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Tutto si muove e nulla sta fermo ad eccezione del traffico in Campania

Scritto da Gabriele Crispo Il . Inserito in Funiculì, funicolà

blocco traffico

Complice il clima non propriamente invernale, i livelli massimi di smog consentiti per legge sono stati nelle ultime settimane superati in molte città italiane, tra cui naturalmente non poteva mancare Napoli. La viabilità nel capoluogo Partenopeo e in Campania è fortemente condizionata dal traffico figlio del sovrappopolamento: l'hinterland di Napoli è tra i più densamente popolati e congestionati d'Europa.
La densità abitativa della provincia è altissima, parliamo di circa tremila abitanti per chilometro quadrato che diventano circa ottomila nel comune di Napoli. La Città Metropolitana di Napoli accoglie più di tre milioni e mezzo di abitanti (tra le prime dieci zone più popolose di tutta Europa). Questi primati citati ci mettono dinanzi una realtà: la Campania è una regione affollata.

In realtà il sovrappopolamento della conurbazione di Napoli, Caserta ( e per certi versi Salerno) non è speculare alla "tranquillità" dell'entroterra sannita e avellinese: le province di Benevento e Avellino, a parte pochi medio-grandi centri (che si contano sulle dita di due mani), si riducono a piccolissimi comuni montani difficilmente raggiungibili a causa della pochezza infrastrutturale e del mal funzionamento dei servizi privati o semi-privati di autolinea e ferroviari.

La "pochezza infrastrutturale", citata in precedenza, corrisponde a strade che non sono in grado di soddisfare gli utilizzatori. Tra l'altro la manutenzione, complice anche il periodo economico difficile - che dopo le dimissioni del Premier Renzi, potrà solo che peggiorare, a causa del dilettantismo doloso politico: ci troveremo a far fronte a governi deboli e scarsamente interventisti nelle vicende concrete di vita del Paese - è lasciata un po’ al caso.

L'accusa di pressapochismo che potrebbe colpire questa argomentazione è da smentire in quanto: i problemi sulla viabilità a Napoli e in Campania, discendono naturalmente dalle scelte politiche di Roma e dall'isolazionismo politico che da anni vive il Comune. Ovviamente non si può non dare atto all'amministrazione di aver fatto crescere il sistema metropolitano di Napoli, che è sicuramente tra i più funzionanti e belli d'Italia. Non si può però pensare di risolvere il problema viabilità esclusivamente con lo sviluppo e l'investimento nel sistema metropolitano.

Napoli si dirama lungo alcune strade storiche: abbiamo Spaccanapoli (che è il lungo tracciato che taglia il centro storico in due parti); Via Toledo (che è stata costruita nel '500 dal vicerè Pedro de Toledo); Via Caracciolo (dedicata all'ammiraglio napoletano Francesco Caracciolo, più comunemente conosciuta come il Lungomare); Via San Gregorio Armeno (famosa per i presepi e le statuine dei pastori); Via Chiaia (lungo la quale il quartiere omonimo); Via Duomo.

Abbiamo detto di Spaccanapoli, in realtà, per organicità dovremmo parlare di Decumano inferiore ( che è la somma di via Pasquale Scura, via Maddaloni, via Domenico Capitelli, Piazza del Gesù Nuovo, via Benedetto Croce, Piazza San Domenico Maggiore, Piazzetta Nilo, via San Biagio dei Librai, via Vicaria Vecchia; via Forcella). Abbiamo poi il decumano Maggiore che è l'odierna via dei Tribunali ed il Decumano Superiore (che formato da via della Sapienza, via dell'Anticaglia, largo Donnaregina, via Santi Apostoli, via Santa Sofia).

Tra le strade più trafficate, di cui alcuni tratti pedonali, della città abbiamo la Calata di Capodichino, Corso Giuseppe Garibaldi, Corso Umberto I, Corso Vittorio Emanuele, Ponte della Sanità, Rampe di Pizzofalcone, Rampe di Sant'Antonio a Posillipo, via Alessandro Scarlatti, Rua Catalana, via degli Astroni, via Bonito, via Capodimonte, via Foria, via Filangieri, via Marechiaro, via Medina, via dei Mille, via Mezzocannone, ecc.

Non possiamo non citare la Tangenziale, ufficialmente denominata Autostrada A56, che costituisce l'asse di attraversamento urbano principale della città. La Tangenziale è costituita da tre corsie per senso di marcia che parte da Pozzuoli e termina a Capodichino dove si immette nell'autostrada del

Sole. Il flusso di traffico che attraversa questo tratto autostradale è di circa trecentomila attraversamenti al giorno.

Qualche mese fa, De Luca dichiarò di aver definito un "programma imponente" per affrontare il tema della viabilità in tutta la Regione Campania: "l'obiettivo è rifare tutte le strade". Si è parlato di un miliardo e duecentotrenta milioni di euro di fondi regionali e fondi europei che sarebbero stati stanziati in coordinamento con l'Anas e il Ministero delle infrastrutture. Tra l'altro si è detto che sono a disposizione più di "due miliardi e trecento milioni di euro pronti per essere investiti". Insomma quello della viabilità è un progetto gigantesco che a causa di ingiustificate resistenze tarda a decollare evidenziando la farraginosità del sistema italiano.

Il comico Gioele Dix afferma « La coda è uno stress a gradazione progressiva. Prima la speranza consolatoria (“Vedrai che dura poco, non c’è mai a quest’ora”). Poi l’illusione percettiva (“Vedi che si muove? Lentamente, ma si muove”). Poi la consapevolezza razionale (“Non si muove per niente, ci vorrà almeno un’ora”). Poi la rabbia indiscriminata (“Ma perché non si muove, che fanno questi bastardi?”). Poi la disperazione solitaria (“Perderò minimo due ore, come faccio?”). Poi il risentimento universale (“Siamo troppi! L’abbiamo voluta la libera circolazione? Eccolo qua, la democrazia! Ritiriamo su il Muro di Berlino!”). Poi la rassegnazione filosofica (“Prima o poi tutto finisce, ne verremo fuori, fossero tutti questi i guai nella vita”). Rassegnarsi da subito farebbe molto meglio alla salute, ma mica siamo tutti filosofi?» Beh no! In un mondo dove per vivere bene bisogna prendere la vita con filosofia, tutti filosofeggiamo, ma i filosofi si sono estinti. In ottica filosofeggiante dovremmo aggiungere al Cratino di Platone che riporta le parole di Eraclito: "tutto si muove e nulla sta fermo...tranne il traffico in Campania".