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Il centro storico aspetta la politica

Scritto da Pasquale Belfiore Il . Inserito in Succede a Napoli

Quarto appuntamento per parlare del centro storico di Napoli. Non so se proseguire o avvisare Berardo che mi occuperò d’altro dal prossimo numero. Mi spiego. Scrivo in un sito politicamente caratterizzato Partito Democratico. Un partito con dirigenti provinciali e rappresentanti in Consiglio Comunale, per limitarsi ai livelli coinvolti dall’argomento centro storico di Napoli. E’ lecito aspettarsi che ciò che viene detto e segnalato su queste pagine sia oggetto di valutazione politica e, a seguire, di iniziative. Questa sequenza, un tempo naturale, oggi con tutta evidenza non esiste.
Ho scritto più volte cose forse interessanti ma senza dubbio di interesse politico: che c’è un programma importante di lavori sul centro storico e Mostra d’Oltremare per 170 milioni che starebbe per partire ma del quale sappiamo poco; che c’è un problema di trasparenza più generale sulle scelte e sulle procedure; che la crisi generale dell’occupazione a tutti i livelli (e quindi anche delle professioni) imporrebbe un coinvolgimento dei tecnici napoletani. Stiamo parlando di un Sito Unesco e del più importante lavoro pubblico a Napoli in questo momento, dopo la metropolitana.
Non risulta che il gruppo consiliare PD in Consiglio comunale abbia fatto interrogazioni o preso iniziative equivalenti. Non risulta che le segreterie provinciali e regionali abbiano chiesto spiegazioni a de Magistris e a Caldoro. Lo dovevano fare da tempo, non dalle poche settimane che ne parliamo su qdNapoli, perché sono temi di dominio pubblico cittadino da almeno un anno.
Il Diario del centro storico (così è stata, classicamente è il caso di dire, battezzata la mia rubrica) è un diario di problemi politico-progettuali. Non è una rubrica che parla della storia dei monumenti. Per questi, ci sono eccellenti guide. Parlarne tutte le settimane e vedere che nulla accade, neppure al livello più prossimo di partito, non è frustante. E’ semplicemente inutile. Meglio parlar d’altro.