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Banca del Popolo: una nuova "furbata" alla De Magistris

Scritto da Salvatore Capasso Il . Inserito in La Bufala

"Fare Banca” è molto difficile. Implica un’attenta attività di screening e monitoraggio della clientela che accede ai prestiti. Richiede la continua e solida attività di raccolta fondi, attraverso le più disparate modalità finanziarie. Richiede la presenza attiva sui mercati dei capitali internazionali, e quindi conoscenze ed esperienze specifiche.


Per questo lascia quanto meno sorpresi la proposta di De Magistris di lanciare una Banca del Popolo finanziata dai risparmi di dipendenti comunali e comuni cittadini, per risolvere i problemi delle imprese campane. Il ruolo del credito è fondamentale nei processi di sviluppo e crescita. Le banche, quelle efficienti, aiutano a crescere un territorio non semplicemente perché sborsano denaro ma perché aiutano a selezionare i progetti di investimento migliori e più redditizi. Perché una volta prestati i soldi svolgono un’attività di monitoraggio sulle imprese debitrici e fanno in modo che i fondi non siano distolti dagli investimenti a cui erano destinati. Perché offrono opportunità di investimento che riducono i rischi e incentivano gli individui a risparmiare.
Ma la verità è che tutte queste funzioni, e molte altre, richiedono competenze specifiche che sono difficilmente acquisibili da un giorno all’altro. Non basta aprire uno sportello e raccogliere capitali per creare una “banca” che possa finanziare in modo efficace un sistema economico come quello meridionale. Ed è, quindi, preoccupante che chi governa un territorio che necessita urgentemente di interventi radicali e di una seria politica di sviluppo e crescita proponga soluzioni di facciata. Senza fare retorica, viviamo un momento molto complicato per la nostra economia nazionale e ancor di più locale. Le difficoltà non sono più solo sugli schermi televisivi ma si sono trasferite sulle tavole di molte famiglie. Ed è per questo che ci si aspetta che chi governa senta la responsabilità di intervenire in modo concreto per risolvere le questioni sul tappeto. Questo della mancanza di accesso al credito è un problema serio delle imprese meridionali, che meriterebbe di essere affrontato con un programma credibile che, da un lato, incentivi l’offerta di credito da parte del sistema bancario campano e non, dall’altro migliori la domanda di credito che, spesso, proviene da imprese che non sono in grado di offrire adeguate garanzie di reddito e profitto. Penso che sia quindi tempo di passare dai proclami alle azioni concrete. Non è forse vero che la campagna elettorale si è ormai conclusa da un pezzo?