosa in termini di reddito ad alcune categorie colpite in questi anni. Una questione che è costata cara in termini di consenso presso i ceti intellettuali è stato il blocco sugli stipendi dei professori universitari. Accetterei al più presto le proposte del movimento del Prof. Carlo Ferraro per la dignità della docenza universitaria, che ha raccolto decine di migliaia di firme.

Renzi ci ha provato a intercettare i voti del centro-destra, ma quest’ultimo si riconosce di più nel M5S-MSI. Intanto, ha ceduto tantissimo del proprio elettorato proprio al M5S-MSI e all’astensione per questo motivo. Farebbe bene a tornare subito sui suoi passi andando incontro alle richieste dell’elettorato di centro-sinistra, oltre che procedere sulle riforme di modernizzazione del paese. Sul secondo obiettivo, ha già fatto più lui che i governi precedenti in 20 anni.

Il doppio turno ha premiato il M5S-MSI perché è la novità, ma anche perché, come si diceva, senza forse volerlo, Renzi ha commesso l'errore di snaturare il PD per cercare di intercettare i voti del centro-destra in uscita dal PDL-FI. Credo che se il PD torna a fare il centro-sinistra e se il centro-destra non si presta a votare il M5S-MSI ad ogni elezione, ricevendo quasi nulla in cambio, il doppio turno previsto dall’Italicum sarà un miglioramento per il paese. La gente sceglierebbe non solo il proprio first best, ma anche il proprio second best.

Un caso Torino non si potrebbe verificare con l’Italicum, poiché chi vince al primo turno con il 43% vince subito il premio di maggioranza. La coalizione (il "biscotto") fra i due perdenti, più o meno chiara od esplicita che sia, credo che farebbe comunque prima o poi rivoltare l'elettore di sinistra che rappresenta al momento circa il 35-40% dell'elettorato pentastellato. Ritengo che questo elettore non potrà digerire a lungo di abbandonare il PD per finire in un partito che li prende in giro. Molto dipenderà, però, anche da quello che faranno la Raggi e la Appendino. Credo che appena getteranno la maschera da movimento sociale ed uscirà la destra razzista, xenofoba, antidemocratica e illiberale che hanno dentro, il popolo della sinistra li abbandonerà.

Il giorno dopo il ballottaggio, la Appendino ha fatto per ora due cose: a) ha detto che la TAV il sindaco non la può bloccare; b) ha chiesto a Profumo di dimettersi da Presidente della Compagna di San Paolo. Ora questo mi sembra più da vecchio PDL a caccia di poltrone dove piazzare i propri adepti che pensare a fare il reddito minimo come hanno promesso prima delle elezioni. Vedremo, se lo faranno loro il reddito minimo comunale. Lo stesso discorso vale anche per il neoeletto sindaco Luigi De Magistris.

Bisogna solo vedere se il M5S-MSI getterà la maschera prima o dopo le prossime elezioni politiche e se si voterà o meno con l'Italicum, visto che a questo punto il referendum costituzionale sembra quasi una prova insuperabile per Renzi.