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Dopo il successo de L’Arte della Felicità, è finalmente in sala “Gatta Cenerentola”

Scritto da Andrea Amiranda Il . Inserito in Cinema & TV

gatta cenerentola

In questi giorni presso alcuni cinema partenopei è possibile guardare “Gatta Cenerentola”, l’ultimo lavoro cinematografico di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone. Per il team si tratta del secondo lungometraggio d’animazione dopo il fortunato esordio con “L’arte della felicità”, da cui riprende lo stile e la tecnica narrativa.

La pellicola, che si ispira ad un racconto di Giambattista Basile, ha per protagonista Cenerentola, una ragazza cresciuta su una nave bloccata nel porto di Napoli da oltre 15 anni che, a seguito della morte del padre armatore, si ritrova ad essere soggiogata dalla matrigna e dalle sorellastre. A questo quadro non certo felice si aggiunge la figura di Salvatore Lo Giusto (‘o Re), un trafficante di droga che, in accordo con la matrigna, vuole sfruttare l’eredità dell’ignara Cenerentola per fare del porto della città una capitale del riciclaggio. Insomma, ritorna il topos dell’orfanella alla ricerca del proprio riscatto sociale, ma in una cornice stavolta cupa ed anticonvenzionale, di cui è ancora una volta protagonista la città di Napoli.

trailer

Il film, che è stato tra i più attesi alla Mostra del Cinema di Venezia, non ha deluso le aspettative ed è riuscito a mescolare il registro della favola e quello della tradizione musicale partenopea. Proprio la musica gioca un ruolo essenziale: non potrebbe infatti essere altrimenti, avendo come antenato storico la celebre opera teatrale di Roberto De Simone del 1976. Per quanto riguarda invece la scelta di raccontare la storia di Cenerentola attraverso l’animazione, essa è sembrata la soluzione migliore per fare sì che una pellicola dai toni così dark riuscisse a conservare quel carattere di “fiaba” a cui aspira.

Come ne “L’arte della felicità”, anche qui protagonista assoluto è il Tempo, poiché i personaggi appaiono sospesi tra un passato fatto di utopie, un presente violento ed un futuro come orizzonte di vendetta: tutto ciò non è altro che la metafora di una città come Napoli, che riesce nonostante le mille difficoltà ad attingere alle sue straordinarie risorse umane. Quello che Rak e gli altri registi hanno costruito è un prodotto di forte suggestione, ricco di metafore riuscite e in grado di lasciare più di qualche spunto al termine della visione.