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Il lago di Agnano: una realtà distrutta e dimenticata

Scritto da Fabio Di Nunno Il . Inserito in Vac 'e Press

agnano lago

La storia della conca di Agnano è sconosciuta a molti, ma è indubbiamente legata al lago di Agnano che una volta occupava una vasta area. L’Enciclopedia Italiana, nel 1929, offre un descrizione affascinante dell’area. «Il lago di Agnano, situato a ponente di Napoli, distante circa 8 km., non esisteva al tempo dei Romani; si formò probabilmente nel Medioevo, riempiendo il primo di quei crateri vulcanici, che dànno un'impronta tanto caratteristica al territorio di Pozzuoli (Campi Flegrei).

L'orlo craterico misura una circonferenza di circa 6.500 m. e racchiudeva un lago poco profondo, occupante un'area di 130 ettari, dalle rive palustri invase da lussureggiante vègetazione, che formavano tanti nidi propizî allo sviluppo di innunerevoli zanzare propagatrici di malaria. Perciò il lago fu prosciugato nel 1870, e di esso non rimane più che il ricordo negli studî ivi compiuti da Lazzaro Spallanzani, il quale riconobbe nel lago l'amplissima bocca di un vulcano riempito d'acqua, con sponde tufacee sparse di lapilli e di pomici, e con fondo fangoso; vi incontrò numerosi stormi di anitre selvatiche e notò che il lago alimentava una moltitudine di rane e di tinche. Poi il botanico Tenore ne descrisse la flora, lo zoologo Oronzo Costa dava notizia dei piccoli crostacei del lago (dafnie abbondantissime, ostracodi del gen. Cypris), e delle tinche di cui esso era pescoso. I tagli fatti per dare scolo alle acque hanno lasciato libero ai lavori agricoli il vasto fondo, ora tutto diviso in fertili campi.»

La formazione del lago di Agnano risale molto probabilmente al X secolo e, da allora, alcuni problemi si ripropongono quasi immutati. Infatti, già nel 1312, Roberto d’Angiò obbliga i prprietari terierei a mantenere la pulizia dei canali presenti nei loro poderi, canali che oggi sono spesso ostruiti o fatti oggetto di sversamenti abusivi, con grave danno all’ambiente ed alla bellezza del luogo. In età aragonese, sul suo ciglio del lago che copriva il cratere, vengono trasferite le riserve del Pascone; le riserve dette del Pasconcello e Capece sono spostate dalla zona orientale della città di Napoli durante l'opera di bonifica delle paludi napoletane. Il lago di Agnano diviene quindi un luogo di lavorazione della canapa, la cui attività di macerazione rende però l’aria insalubre, con tutte le problematiche connesse sulla salute pubblica. Quindi, nel 1861, si decide di procedere alla bonifica dell’area ed al prosciugamento del lago, idea contemplata in un progetto elaborato già nel 1839, poi rielaborato nel 1856 ed infine definito nel 1861. Il progetto prevede la cotruzione di un canale tra il lago e la spiaggia di Bagnoli. I lavori vengono realizzati, tra numerosi intoppi e difficoltà, tra il 1865 ed il 1871. Dopo il prosciugamento del lago si scoprono ben 72 sorgenti di acqua.

Spesso, nei documenti antichi e più moderni, quando si parla del lago di Agnano si parla anche la Grotta del Cane (e viceversa), una cavità realizzata dall’uomo tra il quarto ed il terzo secolo A.C., famosa per il fenomeno della mofeta, cioè un’emissione di anidride carbonica dal sottosuolo. La grotta è famosa sin dall’antichità proprio per la presenza di un gas letale, che altro non è che anidride carbonica che, essendo più pesante dell'aria, ristagna e le sue emissioni non superano il metro di altezza. Per questo, quando si introduceva nella cavità un animale di piccola taglia, come un cane, a differenza di un uomo, qullo avvertiva subito gli effetti nocivi della respirazione della sostanza chimica, rischiando il soffocamento e svenendo.

Per questo, poi si gettava l’animale nel vicino lago, dotato di un’acqua miracolosa che faceva rivivere l’animale.

Il cratere di Agnano ospita anche il complesso delle Terme di Agnano, in fase di riorganizzazione, e l’Ippodromodo di Agnano. Nonostante le potenzialità dell’area, questa ha rischiato di divenire uno dei centri strategici per lo smaltimento dei rifiuti ed ospitare un termovalorizzatore, secondo quanto previsto nel piano di intervento straordinario sui rifiuti in Campania, con la legge 90 del 23 maggio del 2008. Successivamente, anche la più recente ipotesi di costruire un digestore anaerobico di rifiuti è stata accantonata.

Per approfondire la conoscenza sulla storia del lago di Agnano è possibile consultare il lavoro di Giuseppe Fiore, che affronta le questioni geologiche ma, soprattutto, fa una ricostruzione storica e raccoglie bellissime immagini nel suo libro “Il lago di Agnano: una realtà distrutta e dimenticata”, edito da RCE Multimedia.