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De Luca: il Collana riapre. Comitato di gestione con Coni, Aru, Comune e associazioni

Scritto da Marcello D'Ambrosio Il . Inserito in Il Pallonetto

de luca collana comune napoli

Il presidente della giunta campana Vincenzo De Luca sembra mettere la parola fine alla tormentatissima e lunga vicenda giudiziaria e istituzionale che grava sullo storico impianto sportivo Arturo Collana di via Mascagni nel cuore del Vomero, a Napoli.

Il 29 marzo, infatti, con una nota ufficiale il governatore annuncia che lo stadio è stato inserito nella rete degli impianti delle Universiadi 2019, che si terranno a Napoli, e che attraverso l'Agenzia Regionale per le Universiadi, presieduta da Raimondo Pasquino, si provvederà a effettuare i lavori più urgenti mentre per gli altri lavori necessari è già stata avviata una gara telematica per individuare le imprese.

Purtroppo per le intricatissime vicissitudini che orbitano intorno all'impianto, per il clima di incertezza che in qualche modo aleggia intorno alle stesse Olimpiadi e perché non sempre quanto viene annunciato da parte delle istituzioni si trasforma in fatti, in questo caso il condizionale è d'obbligo.

Per questo il 4 aprile abbiamo contattato il Capo dell'Ufficio Stampa della Giunta Regionale Paolo Russo, che ha la funzione di curare i rapporti con gli organi di informazione e la diffusione delle notizie sull'attività della Giunta, il quale ha confermato: "Lunedì 3 aprile c'è stato il sopralluogo dei tecnici della SMA, società di proprietà della regione. Oggi c'è una riunione tra componenti della giunta regionale e la società per l'affidamento dei lavori. A breve si partirà con i lavori con una procedura inhouse, senza gara d’appalto, in quanto la SMA, come detto, è una società della regione. Nei più brevi tempi possibili verrà avviato il cantiere. Sulla riapertura dello stadio, tempi e modalità dipenderanno esclusivamente dal tipo di lavori che dovranno essere eseguiti. E’ probabile che man mano che i lavori procedono sarà possibile aprire gradualmente settori dell’impianto per lo svolgimento delle attività che vi si tengono".

De Luca affronta anche l'altra spinosa vicenda, oltre quella dell'ammodernamento della struttura, legata alla sua gestione: "Abbiamo deciso di nominare un direttore dell’impianto perché con il massimo della trasparenza, quando si finiscono i lavori più urgenti e diventa possibile l’utilizzazione anche parziale dell’impianto, si possano invitare a partecipare a un comitato misto l’Agenzia per le Universiadi, il Coni, il Comune di Napoli e una rappresentanza delle associazioni sportive che utilizzano l’impianto. Appena saranno ultimati i lavori più urgenti, tutti saranno convocati e si darà vita a un comitato per gestire in maniera corretta gli impianti in attesa della consegna definitiva”.

Ed è la gestione dello stadio Collana che ha prodotto un caos tale il cui ultimo atto è stato, il primo aprile, un corteo, partito alle 10:30 dallo stadio e giunto a piazza Vanvitelli, composto da cittadini del Vomero, sportivi, atleti, associazioni sportive che tengono le loro attività nel Collana e altre associazioni sportive che vi hanno partecipato condividendo la causa della manifestazione che è quella della riapertura dell'impianto dopo due mesi di chiusura.

Intorno alle 9:00 del primo aprile abbiamo contattato il campione olimpico di scherma Sandro Cuomo, coinvolto "attivamente" nella delicata vicenda, che si trovava in Bulgaria impegnato con la Nazionale Italiana di spada il quale ci ha comunicato tutto il suo rammarico, cercando di ricostruire la storia che ha portato a questa situazione, lasciando trasparire la sua amarezza. L'atleta, trovandosi all'estero, non era al corrente della decisione del presidente De Luca che lo ha decisamente sollevato quando glielo abbiamo comunicato.

Nella speranza che l'epilogo possa essere quello che si va delineando, con la sistemazione dell'impianto sfruttando, da parte della regione Campania l'occasione delle Universiadi, cerchiamo di ricostruire il percorso tortuoso che ha portato a questa fase di stallo.

A tal fine ci viene in aiuto Gennaro Esposito, avvocato napoletano civilista laureatosi con tesi su “Il rapporto di lavoro degli Atleti professionisti”, impegnato nell'associazionismo sportivo dilettantistico. Nel 2011 Esposito, cresciuto a Marianella, viene eletto in consiglio comunale nella lista "Napoli è tua" a sostegno di Luigi De Magistris.

Con la vittoria di De Magistris, Esposito assume la carica di Presidente della Commissione Consiliare con delega allo Sport, Impiantistica Sportiva, Politiche Giovanili e Pari Opportunità. Venuto a conoscenza di questa nostra mini-inchiesta ci ha contattati e ci ha fornito numerose informazioni relative allo stato del Collana e alla sua gestione.

L'impianto è stato edificato alla fine degli anni '20 e ha ospitato la SSC Napoli fino al 1959, anno di costruzione dello stadio San Paolo a Fuorigrotta. Oggi, così viene descritto sul sito ufficiale del Comune di Napoli: "il Centro Polisportivo Arturo Collana comprende un campo di calcio dalla Promozione alla serie B con tribune da 3.500 posti; una pista di atletica leggera outdoor; una micropiscina e varie palestre, tra cui una palestra di Competizione con tribuna da 500 spettatori, una Palestra per la Ginnastica e una Palestra per le Arti Marziali. Comprende inoltre una sala scherma, una pista di pattinaggio e una palestra pesistica".

Si tratta di uno dei rarissimi casi di impianti sportivi ubicati nel cuore di una zona urbana di Napoli. Mediamente sono quattromila gli utenti che ogni giorno usufruiscono della struttura dove si svolgono, oltre al calcio, circa venti altre discipline, e 40 le società sportive che utilizzano palestre e campi da gioco.

Per comprendere appieno la vicenda, va innanzitutto evidenziato che il comune di Napoli detiene solo il comodato d'uso dell'impianto (da 70 anni), che viene rinnovato periodicamente ogni 6 anni, ma è di proprietà della regione Campania. Ed è da questa situazione che scaturisce il caos attuale, come vedremo, anche se i problemi dello stadio hanno anche altra natura.

Durante il suo mandato Gennaro Esposito redige una accurata relazione sullo stato dello stadio da cui emergono varie problematiche impiantistiche e gestionali. Testualmente: "l'impianto non è in perfette condizioni di uso per quanto riguarda la pista di atletica, gli spalti ed alcuni spazi adibiti a spogliatoi e depositi; la gestione potrebbe essere migliorata magari prevedendo concessioni con una durata maggiore di un anno per consentire alle associazioni una effettiva programmazione sportiva" insieme ad altre anomalie relative a presunte irregolarità di occupazione di alcuni spazi.

Il 4 luglio 2014 scade la concessione dell'impianto al comune di Napoli. Secondo l'assessore regionale allo sport Schifone non sussistono più le condizioni per il rinnovo e la regione Campania si appresta a preparare un bando pubblico per l'affidamento della gestione da cui sarebbe escluso il comune di Napoli. Sulla decisione è polemica tra Caldoro e De Magistris, ma la decisione dell'ex governatore è irrevocabile.

Dopo poche settimane la regione mette a bando lo stadio con un "Avviso pubblico l'affidamento della concessione d'uso e gestione dell'impianto sportivo di proprietà della Regione Campania A.Collana".

L'oggetto della concessione è l'individuazione di un soggetto, con una procedura di selezione a evidenza pubblica, cui affidare in concessione e l'uso dell'impianto di interesse cittadino A. Collana costituito da: palestra competizioni (basket e pallavolo, con sottostante ex sala scherma, allo stato in disuso con annessi locali spogliatoi), palestra attrezzistica e ginnastica artistica, con annessi locali spogliatoi palestra arti marziali, con annessi locali spogliatoi pista di pattinaggio, con annessi locali spogliatoi, sala scherma, con annessi locali spogliatoi, palestra disabili, con annessi locali spogliatoi (sottostante tribuna P.zza quattro Giornate), sala pesistica, con annessi locali spogliatoi (sottostante tribuna Vico Acitillo), pista di atletica, con annessi locali spogliatoi, campo di calcio, con annessi locali spogliatoi, micropiscina, con annessi locali spogliatoi e uffici, atrii di ingresso da via Ribera, uffici e spazi comuni, ingressi carrai da Via Ribera e Vico Acitillo e P.zza quttro Giornate.

I servizi oggetto della gestione sono: apertura, chiusura, sorveglianza e custodia dell’impianto; spese di gestione, comprese le utenze (acqua, energia elettrica, gasolio, ecc) che il concessionario è obbligato ad intestare a proprio nome, attivando, entro 20 giorni dalla consegna dell’impianto, le procedure di volturazione; conduzione dell’impianto; pulizia e diserbatura dell’intero complesso; piano di manutenzione ordinaria; cura e manutenzione delle aree a verde; direzione amministrativa, tecnica e organizzativa; assistenza praticanti; realizzazione di piani di utilizzo dell’impianto, con particolare riguardo alle attività per i giovani, le scuole, gli anziani, le categorie svantaggiate; stipula di polizze assicurative; pagamento di oneri, permessi e tasse riguardanti il funzionamento della struttura sportiva in concessione, nonché l’acquisizione di tutte le autorizzazioni amministrative obbligatorie per legge e funzionali alla regolare conduzione dell’impianto ed allo svolgimento di qualsivoglia attività.

La durata della concessione viene fissata in 15 anni dalla data di consegna dell'impianto.

I destinatari del bando sono società ed associazioni sportive dilettantistiche, enti di promozione sportiva, discipline sportive associate e federazioni sportive nazionali, anche in forma associata o in raggruppamento temporaneo.

I requisiti richiesti per la partecipazione al bando sono: non essere in alcuna causa di esclusione dai pubblici appalti; essere regolarmente iscritti nell’apposito registro istituito presso il CONI, se trattasi di società o associazioni sportive; aver praticato per almeno dieci anni una delle attività sportive che si svolgono presso l’impianto sportivo oggetto della presente evidenza pubblica in modo regolare e continuativo anche in altra struttura. Non avere rinunciato e/o non essere stato destinatario di provvedimento di revoca, negli ultimi tre anni, relativamente alla gestione di impianti sportivi di altri Enti pubblici; essere esente da qualsivoglia causa ostativa di cui alle vigenti disposizioni antimafia. Non risultare morosi nei confronti della Regione Campania e di non avere subito alcun richiamo o penalità conseguenti a danni causati ad impianti sportivi o ad uso non conforme dei medesimi; essere in regola con gli obblighi relativi al pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali a favore dei lavoratori secondo la legislazione vigente; allo scopo, indicare la sede INPS e INAIL di cui l’impresa si avvale per il versamento dei contributi previdenziali ed assicurativi ed il relativo numero di posizione.

Inoltre: lo statuto o l’atto costitutivo delle società o delle associazioni sportive dilettantistiche, degli enti di promozione sportiva, delle federazioni sportive nazionali che partecipano alla selezione dovrà prevedere assenza di scopo di lucro; democraticità della struttura organizzativa; elettività e gratuità delle prestazioni fornite dagli aderenti; criteri di ammissione ed esclusione degli aderenti; obblighi e diritti degli aderenti; obbligo di redazione ed approvazione del bilancio o del rendiconto economico finanziario; modalità di approvazione del bilancio o del rendiconto economico finanziario.

La base d’asta è 120.000,00 euro (iva inclusa) per i primi otto anni e per i successivi sette anni un incremento di altri 50.000,00 euro.

Il bando prevede l'assegnazione attraverso la selezione della migliore offerta tra i partecipanti valutata attraverso tre voci ad ognuna delle quali è assegnato un punteggio (tra parentesi): offerte economiche più convenienti per l’Amministrazione Regionale (punti 20); offerta tecnica (punti 40); qualità del progetto di gestione dell’impianto (punti 40).

Da questo momento ha inizio la strada che porterà allo stato di confusione a cui il presidente De Luca sembra aver messo la parola fine.

Dicembre 2014: con determina della regione Campania il Collana viene chiuso, nonostante le resistenze del Comune di Napoli. Il bando per l'assegnazione della concessione e dell'uso scade ad ottobre 2014. Dopo pochi giorni tuttavia,la stessa regione proroga il comodato d'uso al comune di Napoli fino alla scadenza del bando.

A vincere la gara è il 6 gennaio 2017 l'ATI (Associazione Temporanea di Imprese) Collana Sport Center costituita da nove società che svolgono da anni discipline diverse all'interno della struttura del Vomero: nel dettaglio una di ginnastica - che fa capo ad Alberto Savarese e Monica degli Uberti - tre di nuoto - che fanno capo a Giuseppe Esposito, Federico Calvino e Barbara Mezzadri - una di scherma - col ct della nazionale di spada Sandro Cuomo - un'altra di calcio, il Napoli Calcio Carpisa Yamamay - che fa capo a Italo Palmieri - una di pattinaggio con Daniela Zoccolante e due, tra judo e karatè, che fanno capo a Claudio Nasti e Nando Pellegrino.

Poi il colpo di scena finale: il 14 febbraio 2017, nel giorno in cui negli uffici del Collana il direttore generale di demanio e patrimonio della regione Luigi Riccio stava consegnando la struttura all'ATI Collana Sport Center, giunge la notizia della sentenza depositata dal Consiglio di Stato che annulla tutta la procedura di gara accettando dunque il ricorso della Giano srl ( società costituita dai campioni del calcio Ciro Ferrara e Fabio Cannavaro e dal costruttore Paolo Pagliara) esclusa dalla gara TAR che riconosceva quale unico concorrente la ATI Collana. Tra l'altro, nel ricorso al Consiglio di Stato, la Giano srl contesta alla ATI Collana la "mancata sottoscrizione dell'offerta presentata in gara da parte di tutte le associazioni che sono nel raggruppamento", come richiesto dal bando, insieme a pagamenti arretrati di alcune di queste associazioni presenti nel Collana.

Di qui la chiusura del Collana e il corteo per la sua riapertura del primo aprile. e di qui l'origine di un vortice giuridico-burocratico a cui, come già ripetuto, Vincenzo De Luca sembra aver messo la parola fine ma che lo stesso De Luca spiega in modo sintetico ed efficace: "Ricapitoliamo: la proprietà dell’impianto del Vomero è della Regione, che lo ha dato in gestione al Comune di Napoli per decenni. Tre anni fa, la precedente Giunta regionale fa una gara per affidare a imprenditori privati il Collana con l’impegno di realizzare i lavori di manutenzione. Quella gara non è stata fatta da noi. L’abbiamo ereditata. Dopo lunghe discussioni, contenziosi e ricorsi, la Regione aveva deciso il 17 gennaio di consegnare l’impianto al consorzio aggiudicatario della gara. Nello stesso giorno il Consiglio di Stato, con una sentenza, ha annullato l’aggiudica al consorzio. Quindi ci siamo fatti consegnare dal Comune di Napoli le chiavi dell’impianto. Cosa che è avvenuta il 27 gennaio. Perché? Perché la sentenza del Consiglio di Stato non era chiara, cioè non si capiva se, annullata l’aggiudica al primo classificato (ATI Collana Sport Center), la Regione potesse fare lo scorrimento consegnando al secondo classificato l’impianto (Giano srl), o dovesse fare la gara ex novo. Quindi l’Ufficio Legislativo ha chiesto un chiarimento al Consiglio di Stato (previsto per la fine del 2017). Noi abbiamo deciso di non perdere tempo in questo groviglio burocratico". E di sfruttare l'occasione offerta dalle Universiadi per riaprire lo stadio Collana.