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Tra droni e ladroni scompare la scopa nuova

Scritto da Giuseppe Pedersoli Il . Inserito in Il Pallonetto

Reina paste sarri drone

La scopa nuova. Dalle nostre parti si usa quest’espressione, anche se il solito saccente senz’altro mi correggerà nelle sfumature, per sottolineare l’impegno del nuovo consulente, dipendente, incaricato, nei primi giorni di lavoro.
Quando Maurizio Sarri arrivò a Napoli, ci fu un gran parlare del suo drone, dei suoi droni, “aeromobili a pilotaggio remoto”. La scopa nuova-Sarri consisteva in questo velivolo telecomandato, con il quale riprendeva dall’alto i movimenti della squadra per correggerne gli errori. Folgorato sull’asse mediano da un’immagine di quello che sembrava lo scheletro di un minielicottero, sul lato destro della carreggiata, ho immediatamente compreso i motivi alla base dei problemi della squadra azzurra. Hanno demolito il drone di mister Maurizio. Koulibaly sembra il fratello lento di Graziano Bini (ricordate?), Albiol che salta sempre 40 centimetri meno dell’attaccante che sta marcando e (sentita al bar) Reina che esce dalla porta servendo una guantiera di paste, cioè praticamente con le mani rivolte verso l’alto, ma ignorando completamente la palla.

Insomma, si è rotto il drone, non becchiamo più un pallone, Presidente Aurelio De Laurentiis, la prego, acquisti un paio di droni per l’allenatore. Se abbiamo speso 28 milioni di euro per Maksimovic e 15 milioni per Pavoletti, cosa vuole che siano poche migliaia di euro per una telecamera che vola in cielo?

Ma dal drone passiamo al ladrone. Perdonatemi, ma inizio a detestare questo eccesso di correttezza, di fair play dei tifosi napoletani: “La Juve è più forte, lamentarsi degli arbitri è roba da provinciali, siamo noi che commettiamo errori, non prendiamocela col direttore di gara, dobbiamo tutti juventinizzarci”. Ma stiamo scherzando? Purtroppo il tifoso del Napoli, quando si perde, spegne la Tv, in genere pure io. Ho fatto una sforzo, stavolta. I commentatori della Rai non hanno sprecato una parola sul rigore (non concesso) su Albiol. Persino Mario Sconcerti, quando si discuteva di 0,5 millimetri di fuorigioco di Callejon sul gol, è sbottato: “No, mi dispiace, non me la sento di dire che Jose era in offside”. Ma vi rendete conto? Si discetta del mignolo della mano sinistra di Callejon in fuorigioco, quando nemmeno mezzo giocatore bianconero ha accennato ad un atomo di protesta?

Vogliamo parlare del servitore di paste Reina? Se quello era rigore, ci voleva il cartellino rosso. Ultimo uomo in difesa, Pepe ha toccato prima il pallone e poi l’avversario, che nemmeno ha provato a saltarlo. Il portiere spagnolo è un energumeno, di certo non può dissolversi nel nulla dopo aver toccato la palla. Perche il cartellino giallo e non quello rosso? Una coscienza che si tormenta,

quella dell’arbitro? Fischia il rigore ma concede l’indulto a Reina? Gianni Mura ieri su Repubblica: “Due calci di rigore non evidentissimi, il primo c’è tutto ma che Dybala infila bene. Sul secondo, mezzo Napoli s’attarda a reclamare un rigore su Albiol, pure questo non evidentissimo, e in due passaggi la Juve porta Cuadrado a contato con l’uscita di Reina, che dà l’impressione di toccare il pallone prima delle gambe di Cuadrado. La chiave della partita sta tutta in questi due episodi (…)”.

Mi dispiace ma da tempo ho spazzato via il “porgi l’altra guancia”. Sono più per il “corretto con i corretti, scorrettissimo con gli scorretti”. La Juve è più forte, che dubbio c’è? Più forte di tutti in Italia. Ma ha perso col Genoa così come il Real Madrid ha perso con Valencia. Ogni partita può finire in modo imprevedibile, questo è il bello del calcio. Ma se concediamo pure un aiutino (aiutone) al più forte, è inutile scendere in campo. Ecco, mi è venuta la conclusione. La differenza tra noi e loro è proprio questa: noi droni, loro ladroni. Forza Napoli, sempre.