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Dall’Africa Nera a Manhattan, passando per New Orleans; Un Magico Viaggio alle Origini del Jazz, Sulle Strade della Musica

Scritto da Francesco Verdosci Il . Inserito in Letteratura

VERDOSCI

Professor Luigi Caramiello (Napoli 1957), Docente di Sociologia dell'Arte e della Letteratura all'Università degli Studi di Napoli "Federico II", ha lavorato per la Rai, ha insegnato in varie Università, sia in Italia che all'estero. Giornalista professionista, regista, critico e autore televisivo è stato direttore scientifico di diversi progetti di ricerca ed ha preso parte a numerosi convegni internazionali.

Olga Imperato (Torre del Greco 1981), laureata in sociologia all'Università degli Studi di Napoli "Federico II", è una grandissima esperta di – nonché cantante – jazz. Ha coltivato questa passione sin dalla tenera età, dedicandosi poi ad uno studio più approfondito della storia e delle origini di questo affascinante genere musicale.

Maria Romano (Napoli 1987), laureata in sociologia all'Università degli Studi di Napoli "Federico II", è dottoranda di ricerca all'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli. Ha scritto diversi saggi e articoli scientifici e preso parte a numerosi convegni in qualità di relatrice e Collaboratrice del Prof. Luigi Caramiello, co-autore di quest’opera. La giovane dottoranda Maria Romano è entrata in questo progetto da neofita della musica Jazz, mossa soprattutto da un decisivo e propulsivo fattore di curiosità, occupandosi in particolare della parte antropologica di questo meraviglioso quanto complesso saggio storico-musicale concentrandosi sul tessuto che la musica in generale - e quella jazz in particolare - realizza in simbiosi con la dimensione storico-sociale dell’umanità, dagli albori ai giorni nostri, dall’Africa nera alle strade ed ai palcoscenici dei fumosi locali di Manhattan e Chicago, passando per paludi di New Orleans e le piantagioni dell’America Schiavista.

Marco Zurzolo (Napoli 1962) è un grandissimo sassofonista e finissimo compositore. Laureato in flauto e Composizione Jazz al Conservatorio di Musica "San Pietro a Majella" di Napoli, è conosciuto soprattutto poiché ha lavorato in teatro e in televisione ed ha composto numerose colonne sonore per il cinema, oltre che per aver collaborato con grandissimi artisti quali Pino Daniele, Solomon Burke, Chet Baker e con l’attore Giancarlo Giannini.

Questi sono gli autori, le personalità, i cuori e gli animi che hanno collaborato per dare vita ad un magnifico saggio che è soprattutto un viaggio tra le note, i canti e gli strumenti che l’uomo ha utilizzato per esprimere tutto ciò che rappresenta al meglio il desiderio, le speranze, i sogni, lo sgomento, l’amore, le paure dell’animo umano ma che noi comunemente chiamiamo Jazz.

Ormai la presenza del Jazz nella cultura mondiale (non soltanto quella strettamente musicale) è un assioma che difficilmente riusciremmo a confutare. Anche chi non conosce direttamente le sue caratteristiche peculiari, il suo marcato ed inconfondibile idioma - inteso come genere musicale specifico nato in America – può comunque riconoscerne gli influssi, le citazioni ed i riferimenti ad esso in tutta la musica occidentale del secolo scorso. Il Jazz non è solo musica, o meglio non si ferma solo ed esclusivamente all’aspetto finemente componistico di essa.

Il Jazz rappresenta a tutti gli effetti una componente sociale fondamentale, di cui volente o nolente bisogna tener conto se si vuole studiare l’evoluzione del pensiero e dell’espressione dell’uomo moderno. Quindi, se prima coinvolgeva solo il popolo afroamericano - che ne derivava i canti e gli strumenti dall’Africa nera per poi portarli con sé nel nuovo mondo, in particolare in Nord America - adesso il Jazz va inteso a livello globale. Per questo motivo, moltissimi studiosi sia di musica che di sociologia ha dedicato e stanno dedicando a questa quanto mai creativa espressione dell’animo umano interessantissimi approfondimenti di stampo socio-antropologico.

Questo saggio, realizzato come una vera e propria Storia della Sociologia della musica Jazz, affronta l'argomento della musica afroamericana per eccellenza - con tutte le sue peculiarità, a cominciare dall'improvvisazione - partendo dalle origini e dagli influssi della musica africana, passando per le teorie classiche della composizione musicale, fino ad analizzare il Modern Jazz nel suo rapporto col mondo della globalizzazione. Ecco, dunque, che il Jazz - come linguaggio musicale – ha assunto sempre più un crescente e significativo ruolo in tutti quelli che sono i processi di costruzione sociale della realtà e dell’immaginario sia individuale che collettivo, malgrado la tanto decantata - quanto auspicata - evoluzione del Terzo Millennio riguardi in maniera più evidente l'aspetto meramente tecnologico – riferendoci alle modalità d’ascolto e fruizione del genere – piuttosto che all’aspetto sostanzialmente più innovativo, creativo ed emozionale tipico del Jazz stesso.

L'opera è tipicamente di stampo saggistico, con una scrittura certamente erudita e complessa ma ciò non deve spaventare il lettore poiché è al contempo un trattato comprensibilissimo sia dagli studiosi e dagli appassionati di musica duri e puri sia dai neofiti o dai semplici curiosi avventori, con una bibliografia che possiamo senz’ombra di dubbio definire la più completa e soddisfacente del genere saggistica. Il Team di autori ha dunque composto un'opera assolutamente innovativa, data la carenza di trattati socio-antropologici sulla musica afroamericana ma anche e soprattutto affascinante, appassionante e quanto mai intrigante.