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Giornata Nazionale del Teatro: Napoli risponde presente!

Scritto da Enrico Mezza Il . Inserito in Teatro

teatro san carlo mini

Anche a Napoli, il 22 ottobre ’16 si celebrerà la giornata nazionale del Teatro. E’ un’occasione unica, o come tante: il pubblico partenopeo sarà sensibilizzato verso un settore da sempre al centro della storia cittadina. 

Organizzare giornate a tema vuol dire arricchire il calendario con un connotato finalistico. Alle volte, si tratta di temi dall’incredibile significato civico e morale; altre volte, di aspetti della società troppo spesso sottovalutati.

Stavolta, il segno rosso sull’agenda sposta il cono di luce su uno degli archetipi delle manifestazioni umane: il teatro. E’ vero, perché la parola teatro è multiforme, cangiante, tutta da svelare.

Il teatro è, prima facie, una materia in senso lato. Una disciplina, un settore della vita sociale. Teatro è, però, anche un luogo fisico. Una struttura formata da pilastri, cemento armato, semmai legno, poltrone etc.

Tuttavia, per quello che qui interessa, teatro è spettacolo, spettacolo artistico. D’altronde, così insegna l’etimologia greca del termine. Per tale ragione, quella del 22 ottobre sarà una giornata di spettacoli, inscenati sui palcoscenici nazionali.

Come annunciato dal Ministro Franceschini, sabato prossimo diversi teatri italiani apriranno gratuitamente le loro porte, fin dalle prime ore del giorno. Su tutta la Penisola, sono organizzati spettacolo artistici dall’ingresso libero.

A Napoli, gli onori di casa saranno fatti dal Teatro di San Carlo e dal Teatro Diana.

Il primo ha organizzato un programma di visite guidate, che avranno luogo giù dalla mattina. Al di là del virtuosismo della musica, il teatro lirico napoletano è in sé arte.

Fondato nel 1737, il massimo di Napoli è il più antico teatro d’opera in Europa ancora attivo. Con una capienza di oltre 1300 spettatori, ha costituito (e continua a costituire) un punto di riferimento per gli architetti del settore.

Al Teatro Diana, invece, lo spettacolo prenderà vita e forma: in scena Filumena Marturano, con Mariangela D’Abbraccio e Geppy Gleijeses. Infondo, a Napoli, la giornata del teatro non poteva che rendere omaggio ad uno dei figli più illustri di Partenope.

Filumena Marturano è stata scritta nel 1946, inserita poi nella raccolta: “cantata dei giorni dispari”. Lo spettacolo, ancorché dello scorso secolo, è attuale e visionario, giacché De Filippo analizza la crisi della famiglia borghese, così come concepita originariamente .

E’ facilmente intuibile che la giornata del teatro abbia un altissimo valore culturale, non solo per gli eventi di rilievo in programma. Come accennato, la tradizione teatrale è davvero quintessenza della storia italiana.

Tuttavia, troppo spesso l’evoluzione dei tempi crea un vuoto generazionale, per cui intere fasce d’età si discostano dai gusti e dalle passioni già esistenti. Giornate come questa servono, appunto, per colmare quel gap.

Nell’idea del Ministro Franceschini, quella del 22 ottobre dovrà essere una ricorrenza annuale, un’apertura incondizionata dei palchi storici del Belpaese. In questo senso, Napoli, storica capitale della cultura, non può che rispondere presente. Buon teatro!

 

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Tags: Napoli teatro giornata nazionale