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Comitati civici contro il degrado

Scritto da Riccardo Barone Il . Inserito in La Bufala

Finalmente una buona notizia!!
Domenica 9 giugno il Comitato per la Tutela e la Salvaguardia di Piazza Bovio che aderisce al Comitato "NONIMBRATTO" è sceso in piazza per continuare l’opera di pulizia di piazza “Borsa” ripulendo la piazza e i suoi monumenti.
Quest’ impegno meritevole è stato vanificato dopo poche ore da qualche fan dei “99 posse” che ha scritto su una fioriera “o zulu non se tocca”, per cui credo sia utile riflettere un po’ sulla cura dei beni pubblici.
L’iniziativa di domenica rappresenta la ribellione di gruppi di cittadini al degrado della città ma l’impegno dei comitati non può sostituire l’ordinaria amministrazione, per tutelare i nostri monumenti si rende necessaria una presenza costante dello stato sui territori, Napoli negli ultimi anni è stata la città delle telecamere spente o non funzionanti! In assenza di un senso dei beni comuni è necessario applicare nella nostra città la cd “teoria delle finestre rotte”, secondo cui se ci si abitua al degrado si finisce per contribuire ad alimentarlo.


A Napoli viviamo il degrado come una componente naturale della nostra città e questo elimina l’inibizione in chi butta le carte a terra, ruba le piante dalle fioriere o imbratta i monumenti. Al comitato di piazza Bovio va tutta la mia gratitudine ma l’amministrazione locale dovrebbe prendersi carico di continuare l’opera del comitato, invece di remare contro.
Nella foto allegata potete notare il contributo del comune alla cura della piazza… quest’opera d’arte rappresenta in maniera plastica l’idea che la nostra amministrazione ha della cura degli spazi pubblici: “speriamo che nessuno si faccia male sennò passiamo un guaio”.
Detto tutto il male possibile del comune di Napoli, credo vada fatta un’ultima riflessione sul ruolo dei privati, in molte città italiane gli spazi pubblici vengono gestiti dai negozianti che vi si affacciano, questo a Napoli avviene in maniera marginale (ad esempio la fontana di piazza Trieste e Trento è manutenuta dal “Gambrinus”) ma potrebbe essere una buona soluzione per molti spazi pubblici, il problema è che l’episodio di Piazza “Borsa” mette in luce la necessità di fermare il vandalismo prima di poter sperare che qualcuno si prenda cura degli spazi pubblici.