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Mille euro a napoletano, l’impossibile maxicolletta per salvare de Magistris

Scritto da Giuseppe Pedersoli Il . Inserito in Il Palazzo

Luigi de Magistris sta a Beppe Grillo come la rivoluzione culturale alle buche stradali. Il ciclo del primo cittadino di Napoli si è probabilmente concluso con il crollo del fabbricato alla Riviera di Chiaia. Fischi, proteste, cortei contro colui che fino a qualche mese ma sembrava candidato a Palazzo Chigi. E’ facile criticare, pontificare (di questi tempi, poi, le pontificazioni sono doppie) e “mettersi sul cerasiello”, puntando il dito contro quello che non va. Governare è ben altra cosa, soprattutto se non c’è una lira anzi un centesimo. Il comico di Genova è avvisato e forse sta facendo tesoro degli insegnamento demagistrisiani: non conviene “provare a fare”. Molto più comodo stare eternamente all’opposizione contro chiunque.

Gigino inneggiava alla rivoluzione culturale e oggi lancia proclami per la riempitura delle buche, che quotidianamente mietono vittime e lasciano maturare cause contro Palazzo San Giacomo. Il dramma è che persino il sindaco deve essersi accorto che inesorabilmente si va verso il dissesto, evitato soltanto da una legge che consente sia preceduto da un “pre”. Accantoniamo le colpe, tanto siamo tutti certi che le responsabilità verranno scaricate su Rosetta ed Antonio, predecessori di de Magistris. Facciamo due conti. Wikipedia, rimandando al sito dell’Istat, ci dice che Napoli (senza la provincia) conta 961.338 abitanti. Siamo scesi sotto al milione ma arrotondiamo per semplificare. L’esposizione debitoria del comune di Napoli è di oltre un miliardo di euro (si legge sui quotidiani) ma semplifichiamo ancora. Oltre a quello che già si paga per Tarsu, Imu, addizionali, multe auto, ogni napoletano dovrebbe versare mille euro per ripianare il deficit. Spostando il calcolo dai cittadini alle famiglie, a ogni nucleo toccherebbe mediamente una quota dai tre a cinquemila euro. Siamo pratici: possibilità di aumentare le entrate non ce ne sono. Siamo ai massimi livelli per qualsiasi tassa o imposta o contributo. I cosiddetti “trasferimenti”, cioè i soldi che arrivano da Roma sono quello che sono (poco) nonostante la recente elargizione che, però, non ha soddisfatto la giunta partenopea. Risultato? La maxi colletta per de Magistris è impossibile. Più onesto e pratico dichiarare il dissesto. Siamo al capolinea, Meglio scendere. Anche perché a Napoli non sono più neanche i soldi per la benzina.