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Quando restare sui propri (ottimi) livelli non basta: ecco il salto di qualità che manca agli azzurri

Scritto da Simone Santacroce Il . Inserito in Il Pallonetto

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È una grande stagione quella degli azzurri a prescindere dalle recenti "delusioni" per le eliminazioni da Champions e Coppa Italia. Il rammarico però c'è e non poco. Forse qualcosa in più si poteva fare soprattutto in campionato. Dopo la fondamentale e spettacolare vittoria per 0-3 in casa della Lazio, con cui gli azzurri di fatto hanno blindato quanto meno il terzo posto, sono emersi infatti dei dati significativi che lasciano l'amaro in bocca.

Il Napoli con 72 gol all'attivo è ancora una volta il miglior attacco della Serie A, le vittorie in trasferta salgono a 10 (6 consecutive), i punti diventano 67 ovvero gli stessi dell'anno scorso dopo 31 giornate e nel girone di ritorno si sono fatti gli stessi punti (29) della capolista Juventus. I numeri, che non dicono tutto ma poco ci manca, ci fanno capire, dunque, che la squadra di Sarri, nonostante la mancanza di mister 36 reti, ha mantenuto lo stesso rendimento della passata stagione. Una stagione che ci aveva esaltato non solo per la bellezza del gioco ma anche per l'avvincente sfida scudetto con la Juve. Gli stessi numeri ci fanno capire inoltre che, sebbene molte persone la pensino in maniera diversa, lo scorso anno fu il collettivo ad esaltare il singolo e non il contrario. Ci si chiede dunque come sia possibile, alla luce di questi numeri, che il Napoli si trovi a 10 lunghezze di distanza dalla attuale capolista. I motivi possono essere svariati ma ci soffermeremo sui due principali: mancanza del fattore San Paolo e difesa fin troppo vulnerabile. Per spiegare il primo basta ricordare i tanti punti persi a domicilio con Palermo, Sassuolo, Lazio ed Atalanta. L'anno scorso il San Paolo diventò un fortino nel quale il Napoli costruí passo passo i propri sogni di scudetto, mentre nell'attuale stagione così non è stato. È stata questa la differenza più grande fino ad ora con Roma e Juventus che in casa hanno fatto le proprie fortune.

Il secondo motivo, invece, è sotto gli occhi di tutti. Sono già 33 i gol incassati in questo campionato contro i 32 dell'intero scorso campionato. Troppi per una squadra che punta al vertice della classifica o che vuole quanto meno competere con le prime della classe. Eppure i giocatori che compongono la retroguardia partenopea sono i medesimi ma la concentrazione non sempre è stata la stessa. Per colmare quindi il gap con Roma e Juventus, sia in questo finale di stagione che nella prossima, servirà una maggiore attenzione verso questi due fattori. Ma questi, seppur non trascurabili, sono dettagli. La strada intrapresa,come diciamo ormai da tempo, è quella giusta. La squadra cresce, il gioco è entusiasmante e i risultati, con i dovuti accorgimenti, arriveranno siatene certi. Siamo dunque convinti che il nostro "circo" sia mille volte meglio del "vincere a ogni costo" con cui altri tendono a giustificarsi. Vogliamo continuare a divertirci e a far divertire perché come direbbe Sarri "altrimenti ci annoiamo".