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Bud Spencer, una carezza in un pugno

Scritto da Enrico Mezza Il . Inserito in Cinema & TV

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Da Wikipedia, l'enciclopedia libera: “Bud Spencer, nome d'arte di Carlo Pedersoli (Napoli, 31 ottobre 1929 – Roma, 27 giugno 2016), è stato un attore, pallanuotista, nuotatore e cantante italiano. È particolarmente noto per i suoi film in coppia con Terence Hill (con il quale, nel 2010, ha ricevuto il David di Donatello alla carriera). Come nuotatore è stato il primo italiano a scendere sotto il minuto nei 100 m stile libero, oltre ad essere stato più volte campione italiano di nuoto a stile libero e in staffetta”.

Ed è solo l’incipit della biografia su Wikipedia di questo gigante buono di 1,93 m d’altezza e 120 Kg di peso. Non è appartenuto tanto alla mia generazione. Ciò non toglie che qualche sonora scazzottata, magari in trasferta ad Hong Kong per sgominare nei panni di Piedone (size 47) un traffico di droga e scovare il poliziotto italiano corrotto, me la sono goduta anch’io.

Il suo palmarès sportivo è ricco di successi: da pallanuotista (medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo del 1955 a Barcellona) e da nuotatore (ai campionati italiani sette titoli individuali e quattro in staffetta.

Tanti sono i registi che l’hanno diretto. Riordiamo: Mervin LeRoy (Quo vadis?, 1951), Mario Monicelli (Un eroe dei nostri Tempi, 1955), Giuliano Montaldo (Gott mins Uns, 1970), Steno (Piedone lo sbirro, 1973 – Piedone a Hong Kong, 1975 – Piedone l’africano, 1978), Ermanno Olmi (Cantando dietro i paraventi, 2003). Ed è lo stesso Olmi che in una intervista rilasciata al Corriere della Sera, ricordando l’amico scomparso, ha dichiarato

«Io gli restituii finalmente il suo vero nome che a volte nessuno però conosceva ma di cui Carlo andava ovviamente fiero: quello d’arte è costruito per imparentarsi con un sogno, è sempre stato così, l’industria lo richiede».

Poco mancava che interpretasse il ruolo di Trimalcione nel Satyricon del grande Federico Fellini. Si rifiutò di comparire nudo sul set.

La sua popolarità è tale che nel 1999 la rivista TIME, subito dopo l’Oscar a Benigni per La vita è bella, stila una classifica degli "attori italiani più famosi del mondo": Bud Spencer occupa il primo posto.

Nonostante ad appena 11 anni si fosse trasferito a Roma si era sempre sentito napoletano, “luciano” per la precisione. Tifava per il Napoli e non per la Lazio come si diceva. E considerava il napoletano la sua settima lingua parlata dopo italiano, inglese, spagnolo, francese, portoghese e tedesco.

Bud Spencer, allo stesso tempo, appartiene ad ognuno di noi ed a nessuno. A nessuno, perché le sue “mazzate” non esistevano veramente. Queste erano pacche sulla spalla, carezze. Quella di Carlo non era violenza, ma affetto dissumulato, speranza. La speranza che, in un momento di crisi iternazionali, di stragi e di guerre, si potesse risolvere tutto così: in rissa e senza sangue.

Ecco, forse proprio per questo motivo appartiene a tutti noi. Le sue gesta incarnano il nostro ideale di bambini felici, quando i “super poteri” e gli “schiaffoni” erano più forti di ogni pallottola. In un’epoca storica di Mission Impossible, di Terminator, di Gomorra e di Rambo, scusate se è poco. Il figlio ha dichiarato che il padre è morto sereno. La sua ultima parola è stata grazie. Grazie a te Gigante buono, come ogni montagna, sei sempre presente.