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Centro storico: emergenze, progetti sbagliati e, ancora, problemi di trasparenza

Scritto da Pasquale Belfiore Il . Inserito in Succede a Napoli

Crollo di parte di edificio storico alla Riviera di Chiaia. Si chiude al traffico la strada per motivi precauzionali e le macchine sono deviate sulla via Caracciolo. Se, per ipotesi, fosse stato già realizzato il progetto di cui si parla per via Caracciolo, ci sarebbe stata la paralisi totale delle comunicazioni tra zona occidentale e centro città per tutto il tempo occorrente per accertare le cause del crollo. Insomma, senza enfasi, un disastro funzionale, oltre quello edilizio, grave ma pur sempre limitato. Il progetto, per quel poco che si conosce sull’argomento, prevede la cancellazione della strada carrabile per ricongiungere direttamente la Villa con il mare.
Qual’ è la lezione che l’ evento calamitoso impartisce a coloro che pensano di modificare gli spazi di una città in modo estemporaneo? Una lezione di prudenza progettuale e di cultura urbana.
Prudenza progettuale. A livello funzionale, via Caracciolo è la direttrice est-ovest più importante di tutto il sistema urbano, a parte la Tangenziale. Già è stata decisione improvvida chiuderla per motivi propagandistici. Cancellarla sarebbe una decisione mille volte sbagliata.
Lezione di cultura urbana. Troppa disinvoltura in giro e troppa supponenza. Si ragiona su via Caracciolo come se fosse una strada di moderna periferia: togliamo, mettiamo, modifichiamo, poi ridisegniamo, poi, poi…. Poi, nulla. Ci sono tre vincoli ministeriali, vincoli di piano regolatore e di piano paesistico. La usano e su di essa ragionano senza alcuna sensibilità storica. Incominciate a cambiare i vincoli se questi sono sbagliati o paralizzano ogni iniziativa. Fatelo, per rientrare, almeno formalmente, nel rispetto delle regole.
Una lezione da mandare a memoria, si spera.

P.S. Problemi di trasparenza. E’ stato pubblicato su Il Corriere del Mezzogiorno l’elenco dei restauri inseriti nel Grande Progetto centro storico di Napoli. Non è un inedito. Ne ho parlato nella mia precedente nota citando un opuscolo della Regione Campania del 2012. Attenti a cadere nella trappola di discussioni del tipo: perché questo monumento e non un altro, perché questo finanziamento così alto o, all’opposto, così inadeguato. C’è un problema più generale e grave e si chiama trasparenza delle procedure fin qui adottate. Ma sembra che ordini professionali e politica non siano interessati all’argomento.