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La nuova stazione di Afragola, "porta" di un sud che ancora non esiste

Scritto da Antonio Zapelli Il . Inserito in Funiculì, funicolà

afragola porta del sud

L’hanno ribattezzata la “Porta del sud”, perché il progetto iniziale prevedeva che tutti i treni dell’Alta Velocità diretti nelle regioni meridionali non entrassero più a Napoli, ma si fermassero ad Afragola, per poi proseguire in linea retta verso Bari. Al momento, e probabilmente per molti anni ancora, tutto ciò resterà soltanto pura immaginazione.

Torniamo per un attimo a 15 anni fa. Siamo nel 2003, Antonio Bassolino è nel clou della sua esperienza politica locale. Dopo aver fatto il sindaco di Napoli, stravince le elezioni regionali e si ritrova governatore della Campania. Bassolino è afragolese di nascita, molto affezionato e geloso del suo territorio. Tra i tanti investimenti che si muovono a santa Lucia, decide di destinarne uno, più che corposo, proprio al suo paese. Un progetto immenso, colossale: rendere la campagna afragolese il luogo nel quale ospitare la più grande stazione dell’alta velocità d’Italia, una fermata di cui si parlava già ad inizio anni ’90. E ci riesce. Il 4 novembre 2003, in conferenza stampa, si annuncia ufficialmente l’avvio del progetto, firmato dall’arch. Zaha Hadid. La periferia afragolese ospiterà una struttura di 40.000 metri quadrati, a forma di ponte, con degli enormi parcheggi, un museo tecnologico, una galleria commerciale. Sarà quello il convoglio dei treni dell’Alta Velocità provenienti dal Nord e diretti a Sud, vi sarà un collegamento metropolitano con Napoli centrale, e una fermata della Circumvesuviana. Napoli si alleggerisce di un copioso numero di passeggeri, dirottati tutti nella zona nord, che fino a quel momento era terra per coltivazioni agricole e sversamento illegale di rifiuti (il connubio perfetto per l’avvelenamento della popolazione, ebbene sì). I lavori dovrebbero terminare nel 2008, ci si dà un gran da fare per iniziarli già nel 2004.

Passano gli anni, Bassolino è distratto dal problema degli sversamenti illeciti dei rifiuti in tutta la Campania, e i lavori ad Afragola proseguono sempre più lentamente. L’inaugurazione viene rimandata al 2011. Sotto l’amministrazione Caldoro, però, non soltanto la stazione non viene aperta, ma nel 2012 i lavori vengono pure sospesi per assenza di fondi. Da allora, fino ad un anno fa, il nulla. Percorrendo quelle stradine di campagna, si poteva notare un enorme spazio cementato e abbandonato, di come se ne trovano parecchi da quelle parti, a causa dell’abusivismo edilizio dilagato nell’ultimo trentennio. Tuttavia è stato investito troppo, e si tratta di un progetto che potrebbe portare ancora così tanti finanziamenti: non può finire tutto così. Ecco che nel 2014 viene pubblicato un nuovo bando: i fondi ci sono, i lavori possono ripartire già un anno dopo. Da allora, squadre di operai lavorano facendo doppi turni, dall’autostrada è possibile vedere le ruspe attive anche alle tre della notte, perché tutto deve essere finito e pronto per giugno 2017.

Il ponte adesso c’è, ed anche i 5000 metri quadrati di vetrate, con tecnologia “shader”, che consente una diffusione controllata della luce. L’idea del ponte, spiegò quindici anni fa l’arch. Hadid, è stata progettata per dare continuità ai due ingressi della stazione, posti ad est e ad ovest. Nel tragitto che li separa, dovrebbe sorgere un’enorme galleria commerciale, al di sotto della quale vi sono i binari. La CNN ha inserito l’opera tra le perle dell’architettura contemporanea, espressione di uno stile che abbraccia il decostruttivismo russo e il razionalismo classico. Tuttavia la struttura rischia ancora di essere un enorme buco nell’acqua, servito soltanto per un afflusso eccessivo di denaro, come ha recentemente denunciato il procuratore generale della Corte dei Conti, dott. Michele Oricchio. I treni dell’alta velocità infatti, non transiteranno qui almeno fino al 2023, perché, com’è ben noto, l’alta velocità si è fermata a Napoli, e per la sua estensione in sud Italia si dovrà attendere ancora a lungo. Non ci saranno nemmeno i collegamenti metropolitani per il centro città e quello della Circumvesuviana per la provincia sud, Pompei e Sorrento. Tutt’al più transiterà qualche

Frecciargento diretto a Salerno o in Calabria, e qualche Intercity. E nemmeno il servizio su gomma è previsto, dunque anche per i cittadini dei comuni limitrofi (Casalnuovo, Caivano, Acerra, Cardito) sarà difficile poter utilizzare quest’enorme stazione come collegamento rapido per Napoli centrale. È facile immaginare che questa bellissima stazione sia destinata più che altro alla candidatura per “un bellissimo spreco all’italiana”, costruita evidentemente soltanto per garantire un ingente flusso di denaro in questo territorio, dilaniato dalla criminalità (l’opera in questi anni è costata almeno sessanta milioni di euro).

Un gigante che sorge in mezzo a ettari di campi e sversamenti di rifiuti illeciti, simbolo di un Sud che ancora non esiste, e che fatica a nascere. Signore e signori, benvenuti ad Afragola centrale.