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Il PD campano a congresso

Scritto da Berardo Impegno Il . Inserito in A gamba tesa

Il PD ha deciso di andare a congresso prima dell’estate. Bene. Questo è il primo inequivoco segnale di cambiamento che viene dopo la bruciante sconfitta elettorale.
Ciò vuol dire avere una consapevolezza acquisita che bisogna cambiare in profondità e che bisogna farlo presto.
Sul risultato precipitano errori di tempi diversi, ma tutti concorrenti. Quelli del periodo della campagna elettorale, la cui responsabilità è principalmente nazionale, ma anche locale per la composizione delle liste; quelli degli ultimi quattro anni con la direzione di Amendola ; quelli del quasi ventennio di Bassolino.
Capire come stanno le cose vuol dire chiamare tutti ad una ricerca collettiva ,senza semplificazioni inconcludenti e senza eccessive personalizzazioni. Tutto è in discussione ed è bene che sia così.


In Campania e a Napoli da opposti fronti Caldoro e De Magistris sono apparsi gli unici poteri in campo, spesso dialoganti fra loro e il Pd come il vaso di coccio, pronto a frantumarsi, senza forza e senza visibilità.
Per di più in un panorama nazionale dove il programma democratico dimenticava pressocchè completamente il Mezzogiorno, mentre si acuivano tutte le tensioni sociali e le condizioni di vita delle popolazioni meridionali. Il Pd non ha offerto una credibile e visibile prospettiva alle persone che vivono nel sud del paese e a volte ha dato l’idea disastrosa di pensare al mezzogiorno come a una terra persa per la legalità: un mezzogiorno criminale che influenza un po’ tutto.
Ora una nuova classe dirigente meridionale deve misurarsi con il futuro di questo territorio. E deve assumere su di sé il destino del sud. Non dico solo Campania, perché a questa dimensione non ce la si fa. Dico almeno tutto il mezzogiorno peninsulare per il quale bisogna poter pensare a forme di coordinamento istituzionale permanenti. Bassolino ebbe l’intuizione politica che si dovesse andare in quella direzione con il Manifesto di Eboli. Poi non se ne fece nulla.
Si parla della necessità di aggiornare il nostro vocabolario. Suggerisco di usare di più queste parole: autonomia, autorevolezza, presenza, dialogo, proposte.
A fine maggio si vota in importanti comuni della provincia di Napoli e della regione. Il Pd deve scegliere i candidati sindaco più innovativi e più credibili. Avrà un concorrente temibile in più, diverso da tutti gli altri, il movimento 5 stelle. Ancor di più bisognerà che da subito, al di fori degli stantii rituali, ci si immerga umilmente nelle acque mosse della società e si ricominci a nuotare ,con l’allenamento e la fatica necessari richiesti.
Non ci saranno molte prove di appello .Non possiamo dire di non saperlo.