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I soldi non sempre fanno la felicità: Hamsik dice "no" al calcio moderno

Scritto da Simone Santacroce Il . Inserito in Il Pallonetto

copertina marekiaro

Ormai da qualche anno, dalla lontana Cina, arriva in Europa una valanga di milioni durante le sessioni di mercato. Sono già tanti i volti noti che,abbagliati dalle cifre astronomiche che le società cinesi offrono forti delle proprie disponibilità economiche, hanno fatto le valigie e si sono accasati lì con la voglia di accaparrarsi l'ultimo grande contratto della propria carriera.
Infatti,nella maggior parte dei casi,si tratta di giocatori a fine carriera che un po’ per soldi e un po’ per mancanza di stimoli decidono di fare questa esperienza più o meno condivisibile. Si resta però basiti quando a fare questa scelta di vita è un giocatore ancora abbastanza giovane e in rampa di lancio (vedi i casi Hulk e Oscar tanto per citarne due) che preferiscono andare lì a fare soldi piuttosto che giocarsi le proprie carte in campionati, volendo usare un eufemismo,un tantino più competitivi.

A questo punto le domande sorgono spontanee. Non bastano già le grandi cifre che i calciatori percepiscono in Europa ? Ma soprattutto, davvero la voglia di giocare a calcio è stata superata dal voler semplicemente arricchirsi? Ahimè le risposte sono ovvie e sotto gli occhi di tutti ma, per fortuna, c'è chi riesce a dire "no" e fa prevalere il senso di appartenenza alla propria squadra e decide di restare a scrivere bellissime pagine di questo sport qui.

Tra questi c'è il capitano del Napoli, Marek Hamsik, slovacco di nascita ma napoletano d'adozione, che davanti all'offerta di 15 milioni annui pervenutagli dal Tianjin Quanjian non ha tremato e senza il minimo dubbio ha declinato l'offerta dimostrandosi ancora una volta un grande uomo prima che un grande calciatore. Forse, per il nostro capitano, i record di gol e presenze con il club partenopeo valgono più di quei soldi che riempiono la tasche ma svuotano l'anima. D'altra parte come dargli torto. Tra l'alzarsi la mattina potendo vedere il golfo e sentire ogni giorno l'amore dei tifosi e andare a visitare i grandi grattacieli e la "Grande Muraglia" non sembra esserci assolutamente paragone. In queste scelte,dunque, risiede ancora il bello del calcio,che si sta trasformando sempre più in un semplice business più che nello sport che tutti noi amiamo sin da piccoli.