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L’angolo del Libro presenta: Tarantella Nera, di Mario De Simone

Scritto da Francesco Verdosci Il . Inserito in Letteratura

tarantella nera

Vendetta, Odio, Passione ed Amore. Tutto questo ed anche di più è Tarantella Nera, stupenda opera seconda del napoletano Mario De Simone (edito dalla piccola ma innovativa e coraggiosa casa editrice Ad est dell’equatore e nato come risultato di un crowdfunding) ovvero uno spettacolare racconto di camorra, estremo e grottesco, appassionante e commovente, che si muove sullo sfondo di una quanto mai oscura e peccaminosa Napoli, una vera e propria Sin City in salsa Partenoepa (e dopotutto non potrebbe essere altrimenti, se non come la più classica città violenta, a mano armata, tipica di ogni buon Noir che si rispetti).

La tarantella nera, che intitola questo interessantissimo Noir, non è altro che l’immensamente tumultuosa vita del protagonista, Salvatore. Tra inferno e paradiso, tra bene e male, tra amore ed odio, tra violenza e dolcezza, tra il passato dei ricordi e l’orrorifico presente, ondeggia la sua vita mentre è ospite di una comunità di recupero tossicodipendenti. Soprattutto l’infernale violenza della camorra è l’accelerata improvvisa che Salvatore decisamente non si aspettava. Quando dei sicari irrompono nella struttura della comunità, allo scopo di assassinare un boss anche lui ricoverato per tossicodipendenza, il miglior amico di Salvatore muore facendogli da scudo umano.

In quel violentissimo istante, il baratro è segnato: la parola Vendetta si fa strada dagli occhi alla mente, dalla pelle al cuore, di Salvatore, guidando d’ora in avanti ogni sua minima azione. Oramai la dolcezza è divenuta solo un ricordo, in un estremo e feroce istante. C’è solo la violenza, la morte, l’inferno ad attenderlo alla fine della strada allagata di sangue.

Certamente, il nostro protagonista, Salvatore, è colui che ci conduce nelle danze di questo bailamme Hard Boiled ma tutti i personaggi, dai camorristi alle prostitute di colore, dai tossici agli spacciatori, dalle vittime ai carnefici, ci guardano emergendo dalle pagine per invitarci mefistofelicamente a “ballare” sull’insanguinato palcoscenico di questa città maledetta, impegnati come sono, nella costante ed estenuante tarantella di passione, lacrime e morte.

Decisamente degna di nota - come mai prima d’ora in un’opera seconda - è la magnifica rielaborazione dei più classici stereotipi, cinematografici e non, ma anche della religiosità, che ci regala l’astuta penna di Mario De Simone. Si spazia dalle citazioni pulp degli ambienti più kitch e delle situazioni più assurde ed estreme che si sono viste nel cinema e nelle serie tv più recenti, ai riti religiosi del bigottismo piccolo borghese più intransigente, fino a giungere agli sconvolgenti e blasfemici trip di un tossicodipendente la cui mente, distrutta dagli stupefacenti, ci regala inimmaginabili rielaborazioni di tutti quegli insegnamenti religiosi e morali che ognuno di noi riceve dall’infanzia.

E’ qui la svolta migliore del racconto: Salvatore agisce quasi come a voler “imbiancare di pura biblicità e sacralità” ogni sua azione violenta. In un certo senso ci ricorda il Samuel L. Jackson di Pulp Fiction, che recitava il salmo di Ezechiele, 25.17, prima di riempire di piombo ogni sua vittima. Anche se è chiaro a tutti, fin da subito, che la sua redenzione passa necessariamente per un infernale fiume di lacrime e sangue, non certo dalla scala per il Paradiso.

Ma cosa succederà una volta che la vendetta sarà compiuta?

Cosa sarà rimasto dell’animo umano una volta che il sangue avrà spazzato via ogni ostacolo?

Leggetelo e lo scoprirete. Buona Lettura.