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Gennaro Belvedere testimone cieco - “E denare fanno veni’a vista ‘e cecate”: i falsi invalidi tra commedia e realtà

Scritto da Fabio Di Nunno Il . Inserito in Teatro

falsi ciechi

L’annosa questione dei falsi invalidi continua ad essere un problema del nostro Paese ma, purtroppo, se ne dibatte solo quando qualche truffa viene smascherata. L’occasione per parlarne qui è la commedia “E denare fanno veni’a vista ‘e cecate”, di Gaetano e Olimpia Di Maio, che narra la storia di guappi e imbroglioni, di povertà e creatività, di buoni sentimenti e vendette, di equivoci e chiarimenti tutti conditi da tensione e tante risate.
Le vicende ruotano attorno a Gennaro, un cieco (finto) testimone, suo malgrado, di un assassinio (vero?). Egli si trova a scegliere tra l’eventualità di essere ammazzato dall’omicida se questi scopre che vede benissimo e la paura di essere operato agli occhi se continua a dirsi completamente cieco. Diversi e più che mai attuali i temi affrontanti dal testo scritto dai fratelli Di Maio, reso celebre dall’interpretazione di Luisa Conte. La trama spinge a riflettere sull’esigenza di una vita senza scorciatoie truffaldine, sui falsi invalidi, sull’omertà che favorisce la delinquenza, sulla povertà (non solo economica) che troppo spesso abbiamo intorno e facciamo finta di non riconoscere, ma soprattutto sull’importanza di porsi degli obiettivi da conquistare con sacrificio e onestà.

La Vana Imago , compagnia amatoriale di Bagnoli, porterà in scena la commedia il 10 giugno alle ore 20:30 e l’11 giugno alle ore 18:30, al Teatro “Il Piccolo” di Fuorigrotta, a Piazzale Tecchio 3 (Napoli). Parte del ricavato dell’incasso sarà inoltre devoluto in beneficenza alla onlus “Figli in famiglia”. Questa è una Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale, nata nel 1983 grazie all'impegno di alcuni giovani in risposta al degrado ambientale e sociale di San Giovanni a Teduccio, che si occupa dell’educazione di figli di prostitute, drogati o carcerati e, in generale, di ragazzi soli e abbandonati. Vana Imago ha infatti intrapreso un percorso di collaborazione stabile con “Figli in famiglia” e, animerà prossimamente alcune serate presso la sede della Onlus in via Ferrante Imparato 111, il cui ricavato andrà a favore della stessa.

Salvatore Orga, presidente della Vana Imago, cosa vi ha spinto a fondare una nuova compagnia di teatro amatoriale?

È iniziato tutto per gioco, rivestendo ruoli secondari in diverse compagnie del mio quartiere e non. Ma il desiderio era quello di creare un gruppo tutto mio, cosi contattai quattro amici Lidia Tassella, Roberta Grandelli , Francesco Massimilla e Nike Palmese, ed iniziammo ad esibirci in teatri parrocchiali riscuotendo interesse nel pubblico che di volta in volta partecipava alle nostre performance. Il gruppo, poi negli anni è cresciuto, arricchendosi di nuovi amici che condividono la stessa passione i quali, pur avendo ciascuno un proprio lavoro o impegnati nello studio, dedicano delle ore alla compagnia che ad oggi è riconosciuta come “Vana Imago”. Lo scopo è quello di portare in scena testi conosciuti e non al fine di dare anche visibilità ad autori sconosciuti altrettanto divertenti. Ad oggi siamo in 16 , con attori di età diverse, tra cui anche adolescenti con grandi potenzialità ed un giovane che nonostante , evidente handicap, fa parte integrante della “famiglia”.

Lei è anche regista ed attore nella compagnia; qual è il valore del teatro amatoriale in una comunità?

Ritengo che una compagnia “amatoriale” rappresenti un momento di ritrovo e di scambio in cui, divertendosi, si ribadiscono continuamente concetti sullo spirito di gruppo, la collaborazione e la disciplina. Infatti, assegnando in fase di allestimento dello spettacolo, ruoli ai singoli attori, gli stessi si responsabilizzano sentendosi pienamente integrati nella realizzazione del prodotto finale che verrà proposto al pubblico che ad oggi conta circa 500 spettatori in media.

Perchè avete scelto di collaborare con la onlus “Figli in famiglia”?

Tramite un componente della compagnia, Francesco Piscopo, il quale per motivi di lavoro conosce la fondatrice dell’Associazione “Figli in Famiglia”, Carmela Manco, abbiamo deciso di collaborare, devolvendo a scopo benefico parte dei proventi ma soprattutto diffondere sempre più tra i nostri conoscenti, tale realtà insistente in un quartiere difficile alla periferia di Napoli.

Trailer della commedia