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Dal Portogallo, l’esempio di una sinistra vincente

Scritto da Claudio Lanza Il . Inserito in Linea di Confine

portogallo sinistra

Dopo aver analizzato il risultato dei socialisti in Francia e in Gran Bretagna, la “puntata” di oggi sul futuro della sinistra in Italia e in Europa riguarda il Portogallo e i risultati strepitosi ottenuti dalla coalizione di sinistra guidata da Antonio Costa che, salutata alla nascita con scherno, si candida a diventare un modello per i socialisti europei.

Ricordiamolo, in tutta Europa, eccetto per le recenti elezioni in Gran Bretagna, i socialisti sono in declino. Chi covava la speranza di una rinascita socialista a livello europeo rivolgendo lo sguardo a Martin Schulz in Germania, è rimasto deluso. Dopo un’iniziale ventata di ottimismo registrata dai sondaggi nazionali, i social-democratici del SPD hanno inanellato una sconfitta elettorale dopo l’altra alle regionali, lasciando il posto ai cristiano-democratici della Merkel anche nella ricca regione Reno-Vestfalia.

Al contrario, nessuno si aspettava che dalle sponde del Portogallo potesse emergere un modello di sinistra di successo. Nel 2015, malgrado la vittoria elettore in un paese disastrato dalla crisi finanziaria del 2008, la coalizione messa in piedi da Antonio Costa, che unisce i Socialisti ai partiti di estrema sinistra portoghesi – tra cui i comunisti, venne soprannominata dai suoi avversari come “geringonça” – una sorta di macchina complicata e fragile.

Nessuno degli oppositori avrebbe scommesso che Costa potesse essere capace di tenere insieme un programma di governo rispettoso dei vincoli finanziari, così come richiesto dai finanziatori europei e internazionali, e il sostegno di alleati desiderosi di mettere la parola fine alla disciplina di bilancio.

Eppure, nei fatti, dopo diciotto mesi di governo, Costa ha compiuto un mezzo miracolo.

Sul fronte fiscale, Costa ha tirato fuori il paese da una procedura di infrazione europea lunga 8 anni, riducendo il deficit di bilancio a livelli mai così bassi da quando il Portogallo è diventato una repubblica, nel lontano 1974. Allo stesso tempo, il governo Costa ha riportato le pensioni dei funzionari pubblici, i salari e le ore lavorative a livelli pre-dissesto finanziario. Il tasso di disoccupazione è sceso a cifra singola dopo aver toccato la cifra record del 13% nel 2013. La crescita economica è stabile da più di 3 anni, toccando anche punte di inusualmente alte del 2%.

Di conseguenza, non è strano che Costa goda di una fortissima approvazione tra i Portoghesi, con il sessanta 66% che dichiara di essere soddisfatto della vita che conduce – cifra raddoppiata in quattro anni.

Uno dei primi socialisti europei ad esserne stato affascinato è stato Benoît Hamon, candidato alla presidenza della repubblica del Partito Socialista francese – nel suo caso, nulla è bastato per invertire l’inevitabile declino del suo partito dopo il terribile mandato Hollande.

L’ex vice presidente del Parlamento Europeo e capogruppo dei Socialisti e Democratici Gianni Pittella ha suggerito ai socialisti europei di intraprendere una strada simile a quella perseguita da Costa, coinvolgendo i Verdi e altre formazioni di sinistra, anche le più radicali, ma sempre europeiste, nel Parlamento europeo.

Ma qual è la formula magica di Costa? Riuscire a raggiungere un patto con i partiti di estrema sinistra, partendo da una posizione di forza, convincendo questi a mettere da parte le richieste più scottanti, quelle avrebbero sicuramente fatto collassare la coalizione, come l’uscita dalla NATO, la rinegoziazione del debito nazionale e il superamento della disciplina di bilancio europea, con obiettivi dichiaratamente di sinistra su pensioni e salari.

Tuttavia, serie difficoltà permangono ancora nel panorama economico portoghese e si chiamano banche e debito pubblico. Lisbona, infatti, resta ancora severamente esposta in caso di eventuali shock finanziari a causa di un debito pubblico elefantiaco (130%) in continuo aumento. Inoltre, il settore bancario resta debole dopo diversi piani di salvataggio molto costosi.

L’Italia sembra condividere diversi punti in comune, e non solo su banche e debito pubblico. Nel nostro scenario politico, il Partito Democratico resta di gran lunga il primo partito nel campo del centro-sinistra e, con la prospettiva di una legge elettorale proporzionale, chissà se una coalizione con le forze sinistra non possa ottenere risultati “portoghesi”.