fbpx

Napoli sconfitto ma non tutto è perduto: cronaca di un ingranaggio (quasi) perfetto

Scritto da Simone Santacroce Il . Inserito in Il Pallonetto

napoli champions

Ci sono volte nella vita, come nel calcio, in cui dare il massimo non sempre basta per raggiungere gli obiettivi che ci si è prefissati. Questo è uno dei quei casi. Il Napoli affrontava per la seconda volta in poche settimane quella che è, almeno per ora, la squadra più forte in circolazione nel panorama calcistico europeo e nonostante gli ovvi sfavori del pronostico ha provato a giocarsela alla pari con il Manchester City di Pep Guardiola.

Se all'andata però gli inglesi avevano dimostrato per ampi tratti la loro superiorità (salvo poi difendersi da un grande ritorno degli azzurri che non bastò per raggiungere il pari), nella partita di ieri sera al San Paolo il gap non è sembrato poi così ampio. Per informazioni chiedere allo stesso Guardiola cosa ne pensa della prima mezz'ora di partita. Un Napoli arrembante e spettacolare non solo è riuscito a passare in vantaggio con un gol splendido di Insigne (autore di una partita da leader vero) ma anche a mettere alle corde un City apparso quasi sorpreso dal ritmo dato alla partita dagli uomini di Sarri. Alla mezz'ora, però, avviene un qualcosa che inciderà inesorabilmente sulla partita e probabilmente (facciamo i dovuti scongiuri) sul resto della stagione dei partenopei. Ghoulam si accascia al suolo avvertendo dolore al ginocchio destro ed è costretto a chiedere il cambio. Da quel momento il Napoli stenta a ricompattarsi, costretto anche ad adattare Hysaj sulla sinistra, e subisce la prepotente reazione del Manchester City che non solo pareggia ma si porta anche in vantaggio all'inizio della seconda frazione di gioco sfruttando come al solito le solite palle inattive tanto indigeste al Napoli. Arriveranno anche il pareggio degli azzurri su rigore con Jorginho e la palla per il possibile vantaggio partenopeo sui piedi di Callejon ma, come accadde nella sfida con il Real, subito dopo l'occasione sprecata arriva il gol avversario a mó di sentenza. Ora la qualificazione per gli Ottavi diventa più complessa ma nulla è perduto, ancora tutto è in gioco. Le ultime due partite del girone saranno fondamentali e nulla ci è precluso. Ma in fondo che sfizio ci sarebbe a qualificarsi con facilità già dopo poche partite, molto meglio segnare il gol decisivo per il passaggio del turno all'ultima azione dell'ultima giornata, uno di quei gol che ti fa vivere mille emozioni. Perché il calcio questo è, emozioni. Detto questo, cosa ci lascia questa partita? Sicuramente l'amaro in bocca per non aver potuto giocare la partita ad armi pari ovvero con Ghoulam in campo che è un elemento fondamentale all'interno dell'ingranaggio (quasi) perfetto Sarriano. Basta infatti togliere un giocatore cardine a questa squadra per metterla in difficoltà. Il Napoli in quanto macchina perfetta ha bisogno di tutti i suoi elementi al loro posto ed efficienti al massimo delle loro possibilità, è ormai evidente questo. La più grande forza del gruppo di Sarri è anche il più grande limite. Una "piacevole" contraddizione che però ci ha permesso fino a questo momento di essere al primo posto in classifica in campionato e di potercela giocare con le big europee in Champions. Ad averne di questi problemi. Ora la testa va a Verona, alla sfida con il sempre ostico Chievo che andrà affrontato come se fosse il Manchester City. Cali di tensione ora come ora non si possono avere. Sarà un esame importante per la squadra sia per testare la tenuta psico-fisica sia per continuare a conservare quel primo posto che fino a questo momento il Napoli ha ampiamente meritato. In conclusione il pensiero va a Faouzi, sperando che l'infortunio sia meno grave del previsto affinché possa tornare al più presto a sfrecciare sulla fascia sinistra permettendo all'ingranaggio azzurro di continuare a funzionare al meglio.