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Melito, terra di faide e brava gente

Scritto da Marina Mastropasqua Il . Inserito in A gamba tesa

La periferia a Nord di Napoli è oggi tristemente nota per essere diventata territorio di faide e di traffici illegali. In questo contesto anche le amministrazioni locali devono fare i conti con interessi ed economie che non accettano ingerenze da parte delle Istituzioni.
E’ questo il quadro nel quale l’Amministrazione di cui ho fatto parte dal giugno del 2011 a febbraio del 2013 ha tentato di lavorare, con l’aggravante di una maggioranza risicatissima (il Sindaco era stato eletto senza avere la maggioranza in consiglio) che ha costituito una spada di Damocle sulle teste di noi tutti per l’intera durata dell’amministrazione.
Sono stati mesi difficili in cui le intimidazioni, giunte fino al pestaggio di un Consigliere Comunale, non sono mancate. Mesi in cui sono stati varati provvedimenti importanti (quali sportello anti racket e stazione unica appaltante) che qualcuno non ha digerito.
All’indomani della sfiducia al Sindaco Carpentieri (ad opera anche di un consigliere del ns. partito, n.d.r.), lo sconforto e lo smarrimento albergavano in noi tutti e non è stato semplice raccogliere tutte le nostre energie per ripartire da capo. Abbiamo lavorato alacremente alla composizione di una coalizione e di liste che fossero ancora una volta credibili e affidabili agli occhi dei nostri concittadini.
Non avevamo al nostro attivo un azione amministrativa incisiva ed energica né eravamo riusciti ad imprimere quella svolta che i nostri elettori ci avevano chiesto, per questo avevamo qualche dubbio che la nostra esperienza potesse essere liquidata con leggerezza con un banale elenco delle “cose non fatte”.
Così non è stato.
In queste elezioni la nostra principale avversaria è stata una destra spregiudicata e senza scrupoli che ha intessuto la propria “propaganda” elettorale su promesse e falsi proclami e che, in situazioni incresciose, quali le intimidazioni subite dalla sottoscritta e da altri consiglieri, invece di esprimere solidarietà ha preferito invocare l’alibi della “caccia alle streghe”, insomma il solito cartello elettorale, disomogeneo per cultura e storia politica, e in alcuni casi intorbidito da presenze dubbie e discutibili.
Fortunatamente lo svolgimento delle elezioni è stato per la prima volta caratterizzato da una presenza massiccia e imponente delle forze dell’ordine che hanno disciplinato in modo encomiabile l’accesso alle urne.
A mio avviso le ragioni della nostra vittoria, chiara e schiacciante, risiedano innanzitutto nella credibilità di coloro che hanno scelto di mettersi in gioco, in secondo luogo nella qualità della proposta politico-amministrativa ma soprattutto nel fatto che la gente è stanca di essere presa in giro da personaggi che ancora credono di comprare il consenso con la moneta delle illusioni (così come da anni fa Berlusconi).
I melitesi hanno dimostrato di avere le idee ben chiare sul paese che vogliono per i propri figli e su chi può avere capacità ed attitudine per realizzarlo, ora sta a noi l’arduo compito di non disattendere le aspettative.