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Caro PD Napoli, siamo fuori dal tunnel?

Scritto da Francesca Scarpato Il . Inserito in A gamba tesa

Pd partito democratico Francesca Scarpato

A chi in questi anni è arrivato a chiedermi (riferendosi al mio impegno politico): "Ma tu perché lo fai?" Ho risposto sempre allo stesso modo: "hai presente perché un prete fa il prete?" Perché vedete alla fine è di questo che si tratta, di una "vocazione" e di cosa sei disposto a sacrificare per essa. E credetemi quando vi dico che i sacrifici richiesti sono davvero tanti, in termini di tempo, soldi, fantasia.

Eppure, per citare qualcuno, "la Politica è bella" e credo seriamente che tutto quello che si prende, o quasi, in un certo senso, essa te lo ridà; e lo fa ogni qual volta vedi una campagna nel quale hai investito tutta te stessa arrivare a compimento, ogni qual volta delle nuove forze chiedono di aggregarsi al progetto che hai messo in campo, ogni qual volta qualcuno ti ringrazia perché ti sei fatto carico di un suo problema o un suo disagio ecc.
Ma purtroppo temo che il mio partito locale, quello al quale, ormai ben 8 anni fa, ho deciso di iscrivermi e nel quale ho deciso di militare, tutto questo lo abbia dimenticato.
E dopo anni di guerre fratricide, lotte senza esclusione di colpi, scelte (o non scelte) sbagliate, l'assenza assoluta di un programma, di idee e/o di una visione d'insieme, di veri momenti di condivisione e, soprattutto, di elezioni perse l'una dopo l'altra in maniera via via sempre più catastrofica, arriviamo ad oggi.

In questi giorni, infatti, è stata convocata e si è svolta (in due sedute) la direzione metropolitana del Partito Democratico napoletano; a distanza di quasi un anno dell'ultima e la prima dopo il disastro delle ultime amministrative nonché dall'esito referendario. Essa ha visto la chiusura dell'esperienza della segreteria a guida Venanzio Carpentieri e ha avviato le procedure per dar vita alla nuova fase congressuale. Era effettivamente da troppo tempo che non vedevo la mia comunità tutta insieme riunita in un'assise a discutere di futuro e, nonostante tutto, posso assicurarvi che sono state immagini che hanno fatto bene al cuore (e all'udito) di chi ancora crede in questo partito, o meglio, nelle sue potenzialità.

Inutile dirvi che, alla seppur comprensibile sequela di sfoghi sullo stato comatoso in cui versa l'organizzazione, ho preferito chi ha deciso di provare a delineare possibili soluzioni per uscire da questo impasse; penso allo stesso Antonio Bassolino, Leonardo Impegno, Gianluca Daniele, Marco Sarracino, Valeria Valente, Marco di Lello ed altri.
È ormai nota a tutti la validità della citazione di Majakovskij "esci partito dalle tue stanze" e quindi mi perdonerete se la riprenderò ivi dicendo: esci, partito democratico napoletano dalle tue stanze e torna amico della società Napoletana, dei suoi saperi, delle sue professioni, dei suoi giovani...
Perché mentre tu sei impegnato con le tue beghe interne c'è chi, da fuori, con parole roboanti e bandane arancioni, colma vuoti politici da troppo tempo lasciati, da te, liberi.

Coinvolgiamo in questa nuova fase di riorganizzazione (e non in extremis come ormai siamo soliti fare) le più autorevoli personalità della cd società civile, da sempre elettori del partito democratico, per evitare che anche questo congresso divenga una mera pratica burocratica da smaltire con una inevitabile perpetrazione dell'(in)esistente ma soprattutto per far sì che si riprenda a discutere dei veri problemi che affliggono il nostro tempo ed i nostri territori: lavoro, ambiente, criminalità, periferie, dispersione scolastica ecc.
Insomma spero che di questo e non di altro, si discuta nell'ormai prossima (del 9) Assemblea metropolitana: l'unico organo che da Statuto può convocare e stabilire regole e procedure congressuali.
Caro PD Napoli, io non lo so se siamo fuori dal tunnel ma spero che quella luce che almeno si inizia ad intravede sullo sfondo non venga offuscata da mere conte interne. Lo spero davvero.