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Universiadi 2019: un'opportunità sportiva, turistica e culturale

Scritto da Gabriele Esposito Il . Inserito in Succede a Napoli

universiadi

Nella sede della F.I.S.U. di Losanna, presso la "Maison du sport", lo scorso mese di Marzo, il presidente della federazione Oleg Matysin, Lorenzo Lentini, Presidente del C.U.S.I., Fulvio Bonavitacola, vicepresidente della Regione Campania, Almerina Bove, Commissario straordinario dell'Agenzia regionale Universiadi 2019 hanno siglato il contratto per l'assegnazione dell'edizione 2019 delle Universiadi che si svolgerà a Napoli ed in altre città della Campania.

Questa delicata operazione è stata resa possibile grazie al sostegno del governo ed all’intuizione del presidente della regione De Luca, che tempestivamente aveva anche costituito l'Agenzia per le Universiadi, nonchè alla rinuncia di una seria outsider della città di Napoli, Brasilia, dato che le altre (Baku e Budapest) non sembravano in partenza vere antagoniste.

Il progetto delle Universiadi a Napoli è davvero molto interessante soprattutto perché si sviluppa in una regione orientata allo sport e con una comunità sportiva molto importante, radicata negli anni in tutti i territori. Inoltre nel 2019 si celebrerà l'anniversario della prima Universiade di Torino e i 60 anni della Fisu.

Tutto il sistema universitario nazionale e campano saranno in prima linea per sostenere questo importante evento per il Paese, sottolinea il rettore dell’Università Federico II, Manfredi, aggiungendo, inoltre, la partecipazione di alcune migliaia di studenti volontari.

Ora la sfida più difficile. Poco più di due anni e mezzo, utilizzando un budget di 200 milioni, circa, per rimettere a nuovo 50 impianti: il San Paolo, il Palabarbuto, la piscina Scandone e quella della Mostra d'Oltremare, il Collana e molti altri impianti nelle altre province campane. La previsione di circa 3 milioni di euro, proveniente dagli incassi dei biglietti, rappresenterebbe una ricaduta economica notevole, se si aggiunge, inoltre, una “ricaduta” di 18 milioni per parcheggi e trasporti e fino a 5 milioni di incassi per hotel e strutture ricettive, come hanno comunicato da Santa Lucia. Determinante sarà, poi, l’ammodernamento e la peculiarità della Mostra d’Oltremare, che dovrebbe accogliere il centro tecnico e la sala stampa della competizione sportiva, oltre a fungere da quartier generale dei giudici di gara e della FISU. Gli studenti-atleti verranno, invece, con tutta probabilità, ospitati nei grandi alberghi del lungomare e del centro, con ovvi introiti diretti per l’economia turistica cittadina.

Infine, la collocazione nell'area ex Nato di Bagnoli del villaggio olimpico, rappresenterà, credo, la sfida più importante e l’occasione da non perdere per riqualificare un’area smessa da troppo tempo.

L’immagine del nostro territorio, come ha sottolineato il governatore De Luca, rappresenta il core business che questa grande opportunità sportiva regala alla nostra regione; per ottimizzare il tutto sarà necessaria una coesione d’intenti con il governo, probabilmente attuando un provvedimento legislativo ad hoc per evitare lungaggini e difficoltà burocratiche, tipicamente nostrane, e con il presidente del Coni Malagó, anche alla luce del rientro nella top ten mondiale nelle recente evento olimpionico carioca, magari riproponendo uno schema organizzativo simile a quello dell'Expo di Milano.

L’impegno maggiore riguarderà, senza dubbio, lo Stadio San Paolo di Fuorigrotta, che dovrebbe ospitare la cerimonia di apertura dei Giochi, a cui si stima dovrebbero partecipare quasi 10mila studenti provenienti da 170 Paesi del mondo: per ristrutturarlo, sembra che la giunta de Magistris punti ad ottenere un prestito dal Credito Sportivo.

La complessità e la lunghezza delle opere, rappresentano, quindi la chiave di volta del successo di questo evento: una delle maggiori problematiche, in tal senso, sarà rappresentata dalla costruzione di un impianto con un’altezza minima di 15 metri dalla pedana di gara, per la ginnastica ritmica, attualmente non a norme nelle nostre strutture.

Il restyling riguarderà, nello specifico, impianti quali: il Collana, il PalArgine, il Virgiliano, il Pala Barbuto e la piscina Scandone, dove va realizzata una piattaforma per i tuffi; questi sono solo le strutture più in vista e quelle che necessitano interventi seri e tempestivi. Proprio il complesso del Collana al momento sembra rappresentare le criticità maggiori: tra ricorsi al Tar e carte bollate si è arrivati alla chiusura, a metà Agosto, con la seria possibilità a Settembre della paralisi dell’attività agonistica che vede oltre 6.000 atleti coinvolti. Il Collana da decenni è lo stadio che alleva campioncini ma negli ultimi anni ha vissuto un continuo degrado, anche per la mancanza di comunicazione proattiva delle istituzioni in contrasto tra loro.

L’ennesimo capitolo di una storia già narrata, con protagonista la palestra del Circolo schermistico partenopeo; allagatasi, gravemente danneggiata e ancora non riparata, la struttura, ad oggi chiusa, diretta da Sandro Cuomo, ct delle selezioni maschili e femminili, ha visto allenarsi anche Rossella Fiamingo, l’atleta siciliana argento nella spada a Rio.

Il pattinaggio artistico e la ginnastica hanno già lanciato l’allarme sulle difficoltà nel continuare nello stato di abbandono totale cui versano i loro rispettivi impianti.

L’opportunità delle Universiadi è un’occasione unica per ristrutturare gli impianti con soldi pubblici, anche se la dialettica politica del comune con la regione, sembra dilatare i tempi d’intervento. Nello specifico la polemica dell’assessore allo sport Borriello che, pur non dichiarandosi contrario all’assegnazione del Collana, alle strutture dedicate all’Universiadi, sottolinea che “ le modalità con le quali la Regione ha effettuato il bando secondo la nostra Avvocatura non rispettano la normativa.”

Le società sportive che operano all’interno del Collana erano state rassicurate dal Comune, prima delle elezioni scorse, circa la messa in sicurezza dello stabile sportivo. Ora lo spettro chiusura: a Settembre sono in programma i primi corsi e gli allenamenti. In molti temono che lo storico impianto del Vomero possa avere lo stesso destino del Mario Argento, ora destinato a deposito e parcheggio.

Con la speranza che l’antico tempio del Napoli, chiuso nel 1946 dopo la rete di Lushta, al Bari, che portò al cedimento della tribuna ed al ferimento di 114 spettatori, possa finalmente tornare alla normalità ed ad ospitare un evento d’importanza internazionale, ci auguriamo che Napoli e la Campania possano rappresentare una giusta cornice per una grande festa dello sport e della gioventù, secondo i migliori valori dell'amicizia fra i popoli.

Le Universiadi del 2019 possono dar vita ad un evento sportivo e culturale al tempo stesso, all'insegna dei valori dell'accoglienza e creare un grande movimento sportivo per il coinvolgimento delle giovani generazioni, creando un importante viatico per la nostra economia turistica.