fbpx

La segreteria provinciale del PD non può far finta di niente e sopravvivere senza futuro.

Scritto da Berardo Impegno Il . Inserito in A gamba tesa

pd segreto

I risultati elettorali alle amministrative in provincia e soprattutto a Napoli città avrebbero avuto bisogno già di una seria,  approfondita e vera analisi del voto, soprattutto per il disastroso esito elettorale a Napoli. E invece il nulla.            

Noi tutti dobbiamo ringraziare il lavoro fatto da Valeria Valente nelle ultime settimane che hanno portato al voto.                                          Sapevamo di partire da un rapporto lacerato in profondità con la città,dalle sue domande di cambiamento e dalla mancanza di credibilità di un partito che negli ultimi cinque anni non è stato né opposizione né maggioranza. Un partito, il PD, senza anima e senza una visione sul futuro della città, senza un programma innovativo e moderno. Sarebbe ingiusto e sbagliato addossare su Valeria Valente una responsabilità per la sconfitta. Per di più, a mio parere, i nostri limiti affondano in una storia lontana, molto lontana nel tempo: nelle primarie disastrose di cinque anni fa, e ancor prima, nell'esaurimento evidente delle esperienze amministrative di Bassolino e Iervolino.                                     

Perciò Bassolino, politico autorevole che io rispetto, non poteva essere una vincente offerta politica per il nostro tempo.                                     

Ora è il momento necessario di aprire un altro libro e scrivere un'altra storia. Perciò è non rinviabile la convocazione di un congresso straordinario del partito della Federazione di Napoli che sia convocato per l'autunno prossimo subito dopo il Referendum costituzionale. Bisogna convocarlo ora, per celebrarlo allora. I nostri benpensanti, ritengono che è preferibile concentrarsi ora nella battaglia referendaria e rinviare a dopo qualunque discussione sul partito. Sarebbe, a mio giudizio, un grave errore, perché per vincere la stessa battaglia referendaria bisogna essere credibili nella determinazione a voler cambiare noi stessi, il nostro modo di far politica, la nostra capacità di ascolto delle feroci e giustificate critiche nei nostri confronti.                                               

Non è nel potere della Federazione di Napoli decidere se la fase congressuale debba essere accompagnata o meno da un commissario nominato da Renzi. Spetta al Segretario nazionale deciderlo. Vedremo. Per quanto riguarda le nostre determinazioni, non si può se non andare verso un Congresso straordinario. Sarebbe utile, inoltre, che l'Assemblea provinciale nominasse una Commissione di pochi membri autorevoli, rappresentativi della società napoletana, che studiasse le regole per avere un Congresso non di soli tesserati, ma che vi potessero partecipare e decidere, quanti, elettori del PD, fossero interessati a rilanciare la presenza del partito a Napoli come soggetto fondamentale per il futuro della nostra metropoli.