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A lezione di Hip Hop nel parco dei murales: Davide Esposito e la sua crew di giovanissimi

Scritto da Antonio Zapelli Il . Inserito in Succede a Napoli

murales hip hop napoli

Ancora una bella iniziativa dell’associazione culturale Arteteca nel parco Merola di Ponticelli: lezioni gratuite di hip hop per i residenti più piccoli. Sono le 14.55 circa quando io e Davide superiamo un grosso cancello rosso che segna l’inizio di quello che una volta era conosciuto come “il parco dei colli sporchi”, registrato al comune di Napoli come “Parco Merola”.

La giornata è fredda e piovosa, e il giovane esperto di hip hop, proveniente da un altro agglomerato notoriamente “difficile” di Ponticelli, il rione Conocal, teme che l’affluenza dei ragazzi alla lezione possa essere bassa. Timori infondati.

Il tempo di montare il tappeto, trasportato con sacrificio sulle spalle, che da tutti i lati del piccolo rione cominciano a spuntare bambini e bambine tra i 7 e gli 11 anni, con le loro tute e le scarpe da ginnastica; alcuni coraggiosi addirittura sfidano il mal tempo sfoggiando soltanto una t-shirt a mezze maniche. Qualche madre si affaccia alla finestra, chiede a Davide a che ora finiranno. Con un quarto d’ora di ritardo arrivano i bambini del parco a fianco: l’iniziativa ha avuto così tanto successo da coinvolgere anche i bambini che non appartengono al “Merola”, o meglio, al “parco dei muralès”, come oggi giorno viene identificato. Siamo infatti tra quei palazzi le cui mura sono state impreziosite, dall’aprile del 2015, da opere di street art realizzate a cura di INWARD, Osservatorio sulla Creatività Urbana. Mentre Davide comincia il riscaldamento con i ragazzi (e ce ne vuole tanto, gli androni dove provano i passi sono freddi e ventilatissimi), decido di fare un giro per vedere da vicino i dipinti realizzati nel corso di questi anni sulle facciate dei palazzi. La prima immagine in cui mi imbatto è quella che qui viene definita come “il ritratto della zingarella”. Il nome dell’opera è esposto sulla targa che affianca la parete, “Ael. Tutt’ egual song’ e criature”. Ad essere ritratta dall’artista Jorit Agoch è una bambina che, con un timido sorriso, si affaccia su un territorio che ospitava i campi nomadi. Jorit ha fotografato personalmente il volto di Ael, che ha incontrato durante una visita con la Caritas in un campo Rom della zona. Sotto di lei, la raffigurazione di alcuni libri, e di un giocattolo antico, lo strummolo. Un dipinto che grida all’integrazione, e che suggerisce i mezzi attraverso i quali poter ottenere gli strumenti della tolleranza e del rispetto: la cultura e il gioco, quello leale, attraverso cui imparare a capire l’importanza delle regole.

Laboratorio break dance Parco Merola Arteteca 10

Nonostante la pioggia, decido di proseguire la mia passeggiata, anche per non disturbare troppo i ragazzi che stanno imparando nuovi passi, e arrivo ad una delle estremità del parco, dove ci sono due raffigurazioni, una di fianco all’altra: “a pazziella ‘n man e’ criature” di Zed1 e “Lo trattenemiento de’ peccerille” di Mattia Campo Dell’Orto. In entrambi i dipinti il tema è quello del gioco, dell’intrattenimento, specialmente infantile. Specialmente la seconda opera, la più recente delle quattro che si trovano nel parco, raffigura due bambini con un libro tra le mani, intenti a leggerlo, e sulle loro teste sono rappresentate figure che sembrano essere sia persone sia personaggi.

Gioco, regole, lettura: l’arte, sia raffigurativa sia danzante, è qui al servizio della cittadinanza, è veicolo di legalità ed educazione, oltre a fungere da intrattenimento e da ancora di salvezza a chi troppo facilmente è dirottato in strada quando non ha “nulla da fare”. Ecco che mi ritrovo al centro del parco, e di fronte a me appare maestoso un tributo di 400 mq al gioco del calcio e all’azzurro del Napoli. L’opera si chiama “Chi è vuluto bene non s’o scorda”, ed è stata realizzata da Rosk&Loste. a partire da un dato: i bambini del parco si ritrovavano ogni pomeriggio su un campetto, o meglio,

su una grande spianata di cemento armanto, per giocare a calcio. Le porte non erano presenti, ma si giocava comunque: si immaginava ci fossero l’erba, le linee di confine e le porte. Questo dipinto vuole essere un tributo a quei bambini e ai loro sogni innocenti, è stata la realizzazione in gigantografia della loro passione, ma è stato anche il modo per parlare di regole, e di sentimenti, come suggerisce lo stesso titolo.

Laboratorio break dance Parco Merola Arteteca 1

Torno da Davide, che ha concesso intanto qualche minuto di pausa ai giovani ballerini. Mi racconta che ha iniziato quest’attività di break-dance all’interno del parco dal mese di Novembre. I bambini l’hanno accolta con molto piacere, si impegnano, sono contenti di imparare qualcosa come i balli hip-hop, e vogliono anche realizzare un saggio di fine anno, proprio come accade nelle scuole di danza. Davide fa parte dell’associazione culturale Arteteca, la stessa che ha curato il progetto delle opere di street-art attraverso INWARD. Arteteca nasce nel 2004, come associazione culturale articolata in più gruppi per canalizzare e valorizzare competenze e attitudini personali. Il suo programma sociale di creatività urbana su Napoli Est è centrato oggi soprattutto sulla riqualificazione e rigenerazione di questo parco, tra arte, educazione, promozione, con il veicolo comunicativo, tra gli altri, di Gesac SpA Aeroporto Internazionale di Napoli.

Oltre le opere di street art e le lezioni di hip hop, tra gli altri progetti in corso o di prossima realizzazione, i tour nel parco dei Murales, per ammirare i dipinti dei quattro grandi artisti e istituire così un percorso “alternativo” rispetto a quelli del centro storico e la riqualificazione degli otto androni degli edifici all’interno del parco, colorandoli ognuno in modo diverso, per uscire dal grigio anonimo del cemento attuale e dare un’identità ad ogni palazzo. Come dichiara Salvatore Pope Velotti, Direttore Sviluppo di INWARD: “L’impegno andrà avanti sempre con l’intenzione di fare delle persone del posto gli attori di un cambiamento che non sia calato dall’alto ma condiviso e realizzato insieme”.

Ormai i ragazzi sono entrati a pieno ritmo nei passi di break-dance e Davide è davvero bravo a coniugare le esigenze di tutti loro. Li guardo, osservo i loro sorrisi per una posizione ben riuscita, noto la loro soddisfazione e il loro istinto a pavoneggiarsi un po’ per i risultati ottenuti. Qualcuno ha il piede fatto male per una partita di calcetto di qualche giorno prima, ma non demorde. Continua a provare lo stesso. Mi viene da sorridere e da pensare a quanta bella umanità è possibile trovare in posti come questo.