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Apple a Napoli #tuttAPPost

Scritto da Riccardo Barone e Donato Lettieri Il . Inserito in Succede a Napoli

Apple Napoli

Giovedì 6 ottobre abbiamo avuto il privilegio di visitare la nuova sede dell’università “Federico II” a San Giovanni a Teduccio e, benché non sia ancora completa, ci siamo trovati davanti ad un vero campus universitario di livello europeo.

La Federico II è riuscita (grazie al sostegno della Regione e del Comune) a costruire una struttura che, oltre a ridare ossigeno ad un quartiere messo in ginocchio dalla fine di molte fabbriche (tra cui la Cirio, precedente proprietaria dell’area), è accogliente e funzionale ad ospitare gli studenti in laboratori al passo con i tempi.

La partnership con l’Apple è quindi sola la ciliegina sulla torta, ma che ciliegina: l’Apple ha scelto di istituire a Napoli una vera e propria scuola per programmatori di applicazioni. La scuola ha avviato i propri corsi con 200 ragazzi, per questo anno accademico. Quest’ultimi impareranno a programmare applicazioni su materiale interamente fornito dalla Apple e con professori formati (anche) dalla stessa, l’azienda americana inoltre ha finanziato anche una parte delle borse di studio, previste per i migliori studenti.

Insomma quello che abbiamo visto è una vera sinergia tra un’università pubblica (la prima università laica della storia) ed una delle principali aziende private del mondo, una sinergia nel segno dell’eccellenza ed è stato questo il tema della mattinata trascorsa a San Giovanni: il presidente De Luca ha, infatti, annunciato l’implementazione dei fondi per la ricerca e per la costruzione degli ultimi padiglioni della Federico II, in quanto, finalmente, la politica ha capito che solo dalla ricerca e dagli investimenti in capitale umano può venire fuori il futuro del nostro Paese e della nostra città.

Tuttavia ci piace segnalare che la svolta della politica non è un grande passo in avanti se 790 anni fa un famoso imperatore imponeva che: “Disponiamo che presso l’amenissima città di Napoli, siano insegnati le arti e gli studi che regolino qualsiasi professione, affinché coloro che sono digiuni e avidi d’apprendere nel Regno, trovino colà di che soddisfare la loro brama, ne siano costretti a dover peregrinare e andare mendicando in regioni straniere per la ricerca delle scienze, eccetera.” (Federico II, editto di fondazione dell’Università di Napoli del 1224)

 

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