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Meningite, NO ALLARMISMO, ecco cosa c'è da sapere

Scritto da Alessandra Mugnolo Il . Inserito in Vac 'e Press

meningi

Dopo i casi accertati delle due studentesse di Milano, dopo quelli toscani, dove l’infezione è endemica, dopo il presunto e poi smentito caso della maestra romana, anche in Campania scatta la psicosi meningite.

Vediamo qual è l’effettiva incidenza dell’infezione, in cosa consiste e chi dovrebbe necessariamente vaccinarsi.

In Italia, l’incidenza della meningite da meningococco è minore rispetto al resto d’Europa: ogni anno vengono segnalati circa 200 casi, pari a 3 casi ogni 1.000.000 abitanti rispetto ad una media europea di 14/1.000.000. In accordo con i dati di letteratura, è presente una forte stagionalità con picchi in inverno e primavera e la distribuzione per età dei pazienti indica una maggior frequenza tra i bambini e gli adolescenti. Infatti, il 50% di tutti i casi ha un’età inferiore ai 17 anni e il 30% ha un’età fino a cinque anni. La maggior parte dei meningococchi identificati negli ultimi anni è risultata appartenere al sierogruppo B (75% nel 2001, 60% nel 2002, 56% nel 2003), tuttavia recentemente si osserva un incremento dei casi da sierogruppo C.

La meningite è un’infiammazione delle meningi, membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale. Generalmente riconosce una causa infettiva, tuttavia esistono anche forme non infettive (es. da farmaci, da neoplasia). La meningite infettiva può essere causata da virus, batteri e funghi e nell’ambito delle meningiti infettive, quella batterica, di cui è stato fatto riferimento dai casi della recente stampa, è la più pericolosa, ma anche la più rara.

Tenendo presente che l’infezione può svilupparsi anche per trasmissione da altro sito infetto, come ad esempio un’otite complicata (infezione che parte dall’orecchio e si estende alle meningi), gli agenti batterici responsabili della meningite da contagio interumano sono prevalentemente:

* Streptococcus pneumoniae (Pneumococco)
* Haemophilus influenzae
* Neisseria meningitidis (meningococco di cui si fa riferimento nei casi citati dalla stampa), di cui esistono diversi sierogruppi; quelli che causano malattia nell’uomo sono A, B, C, Y, W135 e meno frequentemente X. In Italia e in Europa i sierogruppi B e C sono i più frequenti.

L’infezione si trasmette per coabitazione di lunga durata con il portatore che può essere un portatore sano, ovvero un individuo che ha il batterio normalmente nella mucosa del cavo orale, ma che non svilupperà mai una malattia, oppure un portatore con infezione in incubazione (per un massimo di 10gg), che verosimilmente la svilupperà. Il batterio è contenuto nelle goccioline di saliva e nelle secrezioni nasali, che possono essere disperse con la tosse, con gli starnuti o mentre si parla. Affinché il contagio avvenga è, comunque, necessario essere a contatto stretto e prolungato con la persona infetta o trovarsi in ambienti molto affollati. Infatti, la propagazione dell’agente patogeno generalmente non supera il raggio di due metri dalla fonte.

Oltretutto è bene ricordare che l’infezione non è AUTOMATICA, ma dipende dalla carica virale (quantità di batterio presente) e caratteristiche immunologiche dell’eventuale ricevente, ragion per cui il rischio di infezione, che è di per sé molto basso, non è per tutti uguale.

La meningite è purtroppo una malattia a esito largamente infausto perché dalle meningi l’infezione passa rapidamente al tessuto encefalico distruggendo i centri vitali, che dominano le funzioni dell’intero organismo, prima che la terapia antibiotica riesca a debellarla.

La vaccinazione è, sicuramente, lo strumento più efficace per la prevenzione della meningite batterica, sebbene non risponda alle caratteristiche di tutti i ceppi e soprattutto non protegga da quelle virali. In Italia sono disponibili diversi vaccini contro la meningite, sebbene non esista una strategia di vaccinazione prevista per tutta la popolazione, perché essendo la Sanità a gestione regionale, sono le regioni a stabilire il

piano vaccinale in base alle esigenze del territorio. La vaccinazione contro Streptococcus pneumoniae (pneumococco) è offerta gratuitamente e va somministrata in 3 dosi, al 3°, 5° e 11° mese di vita del bambino. In Campania è disponibile il vaccino per lo pneumococco per i bambini di età inferiore ai 5 anni a rischio clinico per determinate patologie o a rischio sociale per particolari condizioni di disagio socio-economico, incluse le popolazioni ROM e per i bambini di età inferiore ai 36 mesi a maggiore rischio per frequenza di asili nido e precoce inserimento in comunità infantili. Per gli adulti è disponibile il vaccino contro lo pneumococco se portatori delle seguenti patologie:

* Asplenia e severe disfunzioni spleniche
* Malattie renali croniche
* Immunodeficienza e immunosoppressione
* Cardiopatie croniche
* Malattia polmonare cronica
* Diabete
* Malattie epatiche croniche

La vaccinazione contro il Meningococco C prevede una sola dose a 13 mesi (se bambino), mentre la vaccinazione contro Neisseria meningitidis B (meningococco B) prevede schedule vaccinali differenti per numero di dosi, a seconda dell’età di inizio della vaccinazione. Ad esempio, prima dei 6 mesi di vita del bambino viene generalmente seguita una schedula a 4 dosi (3°, 4°. 6° e 13° mese di vita). In Campania per quanto riguarda il meningococco, non è stato definito alcun programma di vaccinazione esteso per la popolazione generale, al momento, sebbene si raccomandi di somministrare il vaccino ai soggetti con condizioni di salute che presentano particolare rischio per la meningite meningococcica (es. pazienti splenectomizzati, o con malattie con alterazione della fissazione del complemento) e di attuare la profilassi nei confronti di soggetti ad alto rischio: contatti stretti e/o conviventi, specialmente se bambini piccoli, di un caso accertato, soggetti esposti direttamente alle secrezioni del paziente, contatti scolastici asili nido e scuole materne.

La vaccinazione contro Haemophilus Influenzae B (emofilo tipo B) è solitamente effettuata, gratuitamente, insieme a quella antitetanica, antidifterica, antipertosse, antipolio e anti epatite B, al 3°, 5° e 11° mese di vita del bambino, come da calendario vaccinale italiano. Non sono necessari ulteriori richiami.