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Doppia grande sfida al San Paolo: dalla rivalità storica al ritorno del "figliol prodigo"

Scritto da Simone Santacroce Il . Inserito in Il Pallonetto

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Uno scherzo del destino o qualcosa di molto simile. Solo cosi si spiega come sia possibile che Napoli-Juventus si giochi per due volte consecutive al San Paolo nell'arco di 72 ore. La prima sfida di Domenica dirà molto sul prosieguo del campionato sia degli azzurri che dei bianconeri, con i primi in piena lotta per il secondo posto e i secondi alle prese con la solita fuga scudetto.

Il secondo round di mercoledì, invece, servirà a stabilire una delle finaliste della Coppa Italia e vedrà il Napoli costretto a rimontare il risultato di 3-1 maturato nella contestata sfida di andata dello Stadium. Ormai da tempo in città non si parla d'altro e quasi in centomila riempiranno gli spalti dell'impianto di Fuorigrotta contando entrambe le partite. Il perché di questo affollamento non c'è bisogno neanche di chiederlo, ma mai come quest'anno questa sfida, o meglio queste sfide, sono davvero sentite. Se da una parte c'è la storica rivalità tra le due squadre e tifoserie e la solita lotta "Nord vs Sud", dall'altra troviamo il ritorno (con la maglia più odiata) di quello che fino allo scorso anno era l'idolo dei tifosi napoletani e che ora non è altro che un "figliol prodigo". Ma attenzione. A differenza della famosa parabola contenuta nei Vangeli, qui il "figliol" non verrà di certo a chiedere perdono per le proprie scelte e non troverà un padre amorevole pronto ad abbracciarlo e perdonarlo.

Ci si interroga da qualche giorno su quale sia dunque il miglior modo per accogliere il signor Gonzalo Higuain. C'è chi in maniera scontata afferma che i fischi e le imprecazioni siano l'unica strada percorribile, chi spera di poterlo applaudire in segno di riconoscimento per quello che ha dato alla causa azzurra e chi ancora suggerisce una sana indifferenza. Ecco ripartiamo da questa terza opzione. Se le prime due sembrano (ognuna a suo modo) condivisibili, la terza è senza ombra di dubbio la migliore. Immaginate uno scenario in cui tutti, compreso il diretto interessato, si aspettano fischi assordanti. Si darebbe modo al giocatore non solo di prepararsi già da prima dal punto di vista psicologico ma anche di usare quei fischi per caricarsi. Immaginate invece adesso uno stadio indifferente, che accoglie l'ex idolo, ormai acerrimo nemico, con il silenzio. Sarebbe la massima espressione dell'ironia e dell'intelligenza del popolo partenopeo. Chiaramente, senza volerci prendere in giro, sappiamo tutti che i fischi prevarranno sul silenzio ma si perderà cosi una grande occasione di rivincita morale prima che sportiva. Per la seconda servirà il miglior Napoli che se la vedrà con la squadra che domina ormai da 6 anni in Italia ma che proprio con gli azzurri spesso e volentieri soffre non poco,grazie soprattutto al proprio allenatore. Ah già,quasi dimenticavo. Proprio Sarri ha in settimana battuto Allegri vincendo la "Panchina d'Oro". Chissà che non sia un segnale benaugurante...