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Elezioni amministrative 2017, PD in crisi?

Scritto da Angela Pascale e Riccardo Barone Il . Inserito in Il Palazzo

partito democratico

Da domenica scorsa, abbiamo già sentito di tutto e di più sui motivi che hanno portato alla sconfitta del PD, nelle ultime elezioni amministrative, e, soprattutto nel PD, in sensi opposti, abbiamo sentito collegare le analisi alla situazione nazionale: da una parte sentivamo la goffa analisi numerica (sono di più i comuni in cui ha vinto il centrosinistra), poco attenta sui risultati dei tre capoluoghi di regione “in gioco” e del numero di cambi di colore avvenuti, dall’altra sentivamo il grido a costruire chissà quale nuova amalgama per tornare a vincere.

Io, molto più modestamente, penso che l’Europa (il continente di Macron, della Merkel e dell’Italia) continui a seguire delle regole elettorali piuttosto semplici, per chi riesca a rassegnarsi alla fine del secolo delle ideologie: vincono le elezioni i candidati più credibili ed i figli pagano gli errori dei padri (chi pensava di vincere a L’Aquila probabilmente sopravvaluta il ruolo del masochismo in politica, malgrado il volto giovane di Americo Di Benedetto potesse illuderci che una città ancora devastata potesse aver apprezzato l’amministrazione del PD).

Oggi l’elettorato ad ogni elezione sceglie chi ha più capacità per governare la propria città, e soprattutto i fan delle coalizioni forti dimenticano di vedere il libero arbitrio dei candidati ai consigli comunali: senza leader riconosciuti le coalizioni non si formano e le liste non si riempiono.

La Campania ancora una volta può essere uno straordinario scenario per studiare i fenomeni elettorali, ad esempio, abbiamo un candidato sindaco nel casertano che ha preso 10 punti percentuali in meno della sua coalizione, oppure, abbiamo comuni in cui i candidati del centrosinistra sfiorano o superano il 70% ed altri in cui vincono i fuoriusciti dal PD.

Vediamo, con un po’ di calma, quali conclusioni possiamo tirare:

1) Come è andato De Magistris? Il Sindaco di Napoli ha cominciato la sua campagna elettorale per le regionali con il risultato che si aspettava, voleva cominciare a costruire i suoi comitati in provincia e ci è riuscito, voleva vincere in un comune (Bacoli) ed ha vinto in un altro (Arzano), in cui il PD, per evitare troppe discussioni tra le componenti, ha preferito perdere una candidata come Fiorella Esposito, che avrebbe avuto una funzione locale (vincere le elezioni) ed una metropolitana (riavvicinare la CGIL scuola al PD).
2) Chi ha vinto? Hanno vinto una serie di amministratori su cui è complicato trovare difetti, inerenti le loro capacità amministrative, qualcuno pensa che la vittoria di Portici/Pozzuoli/Ischia sia merito di Orlando, della coalizione larga o degli ufo? Io molto più banalmente penso sia merito degli Enzo di turno (Cuomo/Figliolia/Ferrandino).
3) Come sta il Presidente De Luca? Per lui vale il discorso di De Magistris, ha scelto con Campania Libera di strutturare una sua rete territoriale, come per anni ha fatto a Salerno, e ha provato a misurarla sia con il PD che contro il PD, speriamo che la campagna di Torre Annunziata (in cui Campania Libera ha perso contro il candidato del PD) possa fornirgli idee utili per il futuro.

In conclusione (ad ogni riunione di redazione richiamo alla brevità degli articoli di QDN), il nostro auspicio è che le forze politiche di sistema (PD e Forza Italia), affrontino il prima possibile l’urgenza di formare e promuovere una classe politica che sappia governare le nostre città con pragmatismo ed intelligenza (magari smaltendo qualche municipalizzata bollita). Ormai è finita l’epoca dei fondi a pioggia, ed oggi nelle città ci giochiamo la partita più importante: buttarle in pasto agli slogan o ripartire dai comuni per riavvicinare alla cosa pubblica una maggioranza ormai disillusa dalla politica.