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Eutanasia legale o deriva autodeterministica?

Scritto da Alessandra Mugnolo Il . Inserito in Il Palazzo

Eutanasia dj

Riceviamo e pubblichiamo una lettera sull'eutanasia con un parere diverso da quello scelto come linea del giornale, riteniamo tuttavia che il dibattito sull'Eutanasia Legale debba rimanere aperto e costante.

E’ trascorso più di un mese dal suicidio assistito condotto da Fabio Antoniani alias “dj Fabo”, cittadino italiano presso la clinica Dignitas di Forck.

L’eutanasia ed il suicidio assistito rappresentano le tematiche più ampiamente dibattute del nostro tempo e per quanto nel nostro paese la sensibilità dei più dilaghi in maniera naturale consolidando una posizione piuttosto che l’altra, non risulta ancora ben chiaro in che modo e per quali vie questo diritto in fieri possa sancirsi.

Per eutanasia si intende una pratica attiva (iniezione letale) o passiva (cessazione di cure vitali) volta a provocare la morte di un individuo le cui condizioni di salute non attestano possibilità di guarigione o di condurre una vita in modo dignitoso, su sua espressa richiesta.

Per suicidio assistito invece si fa riferimento ad un atto medico compiuto attivamente dal soggetto che ne fa richiesta per se stesso in presenza di personale sanitario che offre assistenza.

Nel nostro paese attualmente pratiche di eutanasia e suicidio assistito non sono ammesse e sono perseguibili secondo gli articoli 575, 579, 580 e 593 del codice penale mentre in Belgio, Lussemburgo, Olanda e in Oregon è permessa l’eutanasia in caso di sofferenza costante ed insopportabile fisica e psichica del richiedente. In Svizzera è garantito il suicidio assistito mentre in Francia si pratica eutanasia passiva come in Canada e negli Stati Uniti. In Cina l’eutanasia è prevista solo per i malati terminali.

Negli Stati Belgio, Lussemburgo, Olanda, Oregon un libero cittadino affetto da patologia può liberamente contattare una clinica specializzata e pagare per ottenere la morte; non importa quante possibilità di guarigione la malattia possa preventivare: che si tratti di un locked-in o di uno psichiatrico, di un bambino o di un acondroplasico perchè il diritto all’autodeterminazione fa prevalere la volontà del paziente o del genitore se minore.

Il diritto garantito ha permesso a dj Fabo, 24 ore dopo il ricovero nella clinica Dignitas di Forck, di morire attraverso una pratica di suicidio assistito nonostante i protocolli richiedessero esami più approfonditi e continuati e a Gaby Olthuis, mamma divorziata di due figli di 13 e 15 anni, clarinettista in carriera di darsi legalmente la morte in una clinica simile in Olanda perché soffriva di acufeni incoercibili.

In Italia oggi siamo ancora lontani da una legge che garantisca il diritto di fine vita, ma è bene assumere la consapevolezza che, imboccata una determinata strada, la deriva “autodeterministica” sarebbe quasi automatica per quanto i costi sanitari e di pubblica amministrazione ne gioverebbero in maniera fisiologica per questo prima di muoversi a favore dell’eutanasia legale cerchiamo di comprendere anzitutto il senso civico della pratica e di elaborare modelli procedurali più stretti che non degenerino nella speculazione e mercificazione della vita umana.