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Stabia, la città bipolare: dalla disillusione edilizia al “polmone turistico”

Scritto da Mauro Malafronte e Riccardo Buonanno Il . Inserito in Vac 'e Press

stabia turismo

Pare ormai chiaro: su Corso De Gasperi la politica stabiese ha deciso di non decidere. Si è nascosta, come se fosse di troppo. Certo, lo scenario si presentava quanto mai complesso, tra sogni turistici ed oneri di urbanizzazione (unico vero ossigeno per le casse comunali). A questo, si aggiungano politiche nazionali pensate appositamente per drogare il morente comparto edilizio.
Eppure, proprio sull’implementazione locale del Piano Casa del 2009, la politica avrebbe potuto dire la sua, prevedendo aree strategiche da sottrarre alla riconversione in edilizia residenziale. Il Consiglio Comunale stabiese abdicò, demandando la decisione finale agli uffici tecnici del settore urbanistico e sancendo, di fatto, la fine della sterile narrazione della “città dei due porti”.

La mappa della Castellammare del futuro affonda in questi paludosi terreni le sue radici: entro il 2020, infatti, tre nuovi complessi residenziali impatteranno sul disastrato mercato immobiliare locale. In una città che non cresce demograficamente da più di trent’anni, in cui si impenna il numero delle case sfitte e che fatica terribilmente a trattenere la sua popolazione giovanile, l’impressione è che l’imminente sviluppo residenziale rappresenti un’operazione contro la Storia. Social Housing: termine abusato e non compreso, che certo non contempla massimali da 2600 euro al mq , come recentemente annunciato in merito al progetto dell’ex Cirio (altrove si tende a contenere il prezzo entro i costi di costruzione, 1500 euro al mq, cioè). Numeri poco social, che fanno aumentare il timore di futuri vuoti urbani. Il paradosso politico è che questa si conferma essere una città bipolare, dove l’intero Corso De Gasperi rischia di diventare “una nuova-vecchia periferia” ancor prima della futuribile riconversione.

Le contingenze, infatti, spingono a ragionare su altro. Mentre si disserta di palazzi e palazzinari, lo scenario economico-turistico-ricettivo della città è già andato oltre, già guarda altrove. Senza regole, in modo anarchico quando non confuso, ma il seme di una Stabia diversa già esiste. A voler spaccare in due Castellammare e la sua linea di costa,infatti, risulta evidente che v’è ancora la possibilità di incidere. Lo dicono i numeri ed il buon senso: è l’Acqua della Madonna l’area intorno alla quale è possibile costruire una “via di fuga” dai palazzinari e dai capannoni industriali. Poche settimane orsono, durante la presentazione alla cittadinanza dell’associazione Piazza Attiva, il vice sindaco Andrea Di Martino ha espressamente fatto riferimento alla insistente interlocuzione dell’attuale amministrazione con la soprintendenza, per l’abbattimento dei Sylos (altra idea targata Vozza, ma va bene così).

Non si può non salutare con favore l’ennesima convergenza tra maggioranza ed opposizione(in attesa che anche il Movimento 5 stelle stabiese dia segni di vita). Inutile ricordare qui ed ora l’occupazione abusiva (perennemente pro tempore) di parte dell’area degli ex Magazzini Generali: uno scempio che continua negli anni , con il silenzio complice della cittadinanza e dei consiglieri comunali . Più interessante è cogliere le prospettive: se è quella l’area dove si è deciso di incidere, è opportuno farsi delle domande. Che i Sylos siano un problema e non una risorsa, lo dice la storia recente della città. Per cui, siamo fiduciosi che il processo attivato arrivi a buon fine: si recupererà, entro qualche anno, la vista del mare.

Eppure il punto politico è già spostato più avanti, come è scontato che sia. Cosa ci sarà dopo? La concretezza della visione impone una messa a sistema di un’area, di un tessuto economico, di una micro città nella città. Pannullo, in piena campagna elettorale, dichiarò che si stavano valutando dei progetti per trasformare la zona in area di parcheggio. L’ennesima, rigorosamente fronte mare, come quella adiacente al cinema Montil: una follia collettiva sdoganata nel corso degli anni.

Esempi virtuosi, tuttavia, ci sono. Pensiamo all’area flegrea, rinata con il ripensamento del fronte mare (e la dislocazione delle aree di sosta). Se l’Acqua della Madonna, se quel microcosmo può diventare il nuovo “Polmone Turistico” della città, è necessario non commettere errori a monte. Lo scriviamo ora, affinchè il nostro silenzio non possa dirsi complice delle future capriole anti-turismo: oggi, nel 2017, sul pianeta Terra, si è giunti alla conclusione che le zone parcheggio vadano allestite all’esterno dell’area a vocazione turistica. Non al suo interno. E’ cioè alle estremità delle possibili “pedonalizzazioni” che i parcheggi vanno collocati: immaginare nuovi mega-parcheggi interrati al centro della “Stabia Turistica” significa, sul piano politico, innestare una gigantesca metastasi nel “Polmone Turistico” della città. Dunque, non può essere questa la direzione. La famosa “Piazza a Mare”, in luogo delle “cubature fronte mare”, è l’unica via a disposizione per poter immaginare un’intera fetta di città a vocazione turistico-ricettiva. E’ da qui, dunque, che bisogna partire.

Se nella città dei due porti, inoltre, l’accesso via mare è stato e continua ad essere un fallimento gestionale e politico, è forse giunto il momento di tornare con pacatezza a “discutere di mare.” La politica arranca, anche qui. Affannano i grillini, per illegittima incompetenza. Affanna il centro-destra, per acclarata inesistenza. Affannano le minoranze tutte, per idee o per numeri consiliari. Eppure una via d’uscita diversa da questa non pare esserci: il Pd stabiese, nell’anno del Congresso (e dell’ennesimo tesseramento drogato), ha il dovere di immaginare la città tra 10 anni. Il gruppo dirigente che prenderà le redini del partito locale in questo 2017 non può esimersi dal mettere a sistema il futuro dell’area. Una visione programmatica che abbracci decisioni politiche concernenti i vincoli al piano regolatore, accordi con i privati e strategie condivise con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, presieduta da Pietro Spirito. In tal senso, ancora una volta l’area flegrea può essere un riferimento virtuoso, come dimostrano i recenti accordi turistico-commerciali siglati con il Porto di Napoli e le grandi compagnie crocieristiche.

In psichiatria, la bipolarità si cura. In politica, una città bipolare va Governata: un altro silenzio ed un’altra assenza non sono ammissibili.