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Vaccini e autismo: una correlazione falsa e pericolosa

Scritto da Daniele Simonetti Il . Inserito in Linea di Confine

Simonetti Vaccino

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha lanciato l’allarme: la diffidenza sui vaccini si sta diffondendo come un’epidemia. Nel mondo un neonato su cinque non riceve le vaccinazioni di base e un milione e mezzo di bambini muore ogni anno per malattie che potrebbero essere prevenute con i vaccini già esistenti.

Accade anche in Italia, ed è per questo che il capo dello stato Sergio Mattarella,  nell’annuale cerimonia dedicata all’associazione italiana per la ricerca sul cancro, usa parole dure contro chi sostiene teorie suggestive, prive di alcun riscontro scientifico sulla salute pubblica. Come ammonisce il capo dello stato, occorre essere rigorosi e usare fermezza.

I dati pubblicati dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute mostrano come dal 2000, dopo un andamento in crescita, il numero dei vaccini somministrati sia rallentato, dal 2013 il drastico calo che si sta registrando può riproporre il rischio dei focolai epidemici per malattie attualmente sotto controllo e potrebbe addirittura condurre alla ricomparsa di malattie non più circolanti nel nostro paese.

Nel 2015 la media per le vaccinazioni contro polio-tetano-difterite-epatite B-pertosse è stata del 93.4%, mentre era del 96.1% nel 2012.

Anche il direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani di Roma Giuseppe Ippolito, a margine della giornata nazionale delle vaccinazioni, ha sottolineato l’importanza di prove scientifiche e studi per chi sostiene argomenti scientificamente controversi.

Oggi si parla ancora dell’aberrante associazione tra la vaccinazione anti morbillo rosolia parotite e la sindrome di Kanner, meglio nota come autismo, evidentemente basandosi su quanto pubblicato, ormai 14 anni fa, dalla rivista Lancet e successivamente ritirato per l’evidente infondatezza di quanto inizialmente proposto da un gruppo di ricercatori britannici. L’articolo pubblicato nel 1998 e scritto dal medico britannico Andrew Wakefield, è infatti stato causa di una lunga disputa scientifica durata 12 anni. Wakefield sosteneva che il vaccino fosse causa di infezioni intestinali, a loro volta legate alla sindrome di Kanner. Le sue affermazioni furono screditate dal mondo scientifico.

Purtroppo le false tesi proposte hanno portato ad una forte diminuzione del numero dei vaccinazioni negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Europa.

I risultati di due lavori scientifici pubblicati su una delle riviste mediche più accreditate a livello mondiale, il British Medical Journal (uno il 5 gennaio 2011 BMJ 2011;342:c5347; l’altro pubblicato l’11 gennaio 2011-BMJ 2011;342:c5258) hanno decretato l’infondatezza di questa associazione. Troppo spesso e senza riscontri scientificamente sostenibili, la sola correlazione temporale tra la somministrazione di un vaccino ed un evento avverso o una patologia dovuta a cause ignote, viene considerata di per sé stessa sufficiente per colpevolizzare la vaccinazione.

Il BOARD del Calendario Vaccinale per la Vita (che riunisce figure di elevato prestigio dell’Igiene e della Sanità Pubblica, della Medicina Generale, etc) raccomanda di attenersi al massimo rigore scientifico basato su acquisizioni universalmente riconosciute prima di divulgare informazioni che direttamente o indirettamente possono avere un esito negativo su tutta la comunità, mettendo a rischio di malattia bambini e adulti.       

 

Se ti interessa, consulta anche:

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