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Cronaca dell'undicesima giornata di Serie A

Scritto da Matteo Zapelli Il . Inserito in Il Pallonetto

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Si conclude con una vittoria nerazzurra il posticipo tra Inter ed Hellas Verona valido per l’undicesima giornata di serie A. Una giornata che ci fornisce molti spunti dai quali trarre delle importanti considerazioni.
Si delinea sempre di più la divisione tra le prime quattro/cinque squadre della classifica e le restanti partecipanti, una divisione che evidenzia ulteriormente come quello che una volta veniva considerato il campionato più difficile e complicato al mondo sia ormai solo un lontano ricordo. Basta analizzare i dati che ci fornisce l’andamento del campionato fino ad ora: record di punti nelle prime undici giornate da parte di Napoli, Inter e Lazio, rispettivamente 31 per la squadra partenopea che asfalta i neroverdi del Sassuolo in questa undicesima giornata seppur con qualche brivido,29 per i nerazzurri e 28 per i biancocelesti che passeggiano in casa del Benevento, non dimenticandoci della Juve vittoriosa e convincente nell’anticipo contro il Milan appaiata a 28 punti e anch’essa capace di battere un record, ovvero quello dei gol collezionati, 33 per i bianconeri. Numeri del genere non si vedevano dalla stagione 59/60’. Più distaccata troviamo invece la Roma con 24 punti, tre dei quali conquistati proprio questa fine settimana con un Bologna tutt’altro che irresistibile, ma con una partita in meno che dovrà essere recuperata con tutta probabilità nel 2018.

Si è creato un vero e proprio solco quindi tra le cosiddette ‘ big’ e le restanti squadre. I risultati da undici giornate a questa parte sono sempre stati scontati e di facile previsione: la squadra più forte sulla carta è quella che prevale, poche sono state le occasioni in cui questa cosa non si è verificata, basti ricordare episodi isolati come una Lazio fermata in casa dalla neopromossa Spal alla prima giornata o una Juventus ‘sconfitta ‘ con un pareggio alla nona giornata in casa dell’Atalanta.

Il dato che evidenzia ancor di più questo squilibrio presente nel nostro campionato viene fornito dalla situazione indecorosa delle ultime tre in classifica: un Benevento che si trova ancora a 0 punti dopo 11 giornate (record negativo), il Verona che si trova a soli sei punti e che non riesce ad esprimere un gioco convincente o almeno un’idea di gioco, anche se con l’Inter, proprio in quest’undicesima giornata, si sono visti sprazzi di qualità seppur confusionaria che però non hanno evitato la sconfitta. E per finire troviamo un Genoa terz’ultimo anch’esso a 6 punti che ormai da due stagioni non è più quella squadra che dava sempre filo da torcere a tutti e che domenica si è dovuta arrendere ad una delle liete sorprese della Serie A, la Spal, che ha fatto dello stadio’ Paolo Mazza ‘un vero e proprio dodicesimo uomo in campo e che può essere considerata una mina vagante da tutti e non deve perciò essere sottovalutata . Resta comunque netta questa situazione di distacco, queste partite ormai scontate che irritano e scocciano i telespettatori.

La soluzione potrebbe davvero essere un campionato a 18 squadre? Come accade per la Bundesliga tedesca, che di spettacolo ne ha da vendere… o è semplicemente un fattore mentale che scaturisce nei calciatori e li induce a deporre le armi ancor prima di combattere quando di fronte a loro si trovano un Mertens, un Dybala, un Icardi? L’unica consolazione che resta è rappresentata dagli scontri diretti delle big five, partite davvero combattute e molto sentite, belle da vivere e da seguire, con la speranza però che la Serie A tutta possa tornare a mostrarsi quella di un tempo, facendo sobbalzare ed emozionare i tifosi di calcio.