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È un Napoli vittima delle contraddizioni: fare la storia sembra non bastare

Scritto da Simone Santacroce Il . Inserito in Il Pallonetto

callejon Napoli

Record di vittorie in trasferta (11), record di gol fatti dopo 34 giornate (78), 4 vittorie su 4 a Roma e Milano (unica squadra a riuscirci dopo il Torino del 46/47) e unica squadra in Europa ad avere 4 giocatori in doppia cifra in campionato. Questi sono solo alcuni dati che testimoniano che grande stagione stia facendo il Napoli nonostante le mille difficoltà dell'inizio.
Molti pensano che i numeri non siano importanti o che contino ben poco, per altri rappresentano tutto o quasi. La verità sta nel mezzo. Vero è che i numeri se non immessi all'interno di un contesto ben preciso significano poco ma è ancor più vero che i numeri aiutano spesso a dare un quadro generale delle cose e il quadro del Napoli è un autentico "Van Gogh".

Potremmo stare ore, giorni o addirittura mesi a discutere cercando di capire se gli azzurri avrebbero potuto fare meglio, se con un vero numero 9 i punti in classifica sarebbero stati di più o se con qualche innesto estivo migliore in difesa si sarebbe potuto puntare più in alto, ma non arriveremmo mai ad una tesi unanime. Ci tocca dunque analizzare i fatti e trarre da essi le dovute risposte e i fatti dicono che il Napoli fin qui ha fatto il massimo e anche di più di quanto potesse essere pronosticabile. Signori siamo davanti ad una squadra che sta scrivendo la storia, una squadra ammirata da tutti in Europa e in Italia e che probabilmente per gioco ed interpreti è la squadra più forte che i napoletani abbiano mai ammirato, per certi versi anche superiore al Napoli di Maradona e se non riesce a vincere è solo perché altri stanno facendo addirittura meglio e a loro vanno i nostri complimenti.

Si sentono da mesi mugugni e critiche che arrivano da ogni parte, in primis dai cosiddetti esperti locali che dovrebbero quantomeno essere costruttivi e non distruttivi come spesso accade. Si sentono critiche assurde a Sarri che ci sta regalando uno degli spettacoli più belli mai visti da ormai due anni. Si sentono addirittura frasi come "Napoli squadra incompiuta" che fanno accapponare la pelle. Come ha ricordato lo stesso mister, il Napoli ad inizio stagione veniva messo dai maggiori quotidiani sportivi tra il quinto e il sesto posto ed ora che "clamorosamente" si gioca il secondo nelle ultime quattro giornate sembra che il mondo si sia improvvisamente ribaltato. "Come è possibile che il Napoli senza il fenomenale e insostituibile Higuain sia ancora li? Come fanno questi a essere ancora così competitivi?" Sono queste le domande che con un misto di incredulità e amarezza sembrano porsi in molti adesso. Beh cari miei, evidentemente era il "grande" Higuain a giovare del gioco del Napoli ed è il gioco di Sarri (che in molti ci invidiano sotto traccia) a trascinare gli azzurri cosi in alto. Per informazioni chiedere al signor Dries Mertens che "stranamente" ha fatto il suo record di gol personale da centravanti in questa squadra.

Veniamo dunque al punto. Fare la storia sembra quindi non bastare a questo Napoli che è purtroppo vittima di folli contraddizioni create dall'esterno. Noi nel frattempo continuiamo a goderci questo spettacolo, speranzosi che le prossime quattro partite possano rendere giustizia al bel calcio e a chi, con il duro lavoro e con il sudore della propria fronte, senza enormi mezzi, vuole crescere e arrivare a vincere divertendo e divertendosi.