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Real Madrid - Napoli: Un discorso ancora aperto

Scritto da Francesco Pastore Il . Inserito in Il Pallonetto

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Il Real ha giocato un’ottima partita contro il Napoli. Ben disposto in campo, con le idee chiare: pressing altissimo, su ogni palla, per impedirci di tessere la nostra ragnatela di gioco e mantenere il possesso palla. Sapevano bene che la nostra migliore difesa sono il possesso palla e l’attacco e che, invece, se siamo attaccati non è impossibile farci goal. Il Real ha bloccato bene le fonti del gioco del Napoli e ha sfoderato alcuni colpi da maestro. Il goal di Casemiro in particolare è stato incredibile, imparabile, raro per lo stesso giocatore.
Insomma, non lo possiamo negare, né nascondere. Il Real Madrid è stato più forte nell’andata, ma lo è stato soprattutto perché noi siamo stati troppo timidi. E questo è nella natura delle cose. Il Napoli (tutto) non è abituato a certi palcoscenici. I nostri giovani giocatori erano impauriti. Il Real picchiava anche come fanno le squadre di questo livello e devi avere il carattere e la personalità per farti rispettare in campo. Non è facile. Non è mai facile, per nessuno, ma in particolare nel Napoli squadra nella quale pochi sono abituati a questi match. Solo giocandoli possiamo migliorarci. In ogni caso, ci sta a perdere con il Real Madrid. Quante squadre italiane e non avrebbero vinto contro il Real Madrid al Santiago Bernabéu?

Siamo anche stati sfortunati in alcune occasioni, poiché il risultato avrebbe potuto essere più tondo contro il Napoli, ma anche più favorevole al Napoli, se Dries Mertens avesse avuto maggiore freddezza sotto porta. Il folletto belga ha avuto due occasioni piuttosto nitide sotto la porta avversaria che non è riuscito a trasformare in goal. Lui è uno di quelli che ha sofferto di più il match, pur essendo fra i più esperti. Vediamo al ritorno cosa succede. Ancora nulla è deciso! Il Napoli ha dimostrato di saper far male anche al Real Madrid. Ha tutti i numeri per poterla ancora spuntare facendo la partita perfetta e sperando in una gara non perfetta degli avversari.

Il Presidente Aurelio De Laurentis, per il quale nutro una grande stima, invece, non mi è piaciuto tantissimo nei commenti post-partita. Non si può dare tutta la colpa all’allenatore Maurizio Sarri. Non voglio entrare nel merito di tutte le accuse. Ci possono anche stare e in parte è vero quello che dice il Presidente. Si poteva provare Milik e/o Pavoletti da prima, in campionato, piuttosto che insistere sempre e solo sul falso nueve e i tre piccoletti. Se hai i giocatori a disposizione è un dovere prepararsi prima della partita. Avere delle alternative o almeno delle varianti tattiche. Ieri sera, Mertens è stato annullato dalle due torri centrali del Real. Non riusciva neppure a tornare per farsi dare la palla. Non garantiva un punto di riferimento adeguato al centro dell’area, limitando le possibilità offensive della squadra. Le sfuriate di Ghoulam e Insigne avevano poco senso se poi facevano lanci alti in area. Bisognava, invece, fare come in alcune partite di campionato: darla sui piedi a Mertens al limite dell’area

consentendogli di sfruttare il suo tiro preciso ed efficace. Con Mertens, devi andare per vie centrali, ma questo indebolisce il gioco sulle fasce che è il marchio di fabbrica del Napoli.

Invece, Sarri, si sa, è testardo e difficilmente cambia la via vecchia per la nuova. Però, il Napoli non è l’Empoli o una squadra di serie B. Abbiamo i giocatori anche in panchina per provare cose diverse. Questa, in sostanza la critica del Presidente, che un fondo di verità ce l’ha pure. Tuttavia, non credo che sarebbe cambiato moltissimo, visto che Pavoletti è arrivato da poco e soprattutto viene anche lui da un infortunio, mentre Milik neppure in campionato ieri è apparso quello di prima dell’infortunio.

Insomma, la verità è che Il Napoli non è abituato ancora a questi match: né i calciatori, né lo stesso allenatore. Anche lui manca di esperienza internazionale, ma credo che trarrà il massimo da questi match. In ogni caso, se l'Arsenal perde 5-1 con il Bayern Monaco, noi possiamo anche perdere 3-1 con il Real Madrid. Cosa avrebbe fatto la Juventus?

Il discorso è più generale. Al momento, il calcio italiano è inferiore a quello di altri paesi. Le squadre spagnole hanno vinto le ultime 3 Champions. In due occasioni, la finalista era l’Atletico Madrid, un’altra squadra spagnola. Le squadre italiane non vincono la Champions dai tempi dell'Inter di José Mourinho, una squadra di fenomeni. Era il 2010. È un discorso che va al di là del Napoli, che a mio parere resta attualmente il meglio che il calcio italiano sappia esprimere, Juventus compresa.

Credo che le accuse di ADL a Sarri siano una risposta alla battuta anche quella un po' infelice di Sarri ad un giornalista che gli chiedeva in TV cosa si prova a portare un premio Oscar come Paolo Sorrentino al proprio seguito al Santiago Bernabeu. Sarri ha risposto, un po’ ironico: “Meglio andarci con un pallone d'oro che con un Premio Oscar”. Secondo me, quella battutina è arrivata all'orecchio di ADL che ha risposto per le rime nel dopo partita. In effetti, tutta l'enfasi di ADL su questo match è stata eccessiva. La corte che si è portato dietro non era necessaria. Maradona, poi, come al solito è emerso per quell'uomo che è. Come ambasciatore del Napoli e di Napoli, forse, non è l'ideale. Napoli non si riconosce in un signore che per quanto leggendario ex-calciatore picchia le donne e i giornalisti, ammesso che sia vero. Insomma, meglio Sorrentino che Maradona se proprio serve un ambasciatore.

Comunque, sia ADL che Sarri, per l'anno prossimo farebbero meglio a cambiare look. Visto quanto ha incassato da quando è al Napoli, Sarri potrebbe ormai indossare un bel vestito e qualche camicia, anche senza cravatta. ADL potrebbe indossare un vestito meno impegnativo del gessato grigio perla a righini bianchi, quando va allo stadio. Non so, però, bene cosa dovrebbe indossare, il Presidente. Entrambi dovrebbero consultarsi con Walter Mazzarri che, in quanto a look, era più presentabile, anche se un po' ripetitivo, direi.