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Giovanni Block canta insieme a Napoli nel suo nuovo disco S.P.O.T.

Scritto da Roberto Calise Il . Inserito in Musica

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A cinque anni dal suo primo lavoro discografico, torna il giovane cantautore napoletano Giovanni Block, con un nuovo album significativamente intitolato S.P.O.T., acronimo di Senza Perdere ‘O Tiempo, per la storica etichetta napoletana Polo Sud.

Tanta polvere di strada si è accumulata sotto le suole di Block, classe ‘84, come emerge chiaramente dal confronto fra i suoi due lavori discografici. Se in Un posto ideale (2011) si respirava l’aria dei numerosi premi vinti ad inizio carriera (in particolare, il Premio Tenco come Miglior Autore Emergente nel 2007, e la vittoria al Festival Musicultura del 2009), con canzoni in italiano ed arrangiamenti dal gusto nordico (il disco fu prodotto a Torino, come raccontato dalla nostra testata il 19 giugno 2013), in S.P.O.T. (2016) Block torna alle origini della sua città natale, Napoli, fino a toccare suoni mediterranei, il tutto rigorosamente in dialetto.

Tuttavia, S.P.O.T. è anche il prodotto di un percorso collettivo profondamente radicato nella scena musicale partenopea. Infatti, nel 2012 Giovanni Block, Giuseppe Di Taranto e Vincenzo Rossi fondando il collettivo musicale Be Quiet, con l’intenzione di creare una nuova “scuola” musicale napoletana (intesa come movimento culturale nato e cresciuto a Napoli), sensibilizzando il pubblico sulla canzone d’autore del Sud e mettendone in risalto l’immensa produzione.

In un mondo come quello artistico caratterizzato da alti tassi di individualismo, il collettivo Be Quiet punta sul concetto opposto, caldeggiando l’incontro, lo scambio, e – perché no – lo scontro fra diverse sensibilità artistiche e musicali. Inizialmente, il Be Quiet si presenta come incontri serali di jamming session, senza fissa dimora. Anno dopo anno, quest’esperienza associativa cambia forma, crescendo. Al manipolo iniziale di giovani cantautori si aggiungono diverse figure con diversi percorsi, come cantanti ed autori più esperti e produttori discografici indipendenti: Ciro Tuzzi (leader dei più conosciuti EPO), Nicola Dragotto, Noemi De Simone, Lelio Morra (leader dei JFK & La Sua Bella Bionda), Massimo De Vita (in arte Blindur), Pasquale Bellotta, Raffaele Giglio, Luca Di Maio, Pierpaolo Iermano, FLO, Simone Spirito, Annalisa Madonna, Alessio Arena, Carmine Martucci, Marco D’Anna ed i Pennelli di Vermeer.

Una volta allargatosi, il collettivo Be Quiet si confronta con l’organizzazione del festival della canzone d’autore, intitolato ad Ugo Calise, ultimo interprete della canzone napoletana classica, che si tiene ogni primo weekend d’agosto nel piccolo borgo molisano di Oratino (CB), come già raccontato dalla nostra testata il 22 luglio 2015. Il festival, con la direzione artistica di Giovanni Block, rappresenta una cassa di risonanza musicale per tanti giovani cantautori provenienti da diverse regioni d’Italia, e riscuote un buon successo sia a livello di partecipazione di band che di critica.

Al Festival Calise si somma poi la collaborazione con il Teatro Bellini, che, a cadenza mensile, per tutta la stagione 2015/2016 ospita le jam session del Collettivo, registrando puntualmente il tutto esaurito (QUI il racconto di QdN di quest’esperienza). E’ invece un appuntamento settimanale quello che vede Block e compagni ragionare e promuovere le leve emergenti della scena musicale partenopea sulle frequenze di Radio CRC, ogni domenica sera, così come raccontato dalla nostra testata il 4 novembre 2015.

Dall’esperienza del Collettivo, Giovanni attinge a piene mani per SPOT, che difatti è il primo lavoro discografico ufficialmente targato Be Quiet. Il disco è un susseguirsi di collaborazioni: nei ritmi spagnoleggianti di Tiempo ‘e viento (traccia n. 2), Block duetta con Alessio Arena e Batà; il rap finale di Adda venì baffone! (traccia n. 4) è a cura dei Moda Loda Broda; Francesco Di Bella è un efficace compagno di pene d’amore in Senza dicere niente (traccia n. 7); la voce suadente della splendida FLO fa da controcanto a quella di Block nella romantica ballata Core mio (traccia n. 9). Chiude idealmente il disco una seconda versione di Sule (traccia n. 10) assieme agli EPO, brano che vede un recitativo dell’attore Gianfelice Imparato (Gomorra, Il Divo, Fortapàsc) nella versione presente alla traccia n. 3. La profonda cultura musicale classica di Block, forte di ben due lauree al Conservatorio, emerge poi nei ritmi rinascimentali di Storia di un antico tradimento, che narra della storia di Carlo Gesualdo da Venosa, nobile e compositore napoletano del tardo Cinquecento, che uccise la moglie Maria D’Avalos, colpevole d’averlo tradito con Fabrizio Carafa, Duca d’Andria (traccia n. 8). Dalla scena musicale tardo medioevale si passa a quella contemporanea, in cui ci si arrangia fra serate improvvisate e produttori restii a pagare, raccontata in Dint' all'underground (traccia n. 6). Un omaggio alla letteratura napoletana è invece la messa in musica di Palomma ‘e notte, celebre poesia di Salvatore Di Giacomo (traccia n. 11). Apre il disco quello che Federico Vacalebre, storico critico musicale de Il Mattino, ha definito "uno sparo nella notte": 'O mare va truvann' 'e forte (traccia n. 1).

Emerge chiaro il disegno di Giovanni Block dietro quello che non può essere classificato solo come il rilascio di un lavoro discografico. E’ bensì un percorso collettivo, dal basso, una riscoperta di un senso di appartenenza cittadino e culturale, espresso nella precisa scelta di cantare in dialetto all’indomani della scomparsa del primo autore che lo sdoganò, ossia Pino Daniele. Gli spettacoli in uno dei principali teatri napoletani, le dirette radio su frequenze locali, il festival per promuovere cantautori emergenti in memoria di un menestrello della canzone napoletana classica, e perfino la scelta di affidarsi ad una storica etichetta locale come la Polo Sud (che ha lanciato autori come Lorenzo Hengeller, Daniele Sepe, Marzo Zurzolo, Andrea Campese), rispondono ad una logica olistica, alla precisa volontà di affermare percorsi alternativi, lontani dalle liturgie mercato-centriche delle major discografiche, imperanti soprattutto nel Nord Italia.

Un percorso che ben si sposa con il fervore musicale napoletano degli ultimi anni, che ha prodotto fenomeni come i Foja, Le Strisce, Clementino, Gnut o Jovine, senza dimenticare la “rinascita” dei 99 Posse. A questa folta quanto talentuosa compagnia, è ora da aggiungere la pattuglia del Be Quiet, con in testa Giovanni Block, il quale, nel booklet del disco, ringrazia la sua città, “che oggi più di ieri può contare su di me e cantare insieme a me”.

 

S.P.O.T. Senza Perdere O Tiempo - front

 
 
Giovanni Block
S.P.O.T. (Senza Perdere ‘O Tiempo)
Polo Sud records, 2016

 

Il disco è disponibile nei migliori negozi di musica, e sui seguenti store online:

 

 

 

 

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