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Come Banksy e i Daft Punk: chi cazzo è LIBERATO?

Scritto da Raffaele Annunziata Il . Inserito in Musica

Chi è LIBERATO Daft Punk

Sono ormai mesi che negli ambienti della scena musicale indipendete italiana ci si chiede chi è Liberato. Partiamo col dire che è sicuramente il prodotto meglio comunicato negli ultimi anni in Italia. Il mistero che avvolge questo progetto fin dal suo primo singolo ha fatto si che crescesse l'attesa e soprattutto fomentasse congetture, ipotesi, dubbi. Una strategia ben studiata, l'Hype alle stelle, l'anonimato celano però un prodotto di altissima qualità sotto vari aspetti. Ma andiamo con ordine.

Il primo singolo, "Nove Maggio", esce il 13 febbraio 2017 con una clip diretta da Francesco Lettieri, uno dei più affermati registi del panorama indipendente italiano che ha diretto clip per Thegiornalisti, Calcutta, Motta e Giovanni Truppi. Nessuna etichetta, nessuna agenzia, nessuno sa chi sia LIBERATO. Inizia una ricerca spasmodica, mentre a macchia d'olio si diffonde il singolo e le domande sul progetto sono sulla bocca di tutti. A marzo Rolling Stone (con molta fatica, come dichiara) riesce a rintracciare qualcuno dietro il progetto e a fare un'intervista soltanto via mail. Le risposte sono spesso evasive, viene dichiarato che è "La musica" la cosa più importante e non le strategie di marketing o quant'altro: una delle poche domande a cui risponde, a parte i numerosi "<3" e "EH", è quella in cui si prova ad affrontare l'argomento "neomelodici". Ve la riporto:

Secondo te è vero che i rapper sono i nuovi neomelodici?
APPARTOFATT’ CA ‘STA DOMAND’ E’ NU POC’ PARTICOLAR’: UNO – M’AT’ MAJE VIST’ RAPPA’ A ME? DOJE – MO’ GIUST’ PECCHE’ CANT’ NAPULITAN’ AGGIA ESSER’ PE’ FFORZ’ NEOMELODICO? VABBUO’, VAI FACILE… JE TUTT’ STU BISOGN’ ‘E METTR N’ETICHETT’ ‘NGOPP’ ‘E CCOS’ NUNN’O ‘TTENG…SI SI’ SINCER’ PUO’ ESSERE RAPPER, NEOMELODICO, CANTANT’, CHELL’ CH’ ‘BBUO’ TU’, SINUMOSTR (Questa domanda, intanto, è un po’ particolare: uno, ma mi avete mai visto rappare a me? Due, adesso solo perché canto in napoletano devo essere per forza un neomelodico? Vabbé, la fai semplice… Io tutto questo bisogno di etichettare tutto non ce l’ho. Se sei sincero puoi essere un rapper, un neomelodico, un cantante, quello che vuoi tu)

Ma cos'altro sappiamo su LIBERATO?
Sappiamo attraverso la sua pagina facebook che esiste un spazio su Tumblr e che in questi mesi sono apparsi alcuni remix del primo singolo (Dj Fedele, Luigi Beatmaker, Noise) oltre ad alcune cover in acustico.
Qualcosa comincia a muoversi ad Aprile quando il Mi Ami 2017 annuncia a sopresa il primo live di LIBERATO. Una cosa del genere non era mai capitata, cioè che un progetto salisse sul palco di uno dei più importanti festival della musica indipendente italiana così senza aver fatto uscire neanche un Ep. Perciò le aspettative sono cresciute e con loro anche le congetture. Una iniziale è stata quella che accostava Ivan Granatino a Liberato, per la somiglianza della voce. Ma Granatino, affermato musicista di Caserta, il 5 Aprile pubblica un brano dal titolo"Liberato" una reinterpretazione di Nove Maggio che in sostanza nel testo smentisce le ipotesi createsi sul suo conto.
Intanto si avvicina il 9 Maggio, giorno preciso cantanto nel primo singolo, tutti coloro che ormai seguono la vicenda si aspettano qualcosa, un'epifania, una manifestazione divina. Il giorno sembra essere finito senza alcun che quando alle 23 viene pubblicato il secondo singolo "Tu t'e scurdat' ' e me". La clip è anche questa volta diretta da Lettieri che ci porta per le strade di Napoli: attraverso inquadrature e panoramiche della città narra una storia d'amore estiva, fugace, qualcosa che poi viene scurdat'. Il singolo supera in meno di 24 ore le 25 mila visualizzazioni. L'hype ha funzionato. Su facebook ovunque viene condiviso il pezzo, viene citato e parafrasato. I primi commenti sembrano quasi far evincere un giudizio più positivo rispetto a Nove Maggio.

Si pronuncia anche Roberto Saviano in un post sulla sua pagina facebook:
"Liberato, un altro mistero napoletano. Non m'importa chi sia, ma da giorni mi inietto nei timpani come un tossico "Nove Maggio" e "Tu t'e scurdat' 'e me". C'è qualcosa di nuovo e da cui non si torna indietro nella sua musica. Una sorta di evoluzione della traccia neomelodica che si fonde col rap napoletano. Liberato ha reso meno iniziatico l'hip hop partenopeo, ha spurgato il neomelodico degli elementi folkloristici e patetici, lasciando l'aspetto poetico "care ncopp 'o golfo 'na stella... guarda 'e fuoche abbascie Furcella" e romantico "parlammo chianu chiano, it's me and you". In certi momenti ricorda i primi Almamegretta e in certi altri persino Antony and the Johnsons, ma è nuovo. Nuovo assai. Nuovo con dentro la tradizione della canzone napoletana: "teng' 'o core che nun po purta' pacienza" e "so' rimast' sotto 'a botta 'mpressiunat". Liberato sta piacendo perché è accogliente: lo ascolta chi ama l'hip hop, chi la trap, chi l'indie, chi ascolta i neomelodici. Ha tracciato un nuovo confine alla musica. Benvenuto!"

Traccia benissimo i contorni artistici del progetto, qualcosa che con la scelta del dialetto tiene ben strette le proprie radici ma che al contempo la dimensione Hip Hop data dalla musica elettronica proietta il tutto in un'ottica internazionale fin dalle prime battute.
Ma chi cazzo è liberato? Dopo l'uscita del secondo singolo le ipotesi si moltiplicano: c'è chi ha notato addirittura una voce più chiara e con meno effetti, e che quindi crede di poter intuire il nome che si nasconde dietro tutto questo; c'è poi invece chi pensa sia un collettivo di persone e che in sostanza non sia rilevante chi presti la sua voce al progetto. Poi ci sono congetture e ipotesi ironiche divulgate da webzine che vogliono che sotto quel cappuccio ci sia il Gabibbo, uno dei Marò Salvatore Girone, Insigne o addirittura Gigione! L'apice però viene raggiunto dalla pagina Chi cazzo è Liberato che addirittura inizia una caccia per scovare il volto del fenomeno.
Insomma un vero e proprio delirio che non può essere ignorato da un punto di vista del social marketing. Abbiamo detto che questo non è l'aspetto più importante per valutare artisticamente un prodotto musicale, ma vanno precisate alcune cose. A Napoli e in Italia nel sottobosco indipendente e underground ci sono molte le realtà che, pur presentando un progetto qualitativamente valido, non emergono mai. Perchè? Spesso si dà appunto troppo poco peso all'aspetto comunicativo. In un'epoca in cui è davvero diventanto molto più facile, rispetto a 10 anni fa, produrre musica e farla girare in qualche modo, si è creata una vera e propria giungla musicale da cui si può emergere solo con un attento e ben studiato piano di comunicazione. Ovviamente non possiamo essere tutti Liberato, ma la strategia mediatica in questo momento storico è fontamentale.
Quella usata dal progetto LIBERATO non è ovviamente nuova in musica nè tanto meno nell'arte in generale. A tal proprosito mi piacerebbe ricordarvi un estratto di una scena tratta da "The Young Pope", la prima serie televisiva scritta e diretta da Paolo Sorrentino. Il giovane Papa discute proprio di strategia, le sue parole suonano rivoluzionarie in un ambito come quello ecclesiastico ma cita e nomina artisti misteriosi che hanno fatto dell'anonimato o quanto meno dell'assenza dai riflettori, un loro punto fisso:

- Adesso lei provi a seguirmi se ne è capace
- La seguo benissimo Santo Padre
- Bene, allora mi dica: chi è lo scrittore più importante degli ultimi vent'anni? Attenta però, non il più bravo, la bravura è degli arroganti, il più importante: l'autore che ha destato una curiosità così morbosa da diventare il più importante.
- Non saprei, direi, Philip Roth?
- No, Salinger. Il più importante regista cinematografico?
- Spielberg!
- No, Kubrick. L'artista contemporaneo?
- Ahm, Jeff Koons o Marina Abramović!
- Banksy! Il gruppo di musica elettronica?
- Non so assolutamente niente di musica elettronica!
- E dice che Harvard è una buona università! Comunque i Daft Punk!
- Invece la più grande cantante italiana?
- Mina?
- Ah, brava. Adesso, lei sa qual è l'invisibile filo rosso che le unisce tutte queste figure che sono le più importanti nei loro rispettivi campi? Nessuno di loro si fa vedere! Nessuno di loro si lascia fotografare!
- Ma lei non è un artista Santo Padre, lei è un capo di Stato.
- Si, di uno Stato talmente piccolo che non ha nemmeno uno sbocco sul mare e che per riuscire a sopravvivere ha bisogno che la sua guida si renda irrangiungibile come una rockstar. Il Vaticano sopravvive grazie alle iperboli, quindi noi dobbiamo generare l'iperbole ma questa volta rovesciata.

Il mistero dunque genera da sempre una forte curiosità, un po' irrazionale in quanto porta ad avvicinare qualcuno a qualcosa anche solo per scoprire alla fine chi si nasconde dietro una maschera (o sotto il cappuccio). In Italia però non è comunque la prima volta che accade. Un caso simile ci fu con il grande esordio de I Cani, band romana che ai primi concerti, un po' come i Daft Punk citati dal giovane Papa, si presentavano con un sacchetto di carta per la spesa in testa.
Per quanto riguarda LIBERATO non ci sono altre informazioni a riguardo, si aspetta con ansia il 26 Maggio giorno in cui salirà sul palco milanese del Mi Ami: c'è chi dice che potrebbe esibirsi mascherato e chi invece che si rivelerà prima del live. Non è mancato infine chi ha avuto da dire sul fatto che il primo live sarà milanese e non su un palco napoletano. Possiamo capire la scelta, dato l'importanza del festival e sicuramente non mancheranno occasioni di assistere a un suo live qui a Napoli. La vicenda LIBERATO in fondo è appena iniziata.


Potete ascoltare entrambi i singoli di LIBERATO anche su Spotify