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Rinascimento industriale

Scritto da Luigi Nicolais Il . Inserito in Vac 'e Press

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L’economia europea arranca. Le reazioni, immaginate all’ombra di visioni prevalentemente finanziarie e contabili, oscillano dall’annuncio miracolistico al conservatorismo con pessime ricadute sulla vita delle persone e dei sistemi produttivi.

Occorre uno scatto. Una terapia d’urto che liberi energie, intelligenze e metta in circolo competenze e idee. È necessaria una mobilitazione eccezionale dei talenti della cultura, della scienza, della tecnologia e dell’arte, oltre che cambiamenti profondi nel modo di pensare, agire, governare, fare e produrre.

È opportuno lasciarsi guidare dalla bellezza dei valori e degli orizzonti dell’europeismo più alto e nobile piuttosto che da un insieme di regole contabili o dalla tutela delle economie dei singoli stati membri.

È urgente riportare al centro del dibattito politico europeo idee per incentivare una crescita sostenibile; adottare energie rinnovabili, favorire la “reindustrializzazione”, la diffusione dell’innovazione, innalzando i livelli di benessere e di qualità della vita.

Ma soprattutto occorre rivalutare il ruolo della persona e la sua centralità in ogni processo e ambito sociale, produttivo, politico e culturale.

La sfida della reindustrializzazione, anche nei settori tradizionali, quelli considerati maturi e maggiormente esposti alla concorrenza dei paesi emergenti, può essere vinta solo se si decide di puntare su prodotti e servizi con alto valore aggiunto, su tecnologie avanzate, e soprattutto sulle persone, sulla loro formazione e sul potenziamento delle competenze e delle capacità immaginative e creative.

In tale contesto nasce, nei paesi avanzati, la quarta rivoluzione industriale, indicata con il termine “Industria 4.0”.

Industria 4.0 è “la trasformazione completa di tutta la sfera della produzione industriale attraverso la fusione della tecnologia digitale e Internet con l'industria convenzionale” (Angela Merkel, cancelliere tedesco, Conferenza sull’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, 19 febbraio 2014).

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L’Unione Europea ha compreso la portata dell’Industria 4.0 e ha attivato misure di policy e fondi dedicati per far sì che il continente non si trovi impreparato o spiazzato dalla concorrenza internazionale.

Anche il Governo italiano ha di recente posto al centro della propria agenda di governo il tema: nel luglio 2016 il Ministro dello Sviluppo Economico ha presentato un’indagine conoscitiva sui modelli applicativi del paradigma Industria 4.0 al tessuto imprenditoriale italiano e ha annunciato l’inclusione, all’interno della prossima Legge Finanziaria, di un importante piano di investimenti per favorire la digitalizzazione delle imprese italiane.

La Regione Campania condivide la strategia nazionale e si candida ad essere la Regione pilota di questa nuova fase attraverso competenze avanzate nella stampa 3D, gli iperammortamenti per le imprese del credito di imposta a supporto dell’Industria 4.0, i contratti di sviluppo per connettere le imprese alla Banda ultra larga. La scelta nazionale di comprendere tra i “competence center”, l’Università “Federico II” e il sistema universitario regionale, è il riconoscimento di un ruolo essenziale del territorio Campano nella ricerca e sviluppo.

Proprio in questo territorio, negli ultimi anni sono state avviate diverse attività di ricerca focalizzate sui fattori abilitanti dell’industria 4.0. Inoltre, l’unione industriale sta promuovendo la costituzione di Digital Manufacturing Innovation HUB per fornire supporto alle aziende campane nella trasformazione digitale e nell’implementazione di nuovi modelli di business.

 

Prof. Luigi Nicolais Prof. ord. Ingegneria