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Se a Sorrento i trasporti fanno CRACK

Scritto da Andrea Amiranda Il . Inserito in Funiculì, funicolà

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Dal punto di vista dei trasporti, la Penisola Sorrentina è da sempre assimilabile ad un’isola a tutti gli effetti. I collegamenti pubblici offerti dalla Circumvesuviana si sono rivelati, nel tempo, inefficienti, spingendo i pendolari – che siano universitari, lavoratori o semplici turisti – a preferire il trasporto via mare messo a disposizione da compagnie private.

Tuttavia, lo spiacevole episodio registrato lo scorso lunedì sembra porre seriamente in discussione che l’alternativa in questione rappresenti la scelta più sicura.

Durante la manovra di attracco, infatti, l’aliscafo delle 10, che percorreva la tratta Sorrento-Napoli, si scontra con la banchina del molo Beverello. La potenza dell’impatto sballotta i passeggeri, che urtano contro i sediolini o rovinano per terra. Dopo un primo momento di sgomento, partono le prime richieste di soccorso da parte di coloro che avevano riportato dei danni. Soccorso che, tuttavia, stenta ad arrivare. Quando finalmente i passeggeri vengono fatti scendere, alcuni tra quelli che hanno riportato i danni più gravi sono costretti ad avvalersi dei taxi nelle vicinanze per recarsi in ospedale.

Il fatto è che un servizio di trasporto, pubblico o privato che sia, ancor prima che economico deve essere sicuro. Non a caso, la stessa Corte di Cassazione italiana ha ribadito come l’obbligazione del vettore nei confronti del trasportato sia un’obbligazione di risultato (e non di mezzi), implicando che i rischi derivanti dall’esecuzione della prestazione gravino totalmente a carico del primo. Per questo motivo, l’auspicio è che episodi analoghi non si ripetano o, quanto meno, che vi sia una tutela maggiore dei suoi utenti.