fbpx

Napoli est, parco Troisi: non ci resta che piangere

Scritto da Michele Romano Il . Inserito in Succede a Napoli

troisi 2

Il parco pubblico Massimo Troisi è oramai uno dei punti di riferimento di giovani e anziani di Napoli est, visto che rappresenta – a costo zero – un esteso polmone verde che ben si confà all’attività fisica e allo svago.
Ubicato a San Giovanni a Teduccio nei pressi del “Bronx” dove, per intenderci, ora sorge imponente il murales di Diego Armando Maradona realizzato dall’artista napoletano Jorit Agoch, il parco è tuttavia tenuto malissimo dalle istituzioni che, come testimoniato dalle fotografie poste di seguito, l’hanno retrocesso ad ulteriore fonte di degrado.

troisi 1

A cominciare dalla targa commemorativa dedicata al regista napoletano, posta all’entrata del parco: essa è oramai illeggibile a causa dell’assenza di qualche lettera che una volta componeva il cognome “Troisi”. Non si può, inoltre, tralasciare il fatto che il laghetto artificiale posto al centro della struttura è da anni tenuto a secco: in passato, essa era punto di raccolta dei bambini del territorio. Infine, va segnalata la totale assenza di mezzi di sicurezza, con colonnine SOS abbandonate al suolo e non funzionanti. Solamente la generosa solerzia dei custodi fa da garanzia per le decine di persone che, giorno dopo giorno, affollano il parco, attratte, ad esempio, da numerose giostrine per bambini poste a pochi metri da fontanelle d’acqua potabile, anch’esse sovente inutilizzabili.

troisi 3

Eppure, al centro di un'area fortemente degradata, il parco Troisi avrebbe dovuto rappresentare il punto focale del progetto di recupero del quartiere dopo il sisma del 1980. Occupando una superficie di circa 120.000 mq, architettonicamente mescola forme geometriche, con percorsi a squadro, direttrici regolari ed elementi paesaggistici. La collinetta artificiale e, come già accennato, il laghetto di 8.000 mq (che in origine fungeva da vasca di accumulo delle acque d'irrigazione) costituivano un punto di particolare attrazione nella zona. La flora ivi presente annovera in preminenza specie mediterranee e nostrane: pini, lecci, bagolari, pioppi, tamerici, sughere accanto a palmizi, magnolie, cedri e talune essenze rare, quali la Horisia Speciosa, l’Erythrina Crista - Gallì e il Cipresso Calvo tipico delle paludi della Luisiana e della Florida. Tutti esemplari ad oggi lasciati al caso e raramente oggetto di cure. Non ci resta che piangere.

Michele Romano