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"Non entreremo nella squadra, l'eurodeputato non può decidere"

Scritto da Adolfo Pappalardo Il . Inserito in A gamba tesa

«La città è allo stremo», continua a ripetere Leonardo Impegno, deputato pd ed ex presidente del consiglio comunale nella seconda giunta Iervolino. «Ma il Pd - chiarisce subito -non entrerà in questa giunta guidata da de Magistris>>.
Allora siete decisi Nessun ingresso nella squadra!
«Il Pd ha deciso di stare all'op­ posizione perché è utile e giusto
per la città. Ed è stato deciso all'unanimità dalla sua assemblea che ha chiesto un'opposizione propositiva e non ideologica. De Magistris ne prenda atto con rispetto. Alimentare i retroscena, i si dice, e l'aggiramento dei corretti rapporti politici provocano soltanto irritazione. E così diventa difficile persino il semplice dialogo>>.


Eppure giovedì a parlargli vi è andato Cozzolino, eurodeputato ed autorevole esponente democrat. A che titolo è andato a San Giacomo!
«A nome del Pd parla solo il segretario Gino Cimmino. Se qualcuno vuole sapere qual è la posizione del Pd o chiede al segretario provinciale o si va a leggere gli atti approvati nelle assemblee e dagli organismi dirigenti. Il resto non conta>>.
Eppure si continua a parlare di rimpasto. E anche nel Pd qualcuno è tentato.
«La città è allo stremo. Parlare semplicemente di rimpasto o allargamento fa capire che si è fuori strada. Il tema riguarda le cose da fare: ci sono tre punti>>.
Quali!
«Il primo punto strategico riguarda l’area metropolitana di Napoli: occorre approfittare anche della convenzione per vedere gli assetti istituzionali anche per ciò che concerne il Mezzogiorno. Secondo: le politiche di trasformazione urbana e, terzo, la riqualifica­ zione delle aree degradate e la riorganizzazione radicale dei servizi. Per questo andrebbe aperto un confronto serio con la città, cosa che il sindaco in questi due anni non ha fatto. Bisogna raccogliere il grido di disperazione dei cittadini e dialogare con rispetto ed umiltà con il mondo del civismo e dell'associazionismo sui problemi concreti. È questo che sta facendo e dovrà fare ancora più il Pd. Perché i partiti da soli non cela fanno più>>.
Il sindaco non dialoga!
«Su questi temi siamo passati dalle assemblee di popolo all'autoritarismo senza coinvolgere nessuno, vedi ztl, all'attuale anarchia».
Però in Regione non fate opposizione dura e anzi si parla di un governissimo sul modello Letta.
«Il Pd rivendica la sua autonomia sia da Caldaro che da de Magistris. E avanza una propria proposta politica. In questi ultimi due anni governatore e sindaco si sono coperti a vicenda, deprimendo le aspettative dei napoletani e dei campani. Bisogna sollecitare entrambi con trasparenza a mettere al centro la drammaticità del Mezzogiorno e della Regione.