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Questo regionalismo ha indebolito il Sud

Scritto da Isaia Sales Il . Inserito in A gamba tesa

La Lega ha conquistato con dei suoi rappresentanti la presidenza delle Regioni Veneto e Piemonte nel 2010 e a febbraio 2013 la Lombardia con il suo segretario Roberto Maroni. Appena eletto Maroni ha rilanciato l’dea di dar vita ad una macroregione del Nord d’Italia. Dopo essere stata prima secessionista, poi federalista, la Lega ci riprova a mettere un cuneo nell’Unità d’Italia. A maggior ragione oggi che guida contemporaneamente le tre regioni economicamente più importanti del Nord e le più popolate. La mia impressione è sempre la stessa: la Lega chiede solo più potere e più risorse per i territori dove è più forte e votata, e di volta in volta inventa una proposta per garantirsi questi risultati. Non le importa molto dello strumento, le basta spostare l’asse della nazione verso il settentrione. E nel corso dell’ultimo ventennio c’è riuscita: mai il Nord ha contato tanto nella politica italiana, mai il Sud è stato così ininfluente. La proposta della macroregione del Nord è indubbio che sia ancora più singolare rispetto alle altre proposte, perché nella storia dell’Italia pre-unitaria se è mai esistita una macroregione questa era il regno delle Due Sicilie. Non è mai esistita, invece, prima del 1860 una macroregione del Nord.
La Padania è una invenzione recente che non ha riscontri precedenti all’unità della nazione. Il Mezzogiorno d’Italia ha rappresentato, al contrario, una realtà unitaria sul piano storico, geografico e politico per diversi secoli prima del 1860. Insomma, il Sud (che era ed è una vera macroregione) tace sull’argomento, il Nord (che non lo è mai stato) la propone. Sono i paradossi della storia e della politica italiane. Qualche anno fa, in un suo bel libro (Un paese troppo lungo. L’unità nazionale in pericolo), Giorgio Ruffolo sosteneva la necessità della dimensione sovraregionale per il Sud, ed aveva ed ha ragione. Bisogna prendere atto che da quando sono nate le Regioni (nel 1970) e da quando si sono consolidati i loro poteri e le loro competenze (un decennio dopo) e da quando si è affermato il dibattito sul federalismo e sulle Regioni- Stato, il Sud conta di meno nella politica italiana. E’ un fatto duro da accettare, ma che non si può ignorare. Non è forse venuto il momento di promuovere di più la sovraregionalità, di ridare voce unitaria al Sud? Le tesi di Ruffolo vanno riprese proprio dai presidenti delle Regioni meridionali, senza lasciare il monopolio sull’argomento alla Lega e Maroni e alle Regioni del Nord.