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"Corsi e ricorsi storici": Come è cambiato il Napoli in un solo anno

Scritto da Simone Santacroce Il . Inserito in Il Pallonetto

milik napoli anno

Vi è mai capitato di rivivere una situazione che pensavate di aver già vissuto molto tempo prima? Ricordate quelle sensazioni a metà tra il reale e il fantastico che tale situazione fece scaturire? Bene. Nel caso che analizzeremo oggi queste sensazioni sono reali, anche troppo verrebbe da dire.

Sabato pomeriggio, in quel di Ferrara, la famosa teoria dei "Corsi e ricorsi storici" elaborata da Giambattista Vico (da noi già citata tempo fa in occasione dello sfortunato ma suggestivo sorteggio che decretò la sfida agli Ottavi di finale di Champions League tra gli azzurri e il Real Madrid) si è rivelata quanto mai azzeccata. Minuti finali di partita, un ginocchio che si gira in modo innaturale e le urla di un giocatore, polacco per la precisione. Una scena già vista esattamente un anno fa che si ripropone con una precisione inquietante. Lo sfortunato protagonista di tale evento è ancora una volta il centravanti del Napoli Arkadiusz Milik, un ragazzo tanto forte quanto sfortunato. Due legamenti di due ginocchia diverse rotti a distanza di un solo anno sono forse un record, ma stavolta è davvero poco invidiato e ammirato.
Le teoria di Vico ci dice che determinati eventi della storia umana si ripropongono non in maniera casuale ma come già disegnati da una sorta di "Divina Provvidenza", in questo caso però verrebbe da pensare che si tratti più di un "Divino accanimento". Forza Arek siamo tutti con te, ti aspettiamo (ancora una volta purtroppo).
Ma come è cambiato il Napoli durante quest'anno? In che condizioni si ritrova subito dopo l'infortunio di Milik?
Soltanto un anno fa la situazione era delle più drammatiche con il solo Gabbiadini,mai davvero inserito negli schemi di Sarri, a guidare l'attacco partenopeo con scarsi risultati che costarono al Napoli un mese di difficoltà immani e punti persi per strada.
Da quel momento si è palesata la innata capacità del nostro allenatore di fare di necessità virtù. Nacque infatti la folle quanto geniale idea di mettere Mertens al centro dell'attacco e di giocare così in modo totalmente differente. I risultati di quella intuizione li vediamo tutt'ora e i numeri del folletto belga lo inseriscono di diritto tra i migliori Bomber d'Europa. Sarri e Dries sarranno per sempre legati uno all'altro per questa meravigliosa scoperta.
Ora, a distanza di un anno, subito dopo lo stesso infortunio occorso a Milik, il Napoli si trova in una situazione del tutto diversa. La consapevolezza è quella tipica delle grandi squadre, c'è un anno di esperienza in più e di abitudine a giocare con Mertens come punta centrale e inoltre è subentrata la capacità di gestire e vincere anche le partite più difficili, cosa che fino all'anno scorso ancora a tratti veniva a mancare. Certo, ora il solo Mertens non potrà reggere certi ritmi per tutta la stagione senza un ricambio valido li in attacco, ed è per questo che almeno fino a Gennaio (dove probabilmente arriverà Inglese dal Chievo acquistato nell'ultimo giorno di mercato dalla società di De Laurentiis) Sarri dovrà ricorrere ancora una volta alla sua fantasia e adattare di tanto in tanto uno degli elementi presenti in rosa in quel ruolo e Callejon e Ounas sembrano i più adatti al momento, con il primo sicuramente favorito. D'altra parte cosa non sa fare Callejon? Siamo sicuri che all'occorrenza potrebbe benissimo fare anche il vice-Reina.
Nel frattempo, tra un infortunio e la ricerca di una nuova soluzione offensiva, questo Napoli viaggia veloce e per ora ha vinto 9 delle prime 10 partite stagionali, registra numeri impressionanti e batte ogni record relativo alla storia del Napoli. Siamo soltanto all'inizio di questa esaltante stagione, ma se il buongiorno si vede dal mattino c'è solo da essere positivi in vista del prossimo futuro.